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IL CATACLISMA DI ATLANTIDE:
L'IPOTESI DEL KILLER STELLARE

di Pier Giorgio Lepori
per Edicolaweb


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IL CATACLISMA DI ATLANTIDE: L'IPOTESI DEL KILLER STELLARE »
PARADIGMA PROCESSO EVOLUTIVO LINEARE: PREISTORIA COME LA CONOSCIAMO? »
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CONTROVERSIE CRONOLOGICHE:
CIVILTÀ FUORI DAL PROPRIO TEMPO

La civiltà Azteca e la propria capitale, Tenochtitlan, vengono descritte come una gemma nell'antichità; a detta di Brennan, che cita uno scrittore come Tompkins, Tenochtitlan poteva essere paragonata ad "una Venezia esotica, con strade lastricate e oltre 500 palazzi e piramidi orlati con merlature e serpenti". La popolazione contava più di 300.000 abitanti e vi erano numerosi canali navigabili, preposti alla raccolta di acque limpide finalizzate all'irrigazione. La progettazione prevedeva una city e una porzione per la media e bassa borghesia mercantile e commerciale. Il mercato richiamava una fiorente attività testimoniata da un afflusso di 60.000 persone medie giornaliere. Nel 1519, con l'arrivo dei Conquistadores, l'impero azteco arresta per sempre la sua espansione.
Le origini degli aztechi sono oscure. L'ortodossia parla di una migrazione dal Messico settentrionale intorno al XIV secolo, ma gli Aztechi stessi raccontano una storia diversa: essi provenivano da Oriente, da una terra misteriosa chiamata Aztlan. Platone, nel Crizia, descrive l'espansione coloniale di Atlantide su di un "continente aldilà dell'Atlantico"; come Platone conoscesse la presenza di terre oltre l'Oceano è ancora da spiegare. Nel 1920, accompagnato e foraggiato da una spedizione americana, Byron S. Cummins scopre una piramide alle porte di Tenochtitlan antecedente agli stessi Aztechi, la piramide di Cuicuilco; essa era coperta da numerosi strati eruttivi provenienti dal vicino vulcano Xitli. La datazione effettuata sugli strati attornianti la piramide la fecero considerare come un monumento antecedente ad uno degli strati più antichi, ovvero al 8.500 a.C.
Ma non è l'unica in sud America ad avere caratteristiche misteriose.
Tiahuanaco è una città a tutti gli effetti porto, dotata di banchine e moli, bacini di contenimento e quant'altro: solo che è posizionata a 3.900 metri di altezza. Accanto a questa anomalia, la cronologia ancora una volta è contraddittoria.
Kalasasaya è un osservatorio astronomico, recinzione megalitica comprendente una grande piramide a gradini di terra ricoperta di andesite (Akapana) facente parte del complesso achitettonico di Tiahuanaco, unanimemente riconosciuto come tale; datazioni della città spostano indietro nel tempo fino al 150 a.C. le sue origini.
Muller e Posnansky, astronomo l'uno, archeologo l'altro, sono convinti sostenitori di una cronologia fortemente anteriore a quella ipotizzata. Analisi astronomiche del sito di Kalasasaya datano la sua realizzazione tra il 15.000 e il 9.600 a.C. Se il paradigma della fine dell'Era Glaciale è vero, allora Tiahuanaco, al tempo della sua costruzione, era al livello del mare e quindi un perfetto porto funzionante. Una sofisticata città marittima contemporanea alla perduta Atlantide del racconto platonico.
Vi sono esempi di scoperte relative a monumenti preesistenti alle grandi civiltà del passato che oserei definire iconoclaste nei confronti dei dogmi storici convenzionali: Abydo e l'Osireion in Egitto ne sono un esempio. John Antony West ha dimostrato che il basamento su cui fu eretto l'Osireion in realtà è limo del Nilo calcificato e condensato. Simili inondazioni possono essere avvenute, in quella zona, esclusivamente in periodi antecedenti al 9.000 a.C. e più precisamente intorno al 10.000; è presumibile che detto monumento possa avere un'età più antica, 12.000, 11.000 a.C.
Tutta la storia dell'Egitto è peculiare e gli studiosi più ortodossi non potrebbero negare che la civiltà del Nilo è come se fosse nata già estremamente sviluppata. È Platone a riportare una datazione dello Stato sostenuta dai sacerdoti egizi risalente a 1.000 anni prima della fondazione di Atene, ovvero intorno al 9.000 a.C.
Ma alcuni testi scoperti in Egitto riportano un lignaggio ancora più antico.
Il Papiro di Torino (1.400 a.C.) riporta una suddivisione dell'Egitto in 3 periodi di cui uno facente capo ad una stirpe di faraoni predinastici che regnò per 13.420 anni; il secondo fa riferimento ad una stirpe di Re Horus con ben 23.200 anni di governo ed il terzo parla di un regno di semidei a cui non possiamo risalire poiché il papiro, in quel punto, risulta danneggiato. Maneto, sacerdote vissuto intorno al 300 a.C., combina le date del regno dei semidei con le date dei regnanti Re Horus; la fondazione risulta quindi posta tra il 9.000 ed il 37.000 a.C.
Non si spiega la contraddizione con l'Era Glaciale; a meno di non considerare il periodo come un falso.

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