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IL CATACLISMA DI ATLANTIDE:
L'IPOTESI DEL KILLER STELLARE
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
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ANATOMIA DEL KILLER SPAZIALE
Per spostare l'asse terrestre, dunque, non bastano situazioni che, per quanto drammatiche e fortemente energetiche, si sviluppino endogeneamente: è necessario che una enorme forza scateni un'energia tale da "prendere" letteralmente un pianeta e rovesciarlo su un'inclinazione diversa; cosa potrebbe aver scatenato una cosa simile?
Se un corpo estraneo fosse penetrato nel nostro sistema solare, con una capacità devastante di questa portata, dovrebbe aver lasciato delle prove circostanziali al di là delle osservazioni sui comportamenti anomali del nostro pianeta: Brennan cerca le tracce del passaggio di un proiettile nella nostra casa cosmica; e lo trova.
I Caldei, i Sumeri e i Babilonesi erano popoli dalle straordinarie conoscenze astronomiche: dall'osservazione relativa alla variabilità dello zodiaco nei radianti cosmici che apparentemente ruotano intorno alla Terra, erano risaliti alla precessione degli equinozi, conoscevano la centralità del sole, le eclissi lunari dovute alla proiezione dell'ombra terrestre e la riflessione luminosa della Luna.
In una tavola sumerica conservata al museo paleontologico di Berlino, è contenuto uno zodiaco con un punto equinoziale nella costellazione del Leone (oggi in Ariete); se ne desume che detto zodiaco doveva essere stato osservato in un periodo vicino all'11.000 a.C., periodo di massima espansione e fioritura dell'Atlantide di Platone. I Babilonesi erano a conoscenza dei molteplici corpi ruotanti intorno al sole: nove per l'esattezza; senza telescopio ne possono essere osservati solamente 4 fino a Giove (Mercurio, Venere, Marte e Giove stesso). All'ex museo di Stato nella Berlino Est un cilindro accadico mostra la presenza di tutti e nove i pianeti.
Più un decimo pianeta nella porzione interna del Sistema Solare...
La Legge di Bode, contrastata e poi affermata perentoriamente e successivamente arricchita da Ovenden nel 1972, portò alla scoperta della fascia asteroidale. Tale legge recita pressappoco così: ogni pianeta orbita intorno al sole al doppio della distanza del precedente; l'osservazione degli asteroidi dava sì ragione alla legge ma solamente affermando che quei pianetini altro non erano se non la risultante di un'esplosione planetaria. Brennan sottolinea come l'ortodossia giustifichi la presenza degli asteroidi a partire dalla formazione stessa del sistema solare avvenuta 4,7 miliardi di anni or sono circa. Studi più recenti hanno confermato il fatto che le forze gravitazionali in campo non permetterebbero una vita superiore ai 30 milioni di anni circa agli asteroidi senza "cadere" su altri corpi. La conclusione è che gli asteroidi non si sono formati nell'economia del Sistema, bensì sono il frutto di un qualcosa di più allucinante.
Brennan porta "in tribunale" quelle che chiama "prove circostanziate" di un'ancestrale devastazione del Sistema Solare; devastazione che avrebbe comportato tutta una serie di anomalie e disfunzioni tra cui quelle drammatiche osservate sul nostro pianeta grazie all'apporto dell'archeologia e alla scoperta di efferate stragi portate in tempi remoti tra gli esseri viventi. Una di queste prove è la presenza di anelli di roccia ruotanti intorno ai grandi pianeti. Scientificamente è un processo noto con il nome di "cattura dello schermo gravitazionale": un'esplosione planetaria lancerebbe detriti in tutto il sistema con conseguente cattura da parte dei campi gravitazionali più forti o più vicini al pianeta esploso. Questo indubbiamente esiste: Urano, Giove e Saturno; oppure i due misteriosi satelliti marziani Deimos e Phobos. Osservazioni di orbite parossistiche asteroidali all'interno della stessa Fascia sono la testimonianza di una grandiosa forza centrifuga, dirompente impressa ad ognuno di questi corpi.
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