
UN NUOVO STARGATE...
Archeomisteri n° 9 Maggio/Giugno 2003

Editoriale di Roberto Pinotti Segretario del CIRPET
Ormai da anni, prima su TMC e poi sul LA 7, gli interessati ai misteri del passato e dell’archeologia di frontiera e più in generale alle tematiche dell’insolito da noi dibattute, si sono profondamente appassionati ad una innovativa trasmissione televisiva aperta, stimolante quanto suggestiva. Intendiamo riferirci a "Stargate", che ha finito con il registrare nel tempo le massime punte di ascolto per quella Rete, anche grazie alla indiscussa professionalità di un conduttore come Roberto Giacobbo.
Chi scrive ha partecipato più di una volta a tali trasmissioni ed ha potuto apprezzare il taglio onesto e positivo dato alla trasmissione dai suoi curatori.
La novità è il padre e animatore di "Stargate", il conduttore Roberto Giacobbo, adesso passato da LA 7 alla RAI, lasciando così "orfana" la sua creatura.
Com’è comprensibile, una tale informazione potrebbe allarmare - e non poco - tutti gli appassionati. Ma niente paura. LA 7, infatti, non può evidentemente privarsi della sua trasmissione più seguita per il semplice fatto che qualcuno la lascia e pertanto ha deciso di andare avanti anche senza Giacobbo.
Come? Con chi? Quando? Questo è mentre scriviamo ancora materia di discussione. Ma quello che appare ormai assolutamente certo è che il tutto è comunque destinato ad andare avanti. Il che, di fronte alla sempre più scarsa originalità di trasmissioni divulgative pur di grande audience come quelle condotte dagli Angela e da un Cecchi Paone rispettivamente per RAI e Mediaset, appare come una positiva dichiarazione di intenti orientata verso i legittimi e crescenti desideri di un pubblico dal palato sempre più sofisticato.
Un pubblico che non si contenta di generiche definizioni ovvero di affermazioni a senso unico, e che si dimostra sempre più cosciente ed informato. Un pubblico reattivo e che sarebbe bene si trasformasse sempre di più in interattivo.
Giacobbo, d’altronde, lo aveva capito e si era regolato di conseguenza, coinvolgendo i telespettatori per quanto possibile anche in un dialogo on line e non solo.
Di conseguenza, come dicevano i latini, "ad majora"!
Noi, comunque, saremo della partita...
Passando dal contesto televisivo a quello che state leggendo, esso è caratterizzato da una serie di contributi di notevole interesse.
L’architetto egiziano Dawoud Khalil Messiha dibatte le interessanti scoperte effettuate a suo tempo dal padre all’interno della Grande Piramide.
Sempre alla questione delle piramidi egizie, ma in rapporto alle possibili energie prodotte dalle loro particolari forme, fa originalmente riferimento dal canto suo Alessandro Marcon, mentre Enrico Baccarini vi si accosta da una prospettiva del tutto differente: e se la loro costruzione fosse stata effettuata in modo del tutto diverso rispetto a quello finora ipotizzato?
Il presidente nel CIRPET (il nostro "Comitato Interdisciplinare per le Ricerche Protostoriche E Tradizionali" di cui Archeomisteri è l’organo ufficiale), l’instancabile prof. Emilio Spedicato, esaurisce in questo numero la sua dotta dissertazione sulla collocazione dell’Eden iniziatasi nel precedente, mentre Luigi Pruneti si occupa delle ripetitive figure fantastiche e non proprie delle regioni alpine del nostro Nord-Est. Alfredo Lissoni affronta invece il caso letterario di Zecharia Sitchin, mentre Giuseppe Colaminè si occupa delle intriganti questioni tecnologiche legate alle cosiddette "lampade di Dendera" egizie. Un discorso a se, pur restando in tale contesto culturale, è invece quello di Michele Manher, che affronta, con la conclusione al prossimo numero, un antico testo geroglifico riferito a fenomeni prodigiosi occorsi in Egitto in epoca faraonica: qualcosa di estremamente assimilabile a quelli che oggi noi definiamo "fenomeni Ufo". Infine, sul tema di Atlantide tanto caro ai nostri lettori, abbiamo un breve contributo prodotto dall’associazione "Amici di Atlantide" che si coniuga con la pubblicazione, nella rubrica "Con gli occhi di ieri", della sezione del testo platonico del Timeo riferita al mitico continente perduto.
Buona lettura.

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