
RECENSIONI
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È possibile che la Grande Sfinge egizia sia stata costruita molto prima di quanto ci insegna la storia ufficiale? I grandi disastri naturali, che hanno favorito l’evoluzione della vita sul nostro pianeta, potrebbero aver influito anche sull’apparizione e la scomparsa di remote civiltà? È ipotizzabile che la Terra abbia ospitato culture più numerose ed antiche di quanto ci vorrebbero far credere le scienze ortodosse? LA VOCE DELLE PIETRE (Marco Tropea Editore, Milano) affronta queste ed altre domande fondamentali, suggerendo ipotesi affascinanti: la retrodatazione della Sfinge di Giza implicherebbe di spostare gli inizi della civiltà in tempi più remoti di quanto si sia pensato fino ad oggi.
Diventa così possibile formulare nuove interpretazioni riguardo a misteri tuttora irrisolti, come la localizzazione e la scomparsa dell’Atlantide, di Lemuria e di città perdute o recentemente scoperte, come la struttura di Yonaguni nel Mar Cinese orientale.
Gli studi archeologici di Robert Schoch e la sua analisi di fenomeni quali meteoriti, asteroidi e comete, mettono profondamente in crisi il gradualismo della teoria evolutiva darwiniana, promuovendo un vero e proprio mutamento di paradigma: non è affatto vero che viviamo in un pianeta "statico", soggetto a cambiamenti lentissimi e quasi impercettibili. Al contrario, la storia della Terra, di tutti gli esseri viventi che essa ospita e delle numerose civiltà che vi ci si sono succedute nel corso delle varie epoche è fatta di improvvisi inizi e bruschi arresti, di equilibri interrotti di colpo da eventi inattesi ed imprevedibili. Catastrofi quali terremoti o eruzioni vulcaniche, i movimenti dei continenti o gli spostamenti dell’asse di rotazione terrestre appaiono in questo nuovo quadro come fenomeni rari, sì, ma pur sempre "normali".
Ma quali sono le catastrofi che si affacciano sul futuro dell’uomo? E come possiamo fare per prevederle e prevenirle?
Robert Schoch è professore associato di Scienze e Matematica all’Università di Boston. I suoi importanti studi sulla Sfinge hanno destato l’attenzione di tutti i media statunitensi. Per questo si è trovato ospite di riferimento di "The Mistery of the Sphinx", il programma televisivo condotto in USA da Charlton Heston poi divenuto una richiestissima videocassetta. Dalla sua collaborazione con Robert Aquinas McNally, scrittore e poeta laureato in lettere classiche ed appassionato di mitologia e civiltà antiche, è scaturito questo saggio avvincente, in cui gli autori coinvolgono il lettore in una ricerca che per loro è stata un’avventura scientifica ma anche un’esperienza sconvolgente, rivelatasi carica di implicazioni non solo per il mondo accademico, ma per noi tutti.

A febbraio è approdato nelle edicole italiane IL DILUVIO - Sulle tracce di Noè: le prove sotto il Mar Nero, videocassetta del National Geographic delle "Edizioni La Repubblica". In questo videodocumentario Robert Ballard, il più celebre ed esperto fra gli esploratori degli abissi, si cimenta in un’impresa mai tentata prima. Come abbiamo illustrato già ai lettori in un articolo "ad hoc," apparso nel numero scorso di questa rivista, utilizzando mezzi tecnologici d’avanguardia, Ballard e la sua équipe hanno sondato i fondali del Mar Nero alla ricerca di antichi relitti perfettamente conservati e, soprattutto, delle prove di un evento che sconvolse drammaticamente il mondo antico: il Diluvio Universale.
Secondo la teoria di due studiosi americani, William Ryan e Walter Pitman, 7500 anni fa il Mar Nero era un lago di acqua dolce relativamente piccolo e si è trasformato in quello che è in seguito ad una catastrofica inondazione. E così, dalle acque velenose e prive di ossigeno di questo mare interno, si individuano le antiche linee costiere e i resti di antichissimi insediamenti umani.
Un documentario come pochi, che merita di comparire nella videoteca di tutti e che, in presa diretta, getta nuova luce sul nostro più recente passato.


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