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L'INQUIETANTE MISTERO DEI CERCHI NEL GRANO: UNA CYDONIA AD AVEBURY
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb

Mi sono spesso chiesto se l'universo che ci circonda è stato davvero totalmente "chiuso" all'interno di una serie di leggi inconfutabili e soprattutto non più portatrici di novità o, meglio ancora, di dubbi sull'andamento degli eventi; eventi in grado di caratterizzare i fenomeni conosciuti, ma probabilmente anche legati a fenomeni la cui natura ci sfugge, profonda diversità imbevuta di significati e comportamenti definiti impossibili solo perché apparentemente inspiegabili e soprattutto non dimostrabili in laboratorio.

Abbiamo di fronte a noi un fenomeno che definire inquietante è dir poco.
Davanti al mistero dei "Crop Circles" non si può fare altro che riflettere ed entrare in un'ottica diversa rispetto alla considerazione che abbiamo dell'impercepibile, dove l'impercepibile si sta manifestando in una forma spettacolare.
Dove avviene il fenomeno, quali sono i motivi causanti, quale la meccanica, perché si manifestano i cerchi nel grano, sono argomenti da ricercatori corredati di un ottimo curriculum; il rischio è quello di sprofondare in concezioni al di fuori di ogni logica, generanti religioni da pochi istanti che ubriacano i nostri sensi ma non spiegano né fondano un qualcosa oramai imperante da anni (se consideriamo la cronaca dei computi sistematici; altrimenti dovremmo parlare di un fenomeno secolare, se non millenario) in particolare nel il sud dell'Inghilterra e a seguire nel resto del mondo.
A prima vista il desiderio fortissimo è quello di aggrapparsi al falso, ai falsari, ai costruttori di kornkreise appartenenti a quei diversi gruppi che "inquinano" il fenomeno reale, non si capisce bene il perché; probabilmente fanno parte di quei gruppi occulti preposti al controllo psicologico dell'umanità, addestrati a smontare qualsiasi evento paranormale per riportare ordine nell'economia del pensiero globale (men in black, per dirne uno in relazione al fenomeno UFO).
La ricerca seria, al contrario, pur affermando l'esistenza di cerchi nel grano falsi appositamente costruiti per smentire il tutto (Colin Andrews, uno dei padri della ricerca sui Crops, affermò addirittura che l'80% dei cerchi era frutto di falsificatori; ma ribadiva che il rimanente 20% sfuggiva a qualsiasi comprensione umana), pone interrogativi inquietanti sulle caratteristiche che determinano le vere formazioni nel grano; queste caratteristiche, che vedremo più avanti, sono il "marchio di fabbrica" dei misteriosi artisti agroglifi.
Erronee valutazioni portarono a considerare l'intero fenomeno come una immensa burla per interessare l'opinione pubblica e potenziare le vendite di quotidiani, riviste, siti web specializzati e bibliografie. "Today", giornale scandalistico inglese, il 9 settembre 1991 titolava con "Questi uomini hanno preso in giro il mondo…" ovvero Doug Bower e Dave Chorley (67 anni uno, 62 l'altro), sarebbero stati i creatori dei cerchi, armati di tavole e corde utilizzate a compasso. Il problema risiedeva non tanto nei pittogrammi realizzati dai due allegri vecchietti (200 secondo le loro affermazioni), quanto nei rimanenti 2.300 realizzati solamente nel 1981 in tutta l'Inghilterra.
Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a qualcosa che, ad onor del vero, rischia seriamente di cambiare l'ottica del mondo. Andiamo dunque, con l'ausilio di Michael Hesemann ("I Nuovi Cerchi Nel Grano" - Mediterranee 2002), a tentare di capire il perché.

Chi è Michael Hesemann? È un autore, internazionalmente riconosciuto, di testi e documentari scientifici, che ha svolto ricerche sulle tracce dei più grandi misteri dell'umanità; ha studiato antropologia culturale e storia all'università di Gottinga e presentato i suoi studi in congressi internazionali in oltre 20 paesi nel mondo e davanti a rappresentanti dell'ONU. È necessaria una presentazione simile dell'autore poiché, parlando di Cerchi nel Grano, è fondamentale un approccio assolutamente scientifico e buone referenze, al fine di evitare qualsivoglia speculazione ciarlatana che imbocchi strade senza senso, a dispetto di un fenomeno di portata mondiale e con incredibili conseguenze storiche e filosofiche. Il testo di Hesemann descrive che cosa sono, in sintesi, i Crop Circles.

I Crop, o agroglifi, sono delle formazioni dall'origine sconosciuta che si manifestano nei campi coltivati a grano, orzo, colza, derivanti da cerchi e linee che si intersecano tra loro, dando vita a figure geometriche spazianti da singoli e semplici cerchi fino a complesse strutture che riproducono, il più delle volte, simbologie tipiche delle religioni, delle filosofie e delle diverse concezioni geometriche, matematiche e astronomiche a fondamento del pensiero umano. Tali strutture raggiungono dimensioni che vanno dai 30 ai 1.200 metri in lunghezza, larghezza e diametro nel caso delle tracce circolari. Cronologicamente, il fenomeno è stato rilevato con frequenza sempre maggiore dagli anni '70 circa, mentre alcune testimonianze, in Inghilterra, risalgono agli anni '30 e '40.
La scoperta di documenti antichi che narrano o raffigurano formazioni agroglife fa supporre la presenza dei crop a partire dal 1600. Raffigurazioni rupestri, trovate nella zona di Avebury (cerchi concentrici disposti radialmente disegnati su una roccia con finalità forse funebri), spostano il manifestarsi del fenomeno addirittura in epoche preistoriche.
Intimamente connesse al manifestarsi dei Crop Circles vi sono esperienze ed osservazioni di oggetti volanti non identificati solitamente del tipo IR1e IR2.
Fenomeni caratteristici degli agroglifi distinguono le formazioni cosiddette originali dai falsi d'autore, ovvero:
- presenza di forti campi elettromagnetici in grado di disturbare gli strumenti di rilevazione e le telecamere;
- riscaldamento del suolo e delle piante all'interno delle tracce;
- disturbi della personalità
- mutazioni morfologiche e attitudini diverse di crescita nelle piante interne ai cerchi rispetto alle esterne;
- nessun danneggiamento delle piante pur se disposte a terra con piegature dei nodi tra i 10 e i 90°;
- intrecci misteriosi tra le piante interne disposte negli strati più bassi (a ridosso del suolo) rispetto a quelle di superficie;
- tracce di ferro meteoritico fuso sugli steli;
- elevata e anomala presenza di radioattività interna alle tracce;
- fenomeni luminosi e luminescenti rilevati da telecamere e macchine fotografiche.
Non ultimo, sicuramente, un certo interesse da parte delle autorità militari inglesi che controllano regolarmente l'area sacra del Wiltshire dove si sono manifestati la maggior parte degli agroglifi.

Hesemann, così come qualsiasi autore del settore, sviluppa il proprio testo sotto forma di database. Un compendio che racchiude le esperienze e le osservazioni come un elenco; anche perché, qualsiasi ipotesi in merito o teoria che dir si voglia, rischia seriamente di sfociare nell'improbabile. In realtà vi sono degli accenni ai significati del fenomeno o alla meccanica a base del suo verificarsi, ma l'autore tende più a raccontare i resoconti della scienza e le proprie osservazioni più che a sbilanciarsi in ipotesi dai precari fondamenti.
Sembra essere convinto che l'energia alla base dei crop sia comunque di origine extraterrestre, fortemente correlata agli avvistamenti UFO in zona e portatrice di un "menetekel" (messaggio) cosmico dalle finalità assolutamente incerte.
Il libro prende in considerazione le manifestazioni agroglife a partire dal 1994, anno del ritorno dei cerchi nel grano (in precedenza il fenomeno era rimasto sopito a causa di campagne denigratrici fino al 2001, anno in cui fu stabilito, secondo l'autore, il contatto; detto contatto riguarda due formazioni in particolare, sviluppatesi a Chilbolton (Edicolaweb ne ha ampiamente parlato in un articolo), ai piedi dell'osservatorio radio, raffiguranti la prima, una presunta risposta al radiomessaggio di Arecibo concepito da Carl Sagan e da Frank Drake (attuale presidente del SETI), mentre la seconda è una formazione "a retinatura" che rappresenta un volto umano del tutto simile al volto di Cydonia.
Nel testo è oltretutto riportato un brano del precedente libro di Hesemann ("Il Mistero dei Cerchi nel Grano" - Mediterranee 1996); il sottotitolo di questo articolo riassume il contenuto del passo; vale la pena soffermarsi sul brano poiché l'interpretazione data sulle caratteristiche geometriche dei monumenti di Avebury introduce ad una realtà che sfugge a chiunque di noi, ci porta in un mondo ancestrale in cui il pianeta Marte e la Terra sarebbero due passi successivi nell'evoluzione dell'umanità; e proprio lì, dove uno specchio della zona più controversa del pianeta rosso avrebbe avuto la propria raffigurazione, il fenomeno degli agroglifi martella la nostra esistenza da tempo immemore.

Non di questo mondo
Richard Hoagland è un giornalista scientifico statunitense affascinato dalle ricerche portate da Vincent Di Pietro e Gregory Molenaar, i due specialisti informatici che nel 1980 adottarono le allora tecniche più raffinate per definire l'immagine dell'Orbiter trasmessa alla NASA, con la sigla 35A72, raffigurante il volto marziano. I due tecnici scoprirono oltretutto sei piramidi con spigoli e angoli simmetrici.
Hoagland, studioso di scienze naturali, direttore del planetario di West Hartford e dell'Hayden di New York, redattore capo della rivista "Star & Sky" nonché consulente del centro di volo spaziale Goddard della NASA, iniziò uno studio approfondito sulla questione. Era stato lui, insieme ad Eric Burgess, ad ideare il primo messaggio interstellare ovvero una targa, applicata alla carlinga del Pioneer 10, raffigurante il nostro sistema solare, la posizione terrestre, un uomo e una donna e lo chassid stesso del Pioneer.
Secondo lo studioso, i monumenti di Marte avevano lo stesso significato e fine della targa interstellare, erano cioè un messaggio extraterrestre per gli abitanti della Terra; a suo dire il complesso architettonico, gigantesco, di Cydonia era stato realizzato ed orientato 500.000 anni fa in direzione del sol nascente durante il solstizio d'estate del pianeta rosso. La "città di Marte" avrebbe dovuto obbedire alle regole della geometria sacra che ritroviamo in molti siti santuario del nostro pianeta. Ciò che rimaneva era solamente una parte di questo immenso progetto architettonico concepito dagli allora abitanti di Marte.
Un fatto curioso è la datazione stabilita dai Sumeri in relazione all'arrivo degli dèi sulla terra e della fondazione della colonia su Gaia (Eridu, la terra tra i due fiumi): 480.000 anni fa. Forse Cydonia fu la prima base degli Anunnaki, allorché giungessero sul nostro pianeta per iniziare ad insegnare la geometria sacra ai popoli allora presenti.
Per Hoagland non era però il viso la parte fondamentale dell'intero schema bensì la piramide a 5 lati chiamata "D&M" in onore dei due tecnici NASA scopritori; il volto aveva la funzione di attirare l'attenzione di eventuali abitanti vicini a Marte. Hoagland era convinto che la disposizione dei presunti monumenti non fosse casuale e il codice di Cydonia fu interpretato per la prima volta da Erol Turon, della divisione di Cartografia del Ministero della Difesa degli Stati Uniti: la struttura piramidale, enorme (1,5x2,2 km alta 1.000 m) ha la forma della "sezione aurea" di Leonardo da Vinci. Turon scoprì anche che l'angolo, la distanza e le costanti matematiche della piramide sono gli stessi che s'incontrano in tutto il complesso; le costanti si ottengono dal rapporto esistente tra epsilon e pi greco: il quoziente che ne risulta è 0,865; tale valore esprime una funzione trigonometrica corrispondente al valore della tangente di un angolo di 40,87°, lo stesso della latitudine di Marte in cui insiste il vertice della piramide...!
Stan Tenen, per anni occupato a tradurre le costanti geometriche dei monumenti santuario, riuscì a costruire, grazie al rapporto epsilon/pi greco, un modello di tetraedo inscritto in una sfera: se orientiamo il tetraedo, in maniera tale che un suo vertice guardi a nord, i suoi angoli toccano la sfera ad una latitudine sud di 19,5°. A questa latitudine sono situati moltissimi complessi sacri nonché la macchia rossa di Giove, il monte Olimpo di Marte, la macchia scura di Nettuno e la zona di massima attività delle macchie solari.

Hesemann chiede se siamo in presenza di fortuite coincidenze oppure di una legge astrofisica che non conosciamo ancora.
E ancora. Quando Hoagland incontrò Bruce De Palma del MIT, "Massachussets Institute of Technology", studioso dei della fisica dei corpi in rotazione, entrò in contatto con un'ipotesi accarezzata da molti scienziati (tra cui Adam Trombly) secondo cui una sfera in rotazione apre una "porta" attraverso cui fluisce energia coerente, sorta di iperspazio tra la nostra dimensione ed una quarta. Tale scambio avviene, secondo i calcoli, a 19,5° di latitudine. La teoria di Trombly giustifica l'orbita eccentrica di 3.600 anni del pianeta Nibiru, ipotizzabile solo se si considera una produzione energetica indipendente dall'attrazione solare.
Cydonia nasconde il segreto di una energia nuova, libera illimitata.

Negli agroglifi troviamo le stesse formule della geometria sacra tetraedrica. Come affermavo al principio, gli agroglifi si sono concentrati molto nella zona di Avebury e Silbury Hill, le zone sacre dell'Inghilterra preistorica.
Hoagland è convinto che l'intero complesso di Avebury e Silbury non sia altro che la riproduzione dei monumenti di Cydonia. Sono infatti sovrapponibili le due topografie e le costanti matematiche di Cydonia si ritrovano nell'architettura della zona sacra.
A est del volto di Marte si trovano un anello e una collina che Hoagland chiamò "Tholus"; sopra sembra esservi un sentiero spiraliforme del tutto simile a quello esistente su "Silbury Hill".
A nord si trova un cratere ad anello con due alture, stessa posizione del cerchio megalitico di Avebury e delle due alture; il rapporto tra cratere e Tholus e Silbury Hill e cerchio megalitico corrisponde perfettamente.
Forse i sacerdoti della cultura megalitica entrarono in contatto con gli Anunnaki?
La piramide "D&M" trova corrispondenza in una formazione pentagonale situata nella proprietà della fattoria di Firs e il volto trova corrispondenza a ovest di Beckampton, dove si trova la cosiddetta "tomba lunga".
La stessa formazione di Barbury Castle racchiude in sé la più complessa raccolta di relazione con la geometria di Cydonia; proiettando gli anelli concentrici del pittogramma su un emisfero, come fossero le latitudini di un pianeta, si ottengono i seguenti risultati:
- proiezione della circonferenza mediano dell'anello esterno: 19,5° scambio energetico con la quarta dimensione
- proiezione della circonferenza interna dell'anello esterno: 22,5° posizione del Volto di Marte
- proiezione della circonferenza esterna del secondo anello: 45° metà distanza tra polo ed equatore
- proiezione della circonferenza mediana del secondo anello: 49,6° uno degli angoli anteriori della piramide "D&M" e angolo assiale del viale di Stonehenge, radiante e/pi (0,865x57,2955°).
I cerchi nel grano continueranno ad essere un mistero se la ricerca non viene estesa ad ipotesi che, sul momento, possono sembrare assurde; ma gli stessi agroglifi rientrano nell'assurdo, se vogliamo. È arrivato il momento di fare un grande passo qualitativo nella scienza e nella considerazione che abbiamo dei fenomeni sconosciuti.


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