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LE URLA DEL SILENZIO
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
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VIRACOCHA E OSIRIDE: PARALLELI MISTERIOSI »
ALTRI MISTERI A TIAHUANACO »
LE TRACCE MESSICANE: IL QUETZACÒATL
Il testo di Hancock va seguito con la logica di un’indagine tesa a ricostruire un evento partendo da pochi indizi frammentari e a volte in apparenza contraddittori. Eppure l’autore ci conduce per mano verso una lettura a tutto tondo di ciò che accadde probabilmente in alcune epoche e soprattutto quali furono i punti di contatto che tracciarono la pista di un’unica storia.
La data del 23 dicembre 2012, altro non ci dice se non il fatto che si tratta della data indicante la fine del mondo secondo il computo maya relativo all’era del Quinto Sole.
In un archivio chiamato Codice Latino-Vaticano, raccolta di documenti aztechi, si parla della storia del mondo divisa in quattro ere dette Soli. Il passaggio da un’era all’altra è dettato naturalmente da sconvolgimenti e catastrofi e la prima era in particolare (Matlactli Atl) era "popolata dai giganti". Oggi il genere umano vive il Quinto Sole, la cui fine è segnata dalla data in questione.
Accanto a questa visione ciclico-catastrofica della storia, gli aztechi praticavano rituali sacrificali a base di prigionieri scannati e bambini massacrati. Il sangue scorso durante la dominazione azteca proveniva da circa 250.000 vittime all’anno uccise a scopo rituale. Assieme al sacrificio umano questo popolo non disdegnava i banchetti cannibalici effettuati dai guerrieri insieme alle proprie famiglie.
Tutta la cultura precolombiana faceva largo uso di sacrificio umano; i regni tolteco, azteco, olmeco, maya e via discorrendo erano uniti nelle logiche sacrificali e nella concezione dei quattro Soli precedenti il periodo presente. Questi popoli pensavano di poter allontanare il giorno della fine e del giudizio tramite una buona dieta di cuori e vittime umane da portare agli dèi, in particolar modo a Tonatiuh, il Dio Sole in persona, la cui personificazione lo vede raffigurato con una famelica lingua in ossidiana fuori dalla bocca a testimoniare la brama di cibarsi di vittime umane.
Questo era uno dei punti di contatto con la cultura sud americana degli Incas; per non parlare delle concezioni cosmogoniche corredate di diluvio che distrusse il "popolo degli inizi", i Giganti. Ma il più clamoroso consiste nel Serpente Piumato, Queztalcoatl, figura divina barbuta, dalla pelle bianca, giunta in tempi remoti nel Messico dal mare. Egli insegnò agli aztechi i calcoli calendaristici e formule matematiche tra le più avanzate per vaticinare il giorno ultimo della storia. Le somiglianze con la missione civilizzatrice e la figura stessa di Viracocha sono impressionanti.
Quetzacoatl era un uomo bianco, alto di carnagione rubizza dalla barba lunga e tondeggiante, con grandi occhi e vestito di una tunica bianca. Egli venne da oriente a bordo di una barca che si muoveva da sé, senza remi, assieme ai suoi compagni. Civilizzò le genti del Messico, insegnò loro ogni tipo di arte in cui egli e i seguaci eccellevano, proibì i culti sacrificali umani proponendo animali. Guariva i malati e risuscitava i morti; come Viracocha anch’egli aveva più denominazioni tra i popoli del centro America: Gucumatz tra i maya, Cuculcan a Chichen Itzà o Sepente Piumato e infine Quetzacoatl. Inutile affermare che tutti i nomi significassero proprio "serpente piumato".
Morley, decano degli studiosi maya, comprese che le culture sud amerinde e centro amerinde probabilmente parlavano di una stirpe i uomini approdati da est sulle coste occidentali centro-sud americane provenienti da un’unica terra, particolarmente avanzata nella struttura del pensiero e della tecnologia, che aveva come simbolo il serpente. Anche di Viracocha si disse la stessa cosa. I testi sacri del Chilam Balam narravano che i primi abitanti dello Yucatan furono gli uomini del Popolo del Serpente giunti in quelle terre in tempi antichissimi capeggiati da Itzamana, "Serpente dell’Est" guaritore e capace di resuscitare i morti.
Anche Cuculcan come Viracocha, andò via da lì riprendendo la via del mare con estrema tristezza per chi rimase e solennità nel congedarsi; egli fu sconfitto dal dio Tezcatilpoca, sanguinario e oscuro signore del periodo successivo all’età dell’oro di Quetzalcoatl. Il tutto avvenne a Tula, che al tempo era conosciuta come Tollan.
Di fronte alla piramide B di Tula vi sono quattro idoli dall’aspetto minaccioso; nella mani stringono oggetti sconosciuti che gli indigeni chiamano Atl-Atls, frecce o aste da lancio. Nulla di tutto ciò: gli oggetti sono simili a quelli del Kalasasaya, metallici, a fodero da cui fuoriesce un qualcosa di indefinibile. Alcune leggende parlavano degli dèi messicani che facevano uso di xiuhcoatl, "serpenti di fuoco"; erano oggetti capaci di emettere energia in grado di uccidere?
I seguaci di Quetzalcoatl si scontrarono con le forze di Tezcatilpoca a colpi d’arma da fuoco?
E le terre dell’est, da cui provenivano, erano la famosa Aztlan che gli Aztechi rivendicavano come la patria d’origine?
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