
RECENSIONI
libri scelti per voi
Quando, nel 1974, la Editrice Nord di Milano dette alle stampe UNA CIVILTÀ SOTTO GHIACCIO di Flavio Barbiero, non furono in molti a capire e ad apprezzare la qualità e l’originalità del contributo dato dall’Autore allo studio del problema di Atlantide. Un’Atlantide individuata dall’ammiraglio italiano in un grande impero marittimo antidiluviano di respiro planetario, che aveva colonizzato e cartografato il nostro pianeta in un passato remoto diffondendovi un’unica cultura. Un impero di cui è probabilmente possibile trovare tracce, ipotizza l’Autore, nell’attuale Antartide che, prima della catastrofe cosmica che ridisegnò il volto del mondo cancellando la civiltà prediluviana, aveva un clima parzialmente temperato ed ospitava certamente notevoli insediamenti umani.
Poi, negli anni Novanta, i canadesi Flem-Ath pubblicarono il loro volume "When the sky fell", tradotto in Italia col titolo "La fine di Atlantide" e in Italia vi fu chi gridò al plagio. I due coniugi canadesi, infatti, presentavano un’ipotesi abbastanza analoga a quella di Barbiero, che era però stata avanzata con un ventennio di anticipo rispetto alla loro. In realtà, come ci conferma lo stesso Autore italiano, pare che i Flem-Ath non fossero in effetti al corrente del contenuto del suo volume del 1974 e che, dunque, la sorprendente somiglianza fra le argomentazioni-cardine dei due libri sia casuale.
All’Amm. Barbiero va comunque riconosciuto il merito della evidente priorità di un’ipotesi e che le argomentazioni dei Flem-Ath siano ben più note è dovuto solo al fatto che il suo libro non è purtroppo uscito dal contesto italiano, mentre l’altro è stato lanciato alla grande e su scala mondiale, in inglese, dall’editoria anglosassone. Nulla di strano, dunque, che la Editrice Nord abbia oggi deciso di ristampare, in una nuova edizione riveduta, corretta e ampliata, questo classico di Flavio Barbiero che non ha minimamente perso, a distanza di 26 anni, la propria attualità ed originalità, e che raccomandiamo a tutti gli appassionati.

Sempre all’insegna del criterio "reperita juvant" (anche in perfetto tempismo con il vasto flusso mediatico legato al lancio del film della Walt Disney "Atlantis, l'impero perduto") ecco uscire in libreria, nella popolarissima collana degli Oscar Mondatori, l’ultima fatica di Roberto Pinotti: ATLANTIDE: IL MISTERO DEI CONTINENTI PERDUTI (Mondadori, Milano 2001). Com’è noto, cinque anni fa l’Autore aveva pubblicato (anticipando il successo italiano di Robert Bauval, Graham Hancock e i loro epigoni) "I Continenti perduti", che era già stato giustamente considerato il più documentato e onnicomprensivo testo uscito in lingua italiana sull’argomento.
Era dunque inevitabile che a distanza di un lustro, su richiesta della Mondadori, egli curasse adesso una riedizione riveduta, corretta e notevolmente ampliata del volume, che viene ripresentato dunque con il titolo necessariamente così modificato.
Si tratta, indubbiamente, di un imperdibile testo-chiave corposo ma esaustivo, in cui ogni riga ha la sua ragione d’essere, di una vera è propria miniera senza fondo di dati, informazioni e bibliografi a scritta peraltro in una prosa agile e avvincente, di cui il lettore non può non subire il fascino evocativo ed apprezzare i preziosi contenuti. Il libro di Pinotti - che contiene numerose illustrazioni e si legge come un romanzo a dispetto del suo taglio di saggio documentario - ha il notevole vantaggio di spaziare a 360 gradi, riferendo opinioni, teorie e ipotesi che l’autore riesce a presentare mirabilmente quanto sinteticamente, offrendo così al lettore, in pratica, il più e il meglio di tutto quello che si è detto, scritto, pubblicato e dibattuto finora sull’argomento. "ATLANTIDE: IL MISTERO DEI CONTINENTI PERDUTI" è destinato non solo ad essere considerato come uno dei migliori libri di Pinotti; ma anche, e soprattutto, ad essere indicato in futuro come una specie di "Bibbia" dell’argomento (contenente, fra l’altro, i testi letterali di Platone su Atlantide del "Timeo" e del "Crizia" in extenso) che non può assolutamente mancare non solo nella biblioteca degli appassionati, ma anche in quella di chiunque sia minimamente sensibile alla cultura e all’attualità.

vai alla visualizzazione stampabile
invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home aggiungi Edicolaweb a Preferiti

Copyright © 2002 Archeomisteri - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

|
|