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LE URLA DEL SILENZIO
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
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LA PRIMA CARTOGRAFIA: NAZCA »
I VIRACOCHAS: GLI STRANIERI ILLUMINATI »
VIRACOCHA E OSIRIDE: PARALLELI MISTERIOSI »
ALTRI MISTERI A TIAHUANACO
Come se non bastassero già in tal senso i fattori topografico e geografico della città di Viracocha, altri sono i misteri da chiarire al fine di poter affermare che la città e tutti i suoi abitanti furono testimone di un evento cataclismatico che cambiò per sempre la faccia della terra e probabilmente anche le abitudini degli abitanti.
Chi ha familiarizzato con il precedente articolo ricorderà il nome di Arthur Posnansky, uno studioso di origine tedesco-boliviana che dedicò cinquant’anni all’analisi di Tiahuanaco. Con le sue indagini archeo-astronomiche, portò la scienza a riformulare la datazione del sito all’anno 15.000 a.C., Applicando la differenza tra l’obliquità del piano dell’eclittica del periodo di fondazione e quello odierno (2). In pratica, gli allineamenti astronomici di alcuni monumenti a Tiahuanaco rivelavano l’esatta variazione dell’obliquità dell’eclittica (23° 8’ 48’’) che, applicata al "fuori centro" di detti monumenti, stabiliva l’esatta età di costruzione del Kalasasaya ovvero il 15.000 a.C.
Per la scienza ortodossa fu una bestemmia; ma Ludendorff (direttore Osservatorio Astronomico di Potsdam), Becker (Specula Vaticana), Kolschutter (Università di Bonn) e Muller (Istituto di Astrofisica di Potsdam), tra il ’27 e il ’30, verificarono positivamente la veridicità delle teorie di Posnansky.
La figura El Fraile, rappresenta un umanoide androgino vestito di squame di pesce che stringe nelle mani oggetti dalle fogge indefinibili; ricordava l’antica leggenda di Chullua e Umantua, gli dèi del lago vestiti di pesce. Questa storia riportava ad alcune mitologie mesopotamiche in cui esseri anfibi dotati di ragione visitarono la terra di Sumer. Uno di questi, Oannes (come riferisce lo scriba Berosso), ebbe una grande importanza nell’opera di civilizzazione di queste genti. Tal quale Viracocha...
La Porta del Sole, monolite in andesite grigioverde del peso stimato di 10 tonnellate, presenta raffigurazioni di animali che si sono estinti in periodi preistorici o che avrebbero potuto abitare quelle terre solo in questi periodi; intervallato nel disegno del cosiddetto "meandro" (una serie di piramidi a gradoni alternate dritto-capovolte) vi è la testa di un elefante. Non vi furono elefanti in quella zona se non fino alla loro scomparsa, repentina, intorno al 10.000 a.C.. In mezzo alle altre figure di animali estinti apparve anche la stilizzazione di un toxodonte, essere simile all’odierno ippopotamo estintosi alla fine del pleistocene, 12.000 a.C. circa. Le date coincidono in maniera impressionante e smentiscono di fatto la presunta data ortodossa del 1.500 a.C.; furono scolpite più di 44 teste di toxodonte, al fine di evitare accuratamente che qualcuno potesse sbagliarsi...
Altre rappresentazioni fregiano la Porta del Sole: lo Shelidoterium e il Macrauchenia, progenitore del cavallo.
Alcuni fregi incompiuti, però, portarono Posnansky ad immaginare che lo scultore avesse dovuto immediatamente gettare lo scalpello e fuggire: qualcosa di terrificante si stava verificando.
Tiahuanaco era un’isola al tempo dell’evento e il Titicaca più profondo di 90 metri. La città un fiorente porto dove si intravedevano animali preistorici. Nell’undicesimo millennio a.C. l’equilibrio si ruppe per sempre: il letto del lago si alzò per una misteriosa energia che si scatenò nel periodo. Le prove del cataclisma risiedono in siti presenti tutt’oggi a Tiahuanaco dove detriti alluvionali mescolati a cenere vulcanica, flora lacustre (3), scheletri umani frantumati, resti di Orestias (4) e utensili alla rinfusa, raccontano il terribile momento vissuto da Tiahuanaco e dai suoi abitanti.
La scienza intanto tace e si gira dall’altra parte.

Note:
2. Alcuni scienziati si sono pronunciati su un’epoca oscillante tra il 350 a.C. e il 600 d.C. basandosi su analisi al C14 effettuate su resti organici dissotterrati in zona. Bisognerebbe capire il nesso tra le tracce e i reperti organici, però; nulla infatti connette gli uni alle altre.
3. Del genere Paludestrina Culminea, Paludestrina Andecola e altre tipologie.
4. Pesce della famiglia dei Bogas oggi presenti nel lago.
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