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NAZISMO OCCULTO

di Pier Giorgio Lepori
per Edicolaweb

 

Ipotesi inquietanti sul movente della Shoa. L'Olocausto come porta dimensionale.


Se qualcuno ci raccontasse che il mondo in cui viviamo ed abbiamo sempre creduto, nel bene come nel male, fosse solamente una realtà virtuale e convenzionale voluta da "Loro", probabilmente da uomini equilibrati quali siamo chiederemmo, anzitutto, chi siano mai "Loro" e successivamente chiameremmo un buon medico (psichiatra naturalmente) per sottoporgli il caso del nostro interlocutore chiaramente affetto da una grave forma schizofrenica, o peggio paranoica, con manie di persecuzione.
E se invece ci fossimo addormentati noi, o fossimo stati "drogati" dalla cultura convenzionale che, positivista, esprime solamente ciò che, causa ed effetto, porta sempre ad una spiegazione razionale e gestibile psicologicamente quindi innocua e stop?
Partiamo da principio.

Le ragioni che ci vengono presentate come plausibili in relazione alla tragedia nazista partono da un assunto storico di base: il Trattato di Versailles tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale in cui i francesi, vittoriosi sulla Germania, imposero dazi e restrizioni tali da scatenare un senso profondo di nazionalismo infarcito di povertà, sfruttamento, fame e violenza. La Germania, ridotta allo stato di nazione schiava delle potenze europee, si ribella ritrovando la propria identità fomentata dal delirio del NSDAP paladino di una concezione della Storia come Pangermanica e teutonico-centrica (passatemi il neologismo); pertanto, in linea con la tendenza europea settecentesca (ed anche anteriore), identifica il suo primo nemico nel "complotto giudaico-massonico delle democrazie plutocratiche" asserendo che furono i poteri occulti ebrei a ridurre in cenere lo spirito dei passati reich tedeschi.
All'incirca le cose ci vengono presentate così. Non solo.
Una rivista come Civiltà Cattolica, retta dai Gesuiti, esprimeva sulle proprie pagine, già dal Settecento, che la rovina dei popoli liberi e cristiani proveniva dall'infame deicidio voluto dagli ebrei troppo mescolati con le genti che oggi definiremmo civili ed occidentali; pertanto è facile fare uno più uno e unificare tendenze quasi genetiche nell'Europa e le manifestazioni deliranti della Germania nazionalsocialista.
Ricapitolando, ci troviamo di fronte ad una nazione che, paladina del senso ultimo europeo, decide di ribellarsi al Trattato ritrovando le proprie radici barbariche e iniziando una sistematica - e con pochissimi precedenti nell'intera storia del pianeta - eliminazione radicale del problema che risiede nel sottendere ebreo a qualsivoglia tendenza storica ed economica.
La cultura storica dei nostri giorni afferma proprio questo.
Ci rendiamo conto del fatto, credo, che la teoria fa acqua da tutte le parti.
Se così fosse stato, probabilmente, la barbarie nazista si sarebbe concentrata sui francesi, artefici di decenni di sfruttamento del popolo tedesco; in realtà questo non accade. Accade, al contrario, che l'occupazione del suolo francese fa parte di quella che viene chiamata la "guerra lampo" senza apparente spargimento di sangue. Un giorno Parigi si ritrova l'occupante tedesco in casa, con le più classiche conseguenze di un evento simile: restrizioni, presidi militari e battaglia contro la resistenza ridotta a pochi patrioti. Nulla di trascendente e diverso da qualsiasi occupazione militare di una nazione libera. Nessun campo di concentramento, nessun rastrellamento a sfondo etnico o razziale. D'altra parte, osservando la tendenza come si trattasse di pezzi di un puzzle sparsi sul tavolo, le simbologie naziste non hanno nulla a che vedere con una creatività di tipo politica: i simboli presentano chiari richiami a sfondo mistico, dove la spiritualità si fonde con la concezione della madre terra e degli antichi riti nordici, druidici, a base del fiume sacro (il Padre Reno, nel rito dell'ampolla riempita d'acqua del fiume), del sangue misto al sacrificio di un soldato mitico (la Blutfahre, il rito della bandiera di sangue; richiami chiari a Sigfrid dei Nibelunghi); delle armi-simbolo quali il pugnale con inciso sulla lama il motto "il nostro onore si chiama fedeltà"; del Reich inteso come Madre e Padre o del richiamo al "Gott mit Uns" impresso sulle fibbie dei cinturoni da divisa; dei riti iniziatici con cui le SS venivano consacrate Guardie del Fuhrer, di notte: base di tutto il fuoco, l'acqua, le vesti dell'Ordine Nero; un vero e proprio battesimo pagano per entrare in una vita diversa, onnipotente, millenaria.
Le concezioni etniche, razziali che differenziavano alcuni gruppi umani da altri considerati "untermenschen", alla lettera "sotto-uomini" (Himmler alle SS in un discorso ufficiale del 1941); parole, espressioni, programmi che con la politica vera e propria hanno davvero nulla a che fare. La domanda è: "perché?". Che cosa può aver scatenato una follia, ma scientifica, di questa portata? Le stragi etnico-religiose di cui siamo stati spettatori nei nostri anni (dagli scontri Hutu-Tutsi dell'Africa del Sud alle guerre dei Balcani) avevano come denominatore comune la cruenza; il genocidio nazista, al contrario, aveva la sistematicità, il freddo calcolo numerico, addirittura industriale della morte (l'esempio più allucinante fu la Conferenza del Wannsee che aprì la strada alla cosiddetta "soluzione finale").
L'intera Seconda Guerra Mondiale fu forse perpetrata dai nazionalsocialisti al fine di mutare per sempre l'andamento della Storia e dell'Uomo? Ma, soprattutto, è stata voluta dai nazisti o da... "Loro"?

Ormai è quasi assodato che le origini del nazismo affondino in un terreno che solo superficialmente presenta, per carità, forti motivazioni socio-politiche; ma la matrice profonda fu alimentata da interpretazioni della storia e dell'uomo che facevano capo a gruppi occulti e movimenti esoterici sparsi nel nord Europa; infarciti di cognizioni spirituali orientali, astrologia, magia, gnosticismo e mistica occulta. Questi circoli riuscirono ad influenzare una larga fetta dell'"intellighenzia" alto borghese e aristocratica nei due secoli precedenti il Novecento; in particolare furono due logge massoniche, la "Golden Dawn" inglese (che annoverava addirittura Alistair Crowley tra gli adepti, il poeta Yeats e personaggi della casa reale dei Windsor) e la "Società Thule" tedesca che adottava come simbolo la svastica sormontata da un gladio. Il testo cui faccio riferimento è di Giorgio Galli, noto giornalista del panorama stampa italiano il quale percorre l'ipotesi alternativa nel suo "Hitler e il nazismo magico - Le origini esoteriche del Reich millenario" edito dalla Rizzoli, collana BUR.
Anche Galli è convinto del fatto che le motivazioni "convenzionali" sulla nascita del III Reich non siano propriamente le uniche; il presupposto fondamentale da cui prende le mosse per il proprio escursus logico, è il misterioso viaggio aereo del 1942 intrapreso da Rudolph Hess verso l'Inghilterra "Sorella Ariana" dove, peraltro, fu catturato all'atterraggio. Il perché del suo raggiungere l'Inghilterra Galli lo trova nella fitta rete culturale che intercorreva tra i due circoli occulti di cui sopra. Alcuni spunti relativi a concezioni genetiche sull'origine dell'umanità, costruita in laboratorio da esseri superiori che abitavano nei remoti angoli dell'Universo, trovavano la loro ragion d'essere nelle teorie di Madame Blavatskij, occultista dell'Ottocento; i Raheliani, ad oggi, sostengono questa tesi e guarda caso il simbolo della setta è una svastica; la stessa svastica che campeggiava sulla "Società Thule" ispirata dalle teorie della Blavatskij. Non erano forse i nazisti, sotto l'egida della svastica, particolarmente attenti alla genetica e alla costituzione di una razza selezionata?
I seguaci di Hitler consideravano, con il Fuhrer in testa, l'Inghilterra come Sorella Ariana; più volte Hitler tentò di ingraziarsi Churchill, in primis con il misterioso non infierire sull'esercito inglese a Dunkerque: Hitler cercava un dialogo diverso con gli inglesi e non è un mistero che Winston Churchill fosse un massone, che conosceva bene i dettami della "Golden Dawn" e il deteriorarsi di alcune teorie della Thule nell'ideologia nazista; la fissazione razziale dei nazisti prevedeva la riunificazione dei ceppi etnici di origine ariana in un'unica nazione dalle caratteristiche di perfezione e luminosità. Solo una razza unica e perfetta avrebbe potuto raggiungere lo scopo dell'intera sua esistenza.
Usciamo dal testo di Galli ed entriamo in un'ipotesi incredibile che tenteremo di percorrere con una serie di riferimenti a supporto.
Proviamo a cambiare ottica: la Shoa non sarebbe l'approdo ultimo del delirio crociuncinato bensì una tappa fondamentale; si tratterebbe di un passaggio.
La scelta divina caduta sul popolo ebraico avrebbe condizionato l'intera storia e secondo una visione magica, non sicuramente fideistica, il permanere di Dio in elementi materiali, quasi un pentacolo, come l'Arca, giustificherebbe il sostituirsi di una razza, o della concezione di questa, al Popolo Eletto; se poi il credo nazista smentiva categoricamente l'esistenza di Dio nella forma teologica dell'Ebraismo e conseguentemente del Cristianesimo, allora le parti del puzzle iniziano a convergere verso il disegno nascosto nei frammenti; nell'Apocalisse si fa chiaro riferimento ad un evento che non dovrebbe accadere ma è necessario che avvenga, ossia quando si vedrà la distruzione nel luogo dove non dovrà esserci "allora vedrete il Figlio dell'Uomo arrivare a cavallo delle nubi..."; la distruzione del popolo ebraico; l'apostasia ecclesiastica nei confronti dell'Eucarestia; le due grandi presenze di Dio nel mondo; non è un segreto che i nazisti, distrutti gli ebrei, avrebbero rivolto la loro marcia distruttiva contro la Chiesa; ma perché?
Perché depositari dell'unica verità relativa alle origini della vita e dell'esistenza, allora avrebbero condizionato la Storia, avrebbero aperto i sigilli dell'Apocalisse per impadronirsi dell'energia di Dio; che per loro altro non era se non il volere di Superiori Sconosciuti artefici ed architetti genetici dell'umanità e del creato intero (Madame Blavatskij); quell'energia era lo scettro del potere su tutto, la giustificazione stessa della propria potenza; il NSDAP la cuspide terrena di un progetto cosmico.

Non è un caso che gli autori del bellissimo libro "Il Mattino dei Maghi - Introduzione al realismo fantastico" concordarono su una visione di questo tipo per spiegare l'avvento del nazionalsocialismo: "quel giorno colonne di demoni si incamminarono sulla terra poiché qualcuno aveva aperto i sigilli...".
Bisognerà riflettere a lungo, nel corso della storia, per non dimenticare e rimanere vigili, attenti; non è un discorso semplicemente politico; è qualcosa che va terribilmente oltre.
Nei prossimi articoli, parleremo di alcuni testi fondamentali su questo argomento.


									

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