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n° 17 Set./Ott. 2004

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CEFEO, UNA IPOTESI AZZARDATA?

    parti precedenti:

CORRELAZIONI TRA I MITI »
LA DATAZIONE DEL RADIO-CARBONIO »
LA "COSTRUZIONE" DI ERODOTO »
IL NOME DI CHEOPE »
GLI ESEMPI »
IL POSSIBILE SIGNIFICATO DEI NOMI »

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La pronuncia greca del nome del faraone = Cheope, ci suggerisce che Erodoto abbia saputo, direttamente dai suoi informatori egizi, dell'esistenza del dittongo "eo" di . Questo dittongo, sotto il profilo teorico, era pienamente possibile anche per la fonetica egizia.
Inoltre molti glottologi e lessicologi ci informano che il simbolo geroglifico egizio del "Pulcino di quaglia" trova il corrispettivo nella lettera ebraica "u" = "vaw", la cui fonetica possibile è "v", "u", "o".
D'altro canto l'ebraico, al pari dell'egiziano antico, non scrive la lettera "e", pur pronunciandola.
In considerazione di queste osservazioni è del tutto possibile, sotto l'aspetto virtuale, ma correlato alla pronuncia che ci fornisce Erodoto, che la pronuncia dell'egizio "Kh-u-f-u" sia "C(h)eofo".
Da questo discende che il nome egizio "Kh-fu" possa avere conseguentemente la fonetica "C(h)efeo".
Questa quasi equivalenza fonetica tra "C(h)eofo" e "C(h)efeo" rientra nella mentalità egizia, che vedeva nei giochi di parole fonetici, una magia sonora di connotazione religiosa.
Ma il nome "C(h)efeo" non è una novità per i mitografi greci.
Nella mitologia greca è infatti nota la famiglia che fu poi immortalata nel Cielo con ben 4 Costellazioni: Cefeo, Cassiopea, Andromeda, Perseo.
L'archeologo tedesco Otto Much (Cheops et la grande Pyramide) trovò una correlazione tra la realtà egizia di Cheope e quella greca di Cefeo. Egli rinvenne anche collegamenti fra il nome della figlia di Cheope, Mersankh e la figlia di Cefeo, la bella Andromeda. A queste intuizioni si aggiunsero tuttavia altre conclusioni temerarie da parte sua, che unite ad una certa dose di nazionalismo, gli alienarono ben presto la considerazione della comunità scientifica.
Tuttavia alcune considerazioni di Much meritano però qualche approfondimento.
, il nostro Cefeo, era un Re dell'Etiopia, marito di Cassiopea e padre della bella Andromeda; il suo nome potrebbe derivare dal termine = fuco, maschio dell'ape.
Erodoto, Strabone, Pilinio, Apollodoro, Igino, Ovidio ci forniscono notizie sul Re Cefeo. Egli era angustiato dall'inondazione che sconvolgeva il suo paese, a seguito della punizione che Poseidone gli aveva inflitto. Il Dio del mare era infatti irato per la impudente dichiarazione della moglie Cassiopea, che la figlia Andromeda era più bella delle Ninfe Nereidi, figlie dello stesso Poseidone. Consultato l'oracolo di Ammone nell'oasi di Siwa, fu riferito a Cefeo che l'inondazione sarebbe scomparsa solo se avesse immolato la figlia ad un mostro marino.
Incatenata a malincuore la figlia ad una roccia sul mare, in attesa che soppraggiungesse il mostro marino, egli attendeva con rassegnazione l'evento, quando intervenne il prode Perseo che la liberò.
Secondo Nonno, era sinonimo di "Etiopi", e sia Erodoto (23) che Apollodoro (24) riferiscono che "Belo, che regnava a Chemmi, nella Tebaide, ebbe da Anchinoe, figlia del Nilo, 3 figli: Egitto, Danae, Cefeo".
Questa ricorrenza di 3 popolazioni: egizi (Egitto), greci (Danae), etiopi (Cefeo) ricorda, secondo Robert Graves (25), ritualità comuni fra le popolazioni dell'Africa Orientale ed i proto-greci.
Infatti, secondo Graves, immigrati libici ed egiziani del delta occidentale del Nilo si spostarono a Creta dopo l'unificazione del Basso ed Alto Egitto.
Secondo alcune fonti Cefeo, era il Re di Joppa, l'egi-zia "Ipu", l'ebraica , mentre altri autori dicono che era il Re di Gaza, l'egizia "Gatchai", l'ebraica .
Secondo alcuni geografi la roccia a cui era incatenata Andromeda, corrispondeva al = il Monte Casio, posto al confine orientale del Delta del Nilo, qualche chilometro ad est del Canale di Suez, dove finiva il Lago Serbonide, e di cui parlano Erodoto (26) e Strabone (27).
Abbiamo così che la figura di Cefeo presenta singolari affinità con l'Antico Egitto.
Egli infatti proviene dall'Etiopia, regione anticamente estremamente vasta, che comprendeva anche la Nubia, dove era originariamente adorato il Dio Khnum. Il padre di Cefeo regnava a Chemmi, località che ricorda omofonicamente proprio il Dio Khnum.
Cefeo era preoccupato dall'inondazione, che non avendo carattere di universalità, non può che far pensare alla periodica piena del Nilo, guarda caso, regolamentata proprio dal Dio Khnum ad Elefantina.
Il nome egizio dell'"inondazione", inteso come "diluvio", come abbiamo visto in precedenza, è "Khef-khef-u", che richiama tanto il nome egizio "Kh-e-f-e-o", che quello greco "".
La roccia su cui fu incatenata Andromeda era al confine orientale del Delta del Nilo, sul Mediterraneo, al limite del Lago Serbonide. Il nome di Cefeo potrebbe derivare dal nome che significa "Fuco", ed il simbolo geroglifico del Basso Egitto ( = Biti) era proprio un'ape.
Singolari sono poi le coincidenze fonetiche fra la moglie principale di Cheope, Henutsen e Cassiopea, la moglie di Cefeo, così come tra la figlia Mersankh 2a ed Andromeda, la figlia di Cefeo.
Henutsen ha un nome che è formato dalla parola = "Henut", che significa "Signora", inteso come "Padrona", e da = "Sen", che significa "Essi" o "Loro", anche se non si può escludere che si tratti della parola = "Sen", che significa "Fratello". Il nome Cassiopea in greco si presenta in due grafie. Una è , come ci viene riferita da Strabone, l'altra è invece , come troviamo nell'Antologia Palatina (28).
In entrambi i casi è accettata l'accezione con una "s" sola. Da dove deriverebbe il termine Cassiopea o Casiopea?

Anche se alcuni lessicologi riportano un'origine dal fenicio "Qassiu Paer" = "Volto Rosa", è probabile che la sua etimologia possa originare dal termine "" = "fratello" e dal verbo "", derivato dal "" = "sovrastare, presiedere". Esiste quindi una certa corrispondenza fra il nome egizio e quello greco.
Mersankh ha un nome che deriva da = "Mer", che significa "Amato" e da = "Sankh", che significa "prendersi cura, provvedere".
Il nome greco di Andromeda: è formato dalla radice "" = "Uomo" e dal verbo "", il cui significato è "ho cura di, penso a". Anche qui troviamo una certa corrispondenza fra i due nomi.
Non poteva mancare la presenza del 4° membro della Famiglia del Mito greco: Perseo.
La presenza di Perseo nell'antico Egitto è infatti autenticata dallo stesso Erodoto (29), dove viene detto che l'eroe aveva un Tempio dedicato a lui a , nella Tebaide, in quanto originario di quel luogo. Questa città corrispondeva alla tolemaica Panopolis, dove era venerato il Dio Min, corrispettivo del Pan ellenico; il suo nome egizio era "Ipu" o o "Khimmim", capoluogo del 9° Nomo dell'Alto Egitto, corrispondente all'odierna località di Akhmim.
La grafia identica tra la "Ipu" subito fuori dell'Egitto, corrispondente a Joppa, e la "Ipu" all'interno dell'Egitto, corrispondente a Panopolis e Chemmis, può avere confuso gli antichi mitografi greci.
Considerati tutti i riferimenti a Chemmis ed a Khnum incontrati finora, è molto verosimile che la città natale di "Khefu" fosse proprio l'odierna Akhmim.
Perseo proveniente dalla Libia, volando con i calzari alati e recando con sé la testa della Gorgone, doveva necessariamente transitare sopra l'Egitto.
Tracce della sua presenza le troviamo poi con l'importante "Torre (o Specola) di Perseo" a funzione geo-detica, in allineamento con la Grande Piramide, ed astronomica.
Questa Torre, che qualche studioso identifica nel luogo in cui Perseo avrebbe sconfitto il mostro e liberato la bella Andromeda, è citata sia da Erodoto (30) che da Strabone (31) e da essi collocata all'estremo limite orientale del Delta del Nilo. Sembra così di poter affermare che Cefeo, Cassiopea, Andromeda, Perseo hanno degli interessanti elementi di correlazione con l'antico Egitto.
L'ipotesi di collegamento storico-mitico secondo questa sequenza:
  • Cheope ------------- Cefeo
  • Henutsen ---------- Cassiopea
  • Mersankh ---------- Andromeda
può essere azzardata, ma, sotto il profilo lessicologico e fonetico, è virtualmente possibile.
Il fatto che il Faraone della 4a Dinastia si chiamasse realmente "Khefu" e che si proclamasse "Khufu" = "Protettore", alla stregua di una Divinità, è probabile, così come è probabile che chi, durante la 21a Dinastia, amava ricordare in modo struggente il glorioso passato degli antenati decidesse di farsi chiamare con lo stesso titolo dei Re dell'Antico Regno, ma la cosa davvero certa è che il nostro passato cela ancora molti misteri, di cui ora abbiamo appena iniziato a dipanare la fitta trama.

Note:
23. Erodoto, "Storie", 2, 91.
24. Apollodoro, 2,1-4.
25. Robert Graves, "I Miti Ebraici".
26. Erodoto, "Storie" 2, 6 e 158.
27. Strabone, "Geografia" 17,50.
28. "Antologia Palatina" 16,147.
29. Erodoto, "Storie" 2,91.
30. Erodoto, "Storie", 2,15.
31. Strabone, "Geografia", 17,1,19.


									

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