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TECNOLOGIE PERDUTE?

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![[Trasporto dell'Arca - 30K .jpg]](am17f79p.jpg)

L'Arca sarebbe stata uno strumento tanto potente e tanto enigmatico da essere mostrato in pubblico solo in casi eccezionali e nessuno, se non il sommo sacerdote levita, per la legge religiosa ebraica poteva entrare nel Sancta Sanctorum, il Santo dei Santi nella parte interna del Tempio, per officiare i riti e comunicare con Yahweh.
Abbiamo accennato precedentemente come l'Arca non costituisse solo un simbolo del potere religioso di Israele ma fosse considerata a tutti gli effetti un'arma micidiale contro coloro che, nemici o amici, vi si trovassero davanti. Proprio a causa di tale potenza solo il Sommo Sacerdote poteva, indossando dei paramenti sacri particolari, entrare ove era custodita per officiare i riti sacri. Tutto l'Antico Testamento è pervaso da questo sentimento di paura e timore reverenziale verso l'Arca, considerata come la manifestazione vivente e terrena del potere divino.
Gli stessi Filistei furono consci di tale potere quando riuscirono ad impossessarsi dell'Arca (6) e a trasferirla nella città di Asdod. La sua presenza, o forse l'incapacità di "saperla utilizzare", avevano calamitato su questo popolo enormi disgrazie e desolazioni al punto tale che dopo prostranti perdite i Filistei avevano deciso di restituirla ai Leviti nella città di Beth-Shemesh (7). La sua potenza non risparmiò neanche lo stesso popolo ebraico, e a tale riguardo l'Antico Testamento ricorda la storia di Uzzia (8), Uzza o Oza, che afferrò l'Arca con le mani durante il suo trasporto nella Città Santa nel tentativo di impedire che si rovesciasse a causa del dondolare del carro su cui era trasportata. L'onorevole gesto venne ripagato come segue: "...l'ira del Signore si accese contro Uzza, Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l'Arca di Dio" (9).
Se è possibile ravvisare in questa morte una sorta di folgorazione provocata dal contatto con l'Arca è allo stesso tempo indubbio che il suo potere sembrava non sfuggire a nessuno ed è per tale motivo che solo una cerchia strettissima di individui era chiamata alla sua cura ed al suo utilizzo. Durante le cerimonie più sacre sembra che il sacro contenitore si "aureolasse di luce divina" o fosse in grado di "annientare migliaia di persone scatenando la sua potenza". Su come ciò potesse avvenire, scartando ovviamente l'ipotesi religiosa, ad oggi non si è riusciti a dare una spiegazione esauriente.
L'ipotesi che risulterebbe essere la più probabile vedrebbe nell'Arca dell'Alleanza una sorta di condensatore elettrico ante litteram costruito con antiche conoscenze desunte probabilmente dall'antica sapienza proveniente del bacino della mezza luna fertile (10).
Lo scrittore francese Robert Charroux, nei suoi numerosi testi, tentò di fornire una spiegazione plausibile del suo potere affermando che:

"...l'arca non era nulla di più che un'impressionante arma capace di sviluppare energia elettrica. Non dobbiamo dimenticare che Mosè, quando ancora veniva istruito come futuro faraone, aveva ricevuto dai sacerdoti egizi profonde nozioni alchemicoesoteriche di chimica, fisica e meteorologia tali da dare ragione di alcuni dei prodigi a lui attribuiti. L'Arca dell'Alleanza poteva essere una specie di forziere elettrico capace di produrre forti scariche dell'ordine dei 5-700 volt... L'arca era fatta di legno d'acacia e rivestita di oro all'interno e all'esterno. Con questo stesso principio si costruiscono i condensatori elettrici, separati da un isolante che in quel caso era il legno. L'arca veniva posta in una zona secca, dove il campo magnetico naturale raggiunge normalmente i 600 volt per metro verticale, e si caricava. La sua stessa ghirlanda forse serviva a caricare il condensatore. Per spostarla i leviti passavano due stanghe dorate negli anelli, tanto che dalla ghirlanda al suolo la conduzione avveniva per presa di terra naturale, scaricandosi senza pericolo. Isolata, l'arca talvolta si aureolava di raggi di fuoco, di lampeggi, e, se toccata, dava scosse terribili. In pratica si comportava esattamente come una pila di Leyda..." (11).

All'interno del "Dizionario Biblico", curato da Giovanni Miegge, a questo riguardo si spiegano questi prodigiosi eventi suscitati dall'Arca affermandosi che "I racconti relativi all'arca non sono immuni da una certa concezione magica, con cui si descriveva la tremenda presenza di Dio. Meno chiaro è il significato del propiziatorio la cui descrizione fa comprendere che non si tratta solo di un semplice coperchio...".
Non è impossibile escludere una spiegazione di tipo scientifico e tecnologico per i vari prodigi che sono stati attribuiti nella Bibbia alla sacra cassa.
L'esistenza stessa delle pile di Baghda'd sembra costituire un monito a non dover interpretare troppo letteralmente quanto presente nell'Antico Testamento.
Le attuali conoscenze scientifiche ci permettono allo stesso tempo di poter asserire senza ombra di dubbio che il modo con cui l'Arca fu costruita la rese, volontariamente oppure no, una potente "arma elettrica" ed un temibile strumento di offesa.

Note:
6. 1 Samuele 4:17.
7. Samuele 5:1; 6:16.
8. 2 Samuele 6:6-7.
9. Ib.
10. A conferma di tale affermazione e doveroso ricordare come nel 1930 l'ingegnere tedesco di nome William Koenig scoprì nel Museo Iracheno delle Antichità, a Baghda'd, delle strane giare di terracotta che solo nel 1938 vennero identificate come delle vere e proprie pile elettriche.
11. Robert Charroux (pseudonimo dello scrittore Robert Grugeau), "Le livre des Secret Trahis", Editions Robert Laffont, Parigi 1965.
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