
RECENSIONI
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Con il suo IL LIBRO DEI SEGNI SULLE PIETRE (Aktos, Carmagnola 2001), Anna Giacomini ci suggerisce un modo nuovo di guardare le costruzioni di pietra. Autrice di "Sator, enigma templare", la scrittrice si rivolge a chiunque cerchi le tracce di un antico sapere perduto. Quasi un manuale, questo nuovo lavoro della Giacomini può davvero costituire un avvio alla decrittazione di misteriosi passaggi, di dottrine perseguitate, di speranze e di invocazioni.

Ogni segno inciso nasconde in fondo un concetto: può iniziare così un viaggio inedito nella storia dell’uomo, alla scoperta di ciò che il documento scritto ha spesso dimenticato. Esiste realmente una stanza segreta al di sotto della Sfinge? Potrebbe trattarsi della favolosa Sala o "Camera degli Archivi" di Atlantide? E questa stanza segreta sta forse per essere portata alla luce, come dice una profezia? È, questo, l’interrogativo che evoca Robert Bauval nel suo corposo LA CAMERA SEGRETA (Corbaccio, Milano 2001). Negli ultimi trent’anni, una serie di spedizioni non ufficiali si sono messe in moto alla sua ricerca, coinvolgendo organizzazioni e gruppi esoterici, magnati potenti e influenti funzionari pubblici. Tra i gruppi più attivi si è distinta la statunitense "Associazione per la Ricerca della Conoscenza" ("Association of Research and Enlightenment") o "ARE", sostenitrice delle profezie del veggente Edgar Cayce, il medium che, nel 1932, rese popolari e diffuse le antiche tradizioni, preconizzando il ritrovamento degli Archivi di Atlantide fra il 1996 e il 2000. Nel 1996, in effetti, un gruppo americano collegato all’ARE, con il permesso delle Autorità delle Antichità Egizie, iniziò una vera e propria ricerca della Camera degli Archivi sull’altopiano di Giza. In questo libro Robert Bauval, che dal 1990 ha costantemente monitorato le attività dell’ARE e le varie spedizioni a Giza, rivela per la prima volta tutti i retroscena della straordinaria vicenda. Oggi, la prova del DNA ed altri test sofisticatissimi ci permettono di avvicinarci alla verità più di quanto non fosse possibile in passato e nel contempo di identificare le scomode asserzioni contenute in recenti testi controcorrente facenti capo a Graham Hancock e Robert Bauval (quali "Impronte degli Dei", "Il mistero di Orione", "Custode della Genesi" e "Lo specchio del cielo") che tanto successo hanno incontrato.
Peter James e Nick Thorpe, rispettivamente uno scrittore ed un archeologo, ci aiutano a ripercorrere la storia attraverso un affascinante viaggio che approda alle ultime informazioni elaborate dalla comunità scientifica le cui conclusioni, nella maggior parte dei casi, sovvertono e demoliscono le tradizionali spiegazioni ufficiali più accreditate fino a pochi anni fa. Gli autori hanno dato corpo così ad una piccola ma esauriente enciclopedia dei misteri del passato IL LIBRO DEGLI ANTICHI MISTERI (Armenia, Milano 2000), uno straordinario viaggio negli enigmi della storia dell’umanità di quasi 700 pagine.

Tra i più sorprendenti monumenti dell’antico Egitto, la Grande Sfinge di Giza è sempre stata circondata da un’aura di mistero e di venerazione, affascinando intere generazioni di viaggiatori, scienziati, archeologi e semplici turisti. Per secoli è parso che le sue origini, sconosciute agli stessi antichi Egizi del periodo del Nuovo Regno, fossero destinate a rimanere avvolte nelle nebbie del tempo. Da dove proveniva l’idea del leone dalla testa umana, e cosa significava questa immagine per i re, i sacerdoti, la gente comune dell’Antico Regno? A chi appartiene il suo volto? Quando e perché avvenne l’erosione che la ridusse alle condizioni attuali? C’è qualcosa al suo interno o sotto di essa? Nel suo libro GLI ENIGMI DELLA SFINGE (Newton & Compton, Roma 1999), Paul Jordan ci introduce esaurientemente alle molteplici teorie sulla Sfinge, dalle più scientifiche alle più fantasiose.


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