
UN INATTESO REQUIEM PER STARGATE
Archeomisteri n° 12 Novembre/Dicembre 2003

Editoriale di Roberto Pinotti Segretario del CIRPET
Domenica 12 ottobre 2003 abbiamo, nella pratica, assistito quasi increduli alla triste e indecorosa fine di Stargate, la trasmissione televisiva in prima serata di LA7 che aveva giustamente conseguito il record di audience della propria Rete per il vasto interesse che aveva saputo stimolare nel pubblico italiano nel corso degli ultimi anni.
Nata com’è noto dalla professionalità indiscussa di quel buon comunicatore che è Roberto Giacobbo, questa trasmissione si è proposta in termini aperti e intelligenti ad una utenza televisiva sinceramente affamata di Cultura, Tradizione e Scienza di frontiera, facendo leva sui molti enigmi dell’archeologia e sui tanti misteri dell’universo.
Il risultato è stato un prodotto di buona qualità evolutosi con una costante crescita qualitativa, e messo indubbiamente in crisi, prima delle ultime ferie estive, dalla improvvisa dipartita del suo animatore.
Giacobbo, infatti, è passato come dirigente alla RAI, e su RAI2 ha dunque cominciato a condurre Voyager, trasmissione di taglio analogo seppur di respiro maggiormente nazional-popolare che pare sia stata bene accolta dal più vasto pubblico RAI.
Per ovviare all’improvvisa defezione del conduttore, LA7 ha allora affidato Stargate al giornalista Fabio Tamburini, che ce l’ha in effetti messa tutta per far continuare, nel solco precedente, lo slancio inerziale della trasmissione, con un risultato certamente senza infamia seppur senza lode. Ma comunque denso di impegno e professionalità. Chi scrive, in precedenza ospite di Giacobbo, vi è stato coinvolto in due diverse occasioni. Poi, una notizia inattesa.
Abbiamo appreso infatti che il noto e apprezzato scrittore Valerio Massimo Manfredi, autore di best-sellers di fiction storica (il più recente, "L’ultima legione", si avvierebbe ad essere trasformato in un film), era stato designato a sorpresa come conduttore della nuova serie autunnale. Seppur conosciuto ed appoggiato, Manfredi non era e non è certo un personaggio televisivo. Ma essendo un uomo di cultura la scelta faceva comunque ben sperare. Poi, però, la delusione. Ma attenzione. Non è Manfredi che ci ha deluso, beninteso. Bensì i responsabili della Rete, che gli hanno dato libertà di manovra ovvero imposto una certa linea.
Le prime avvisaglie si sono in realtà avute quando il taglio del nuovo Stargate si è pericolosamente allineato (si pensi alla puntata su Giulio Cesare) ad una trasmissione quale "La Macchina del Tempo" di un Alessandro Cecchi Paone, uno dei punti di forza di Mediaset. Il che appariva singolare, considerando che LA7 è l’emittente della Sinistra per antonomasia, e come tale tendente a diversificarsi comunque dalle Reti berlusconiane.
Poi, il 12 ottobre, abbiamo assistito all’incredibile. Per oltre 2 ore Stargate, infatti, ci ha detto, sottolineato e ribadito pesantemente e senza mezzi termini nel corso di un’intera puntata ad hoc che ogni possibile "stranezza" archeologica come le pitture rupestri del Tassili, Stonehenge, i Moai dell’Isola di Pasqua, le linee di Nazca, la pietra tombale del cosiddetto astronauta di Palenque, le pile di Bagdad, le piramidi egizie, le tradizioni sugli "apkallu" sumeri e quant’altro non possono avere nulla a che fare in ogni caso con eventuali presenze extraterrestri nell’antichità. "Il passato dell’Uomo è umano e basta".
E il perché ci è stato presto detto, dalla bocca sgangherata della patetica papessa dello scientismo accademico italiota più bieco, la scettica e pasionaria Margherita Hack: gli extraterrestri, anche se ci sono davvero da qualche parte, non possono essere mai giunti qui a causa delle abissali distanze stellari e dunque simili ipotesi sono soltanto delle sciocchezze fantascientifiche.
E gli UFO di oggi? Via, sono solo armi segrete USA, testate nell’Area 51. Altro che alieni!
Pur da sempre estremamente aperti e attenti al discorso, non ci possiamo certo annoverare fra coloro che vedono acriticamente l’extraterrestre in ogni "stranezza" del passato, com'è noto e risaputo. Né ci interessa se quello espresso sia il pensiero personale del Manfredi uomo oltre che quello del conduttore. Se lo è se lo tenga pure stretto com’è suo diritto.
Comunque, così come è chiaro che tutte le opinioni vanno rispettate, il punto non è certo se l’interessato o chi per lui abbia ragione o meno, in effetti. Il fatto grave è invece che una trasmissione alternativa per antonomasia quale Stargate - finora così seguita proprio perché tale - ha snaturato in toto la sua ormai tradizionale impostazione di seria e cauta apertura a visioni non conformiste della Cultura, della Tradizione e della Scienza di frontiera tirando "ex abrupto" conclusioni vistosamente e totalmente a senso unico.
Anzi, di più: imponendo pesantemente dall’alto conclusioni unilaterali senza uno straccio di argomentazione concreta per tali assunti, e meno che mai dando un pur minimo spazio a eventuali ragioni contrarie. Il che è, in tal modo, non solo tradire clamorosamente il proprio pubblico applicando la logica beotamente scettica secondo cui esiste solo quello che si vede e si tocca, ma anche deludere del tutto non tanto i milioni di lettori di autori quali Erich Von Daeniken e Zecharia Sitchin, ma piuttosto un intero pubblico di affezionati che certamente credeva nel programma e vedeva in Stargate quella trasmissione alternativa e comunque certo non conformista che era.
Peccato. Così il pubblico saprà che da ora in poi potrà anche fare a meno di vedere Stargate con altri patetici tromboni sfiatati come esperti di parte.
Solo che... possibile che i vertici di LA7 non abbiano capito che, per un dissennato "ordine di scuderia" (poco importa di chi sia stato) teso ad imporre pregiudizialmente una visione ideologizzata della realtà, ha di fatto impoliticamente "suicidato" un intero programma che prima valeva non poco anche da un punto di vista economico in rapporto agli spot pubblicitari inseriti al suo interno, visti i livelli di audience raggiunti?
Evidentemente no. Ma si sa che la stupidità, specie quando risulta goffamente abbinata alla ristrettezza mentale, è sempre stata una pessima consigliera. E anche un vero e proprio boomerang.
"Rebus sic stantibus", è evidente ormai - ci scrivono contrariati e sconcertati molti nostri lettori - che il nuovo Stargate non vale più nulla. Noi, dal canto nostro, possiamo solo convenire che il "valore aggiunto" che aveva è andato perduto.
In ogni caso, statene pur certi, non verseremo una sola lacrima sulla sua pietra tombale. Che non sarà mai comunque come quella, adesso esecrata, del famigerato astronauta di Palenque...
Tirem innanz! C’è pur sempre Voyager su RAI2.
In questo numero, comunque, abbiamo un interessante contributo di Alfredo Lissoni sugli Apkallu sumeri, un originale apporto di Claudio Piani e Diego Baratono nella scia di Ruggero Marino, un’affascinante digressione di Thomas Ritter sull’antica Elysia o Gran Canaria, uno sconcertante excursus tecnologico-archeologico di Flavio Russo sui lanciafiamme "ante litteram" fra Roma e Bisanzio, la proposizione di un’inedita ipotesi di Michele Manher sui rapporti dell’Iliade con l’India, la prima parte di un inquietante contributo di Massimo Barbetta, la prosecuzione della panoramica iniziata da Enrico Baccarini sull’Ordine del Tempio, una esaustiva presentazione del mito di Agartha di Luigi Pruneti e, per "Con gli occhi di ieri", la prima parte della recensione di "Selezione dal Reader’s Digest" di "Mondi in collisione" di I. Velikovsky (1950). Poi una cascata di News e le consuete rubriche.
Infine, a voi tutti auguri di buona fine per il 2003 e di buon principio per il 2004. E... al prossimo numero!

|
vai alla visualizzazione normale
invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home aggiungi Edicolaweb a Preferiti

|
|
|