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DAL PRINCIPIO: LE MAPPE MISTERIOSE
Piri Reis fu un navigatore e un comandante ottomano di indubbia fama presso la propria civiltà; vissuto nel 1513, fu decapitato nel 1555 dai suoi stessi comandanti, essendosi guadagnato la loro ira pur avendo avuto una carriera strepitosa. Egli scrisse un celeberrimo testo di navigazione il "Kitabi Bahriye" ed accanto ad esso fece uso di mappe dettagliatissime tra cui una in particolare che è passata alla storia come la "Mappa di Piri Reis".
Nel luglio 1960 l’8° Squadriglia di Ricognizione Tecnica del S.A.C. (Strategic Air Command), USAF, Aeronautica degli Stati Uniti d’America, inviò una lettera di risposta ad un quesito del Professor Charles Hapgood relativo alla Mappa di Piri Reis, ossia se la parte inferiore della carta mai avesse rappresentato la Costa Principessa Martha, nella Terra Regina Maud, e la penisola Antartica. Non solo il Tenente Colonnello Ohlmeyer, comandante della squadriglia, rispose di sì ma aggiunse che detta mappa coincideva perfettamente con il profilo rilevato con metodo sismico al di sotto della calotta ghiacciata (spessore 1,5 km); sottolineò inoltre l’impossibilità di un simile dettaglio con gli strumenti a disposizione dell’epoca, ovvero del XVI secolo.
Il problema non risiede tanto nella scoperta del continente avvenuta nel 1818, quanto nel fatto che la computazione geologica della Terra di Maud sarebbe dovuta avvenire almeno in condizioni di disgelo intorno al 4000 a.C. e non risultano, ad oggi, civiltà in grado di operare in tal senso in quei lontani periodi.
Piri Reis, relativamente alla mappa in suo possesso, ammise di esserne oltretutto un fruitore e non un compilatore; ciò significa che la carta gli fu trasmessa da qualcuno e degli originari cartografi, purtroppo, se ne persero totalmente le tracce.
Quale fu l’epoca appartenente alle carte sorgenti?
Hapgood propose una teoria stimolante in cui affermava che l’origine era ancora più antica in relazione alle sorgenti: l’intero globo terrestre era stato cartografato da civiltà anteriori a quelle ufficialmente indicate come le scopritrici. Quando la Quarta Crociata prese Costantinopoli nel 1204, emersero carte con dettagli relativi alle Americhe, all’Oceano Artico e a quello Antartico; le rilevazioni potevano dipendere da condizioni atmosferiche diverse, più miti e non solo: probabilmente anche da posizioni geologiche diverse dei continenti.
Da non confondersi con la teoria di Wegener, la "Tettonica a Zolle", Hapgood propose l’idea di una "dislocazione" continentale dovuta a "scorrimento della crosta terrestre". Il principio di questa teoria prendeva le mosse da eventi traumatici subiti dal pianeta e non da evoluzioni millenarie.
Reis non fu l’unico ad aver utilizzato mappe dettagliate con informazioni "anti-storiche". Hapgood osservò a lungo il Mappamondo di Oronzio Fineo (1531), in cui il dettaglio del continente antartico arrivava fino alla mappatura idrografica e orografica di quelle terre.
La conclusione cui pervenne Hapgood consistette nel fatto che quelle zone furono abitate e colonizzate dagli uomini in condizioni climatiche del tutto favorevoli, forse addirittura tropicali.
Sondaggi carotieri effettuati nel 1949 tesi ad estrarre campioni di sedimenti nel Mare di Ross, confermano la tesi degli estuari presenti in quella zona durante la presunta epoca temperata: i sedimenti rivelarono condizioni ambientali differenti nei differenti periodi. Molti strati erano composti da ghiaia a grana fine, particolarmente presente in prossimità di foci e letti fluviali.
Le problematiche geologiche e soprattutto climatiche legate alla cartografia dell’Antartico, sollevano un problema ancora più vasto: qualora l’evoluzionismo darwiniano e la logica delle trasformazioni terrestri avvenute in periodi denominati "ere" (con una cronologia caratterizzata da lunghissimi intervalli di tempo molto spesso misurabili in milioni di anni) avessero l’ultima parola sullo slittamento del continente di ghiaccio, allora la produzione di cartografie dettagliate sarebbe iniziata 3 milioni di anni fa ca.; ma è chiaro che non possediamo che reperti di ominidi provenienti da quelle epoche remote, del tutto incapaci di poter solo immaginare una cosa simile.
Hapgood è convinto che il continente antartico si sia trovato in condizioni di disgelo almeno 15.000 anni fa e che dunque una super civiltà, scomparsa intorno al 13.000 a.C., sarebbe stata in possesso di tecnologie avanzatissime e, per qualche motivo oscuro, avrebbe ceduto il passo a civiltà posteriori di gran lunga più arretrate.
Prende corpo l’ipotesi di un rovesciamento di fronte, geologico e climatico, repentino, abbastanza violento da trascinare l’Antartide a latitudini diverse da quelle originarie e la storia stessa dell’umanità. "Il Killer Stellare", le prove archeologiche riportate da Brennan configurano una visione operativa, empirica del presunto frammento di Vela F. Hancock, al contrario, ricostruisce la storia precedente al cataclisma tentando di giustificarlo non in quanto tale bensì come evento innegabile e ponendo l’accento sulla pre-storia e la civiltà come dovevano essere e i legami che intercorsero tra popoli dislocati, addirittura, su continenti diversi.