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IL CATACLISMA DI ATLANTIDE:
L'IPOTESI DEL KILLER STELLARE

di Pier Giorgio Lepori
per Edicolaweb


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IL CATACLISMA DI ATLANTIDE: L'IPOTESI DEL KILLER STELLARE »
PARADIGMA PROCESSO EVOLUTIVO LINEARE: PREISTORIA COME LA CONOSCIAMO? »
FALLE NEL PROCESSO: LE SCOPERTE CONTRADDITTORIE »
CONTROVERSIE CRONOLOGICHE: CIVILTÀ FUORI DAL PROPRIO TEMPO »
SMANTELLARE IL PARADIGMA DELL'ERA GLACIALE »

IPOTESI DIVERSE: IL CATACLISMA GLOBALE
A questo punto inizia un'analisi degli eventi completamente diversa e particolarmente terribile. Partendo dal presupposto che una delle manifestazioni più chiare del passaggio di un ghiacciaio, i massi erratici, non trova fondamento in questa ipotesi, bisogna allora presupporre una causa scatenante repentina e violenta.
Molti massi erratici, oltretutto, pur essendo stati trascinati presumibilmente per parecchie migliaia di km nei millenni, presentano ancora cuspidi appuntite e non levigate nella loro morfologia. Un presupposto fondamentale per chiarire la dinamica di un trascinamento continuo è il suo tasso di levigatura, praticamente inesistente nei massi erratici osservati.
In contemporanea, mentre una forza spostava i massi sulla superficie terrestre, qualcos'altro ergeva montagne!
Brennan si dilunga in una descrizione minuziosa delle più importanti catene montuose al mondo e nella dinamica della tettonica a zolla, unita a concetti base della geologia e dell'orografìa di queste catene. Il focus viene posto sulla catena dell'Himalaya, gruppo montuoso relativamente giovane e datato con "un'insolita accuratezza" poiché i processi geologici della sua elevazione hanno scatenato una crescita simultanea media di 1.500-1.800 metri nella valle del Kashmir. Il Kashmir presenta fossili peistocenici e l'antica roccia himalayana si è piegata su un letto ghiaioso pleistocenico. Così come il Pir Panjal, blocco occidentale aderente al Punjab o come il Kailas, blocco sud-occidentale della catena himalayana; così come le nostrane Alpi: tutti elevatisi contemporaneamente come in una convulsione planetaria nel Pleistocene.
In Cina la grande convulsione fece sparire il Grande Han Hai, mare interno occupante l'odierno bacino del Gobi, avente un'estensione pari a 1.100 km. In contemporanea al sorgere del Thian Shai, catena montuosa lunga ca. 2.500 km, il fondo del Han Hai si sollevò di 600 metri almeno facendo defluire una quantità di acqua fuori dal normale. Anche l'Altopiano del Tibet si sollevò di almeno 3.000 metri, raggiungendo la quota odierna di 4.500. Sulla costa orientale della Cina il fondale marino sprofondò fino al Giappone; a Malaya il livello del mare raggiunse depressioni di 90 metri, in Africa la crosta terrestre si ruppe dando inizio alla gran Rift Valley, in Nuova Zelanda vi fu una sollevazione di almeno 17.000 metri circa nell'Isola del Sud, oltre a vaste attività vulcaniche nelle Canarie e nelle Azzorre.
Pleistocene, presenza umana forte sulla Terra; dice Brennan: "l'umanità ha visto l'elevazione convulsa dei monti himalayani. L'umanità ha osservato il fluire cataclismatico di un antico mare!" L'umanità porta dentro la propria essenza, nel proprio cuore, un trauma inimmaginabile.
Eppure, terrificanti eventi in dettaglio devono ancora essere descritti; Brennan rivela il malizioso e voluto silenzio della scienza ufficiale portandoci all'interno di scoperte mai smentite ma raccontate in maniera diversa, molto più accomodante; in realtà le cose sembrerebbero stare in maniera del tutto diversa.

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