
PRIME FASI STORICHE DELLA CIVILTÀ GRECA

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La civiltà minoica si sviluppò sull'isola di Creta durante il III millennio fino alla metà del successivo, estendendo la propria sfera d'influenza sulle isole dell'Egeo e anche sul continente.
La civiltà micenea germogliò nel XVI secolo a.C. in tutto il territorio ellenico.
Entrambe tali civiltà, nonostante la loro importanza, sono testimoniate da una letteratura solo marginale, quantunque abbiano fornito spunto e sfondo storico per numerose saghe e leggende, compresi anche i poemi omerici.
I documenti scritti di queste due civiltà giunti sino a noi, i testi cretesi in "Lineare A" e quelli micenei in "Lineare B", sono considerati testimonianza dell'uso della scrittura e delle loro strutture sociali, ma non sono assimilabili alla categoria della letteratura.
Nel XII secolo a.C. la civiltà micenea scomparve per cause non ancora individuate con certezza. Fu una scomparsa traumatica, una catastrofe culturale che annullò una civiltà progredita e che fece entrare le popolazioni greche in una fase oscura e pressoché ignota denominata "medioevo ellenico", che durò circa fino all'VIII secolo a.C.
Tale fase fu caratterizzata da un drastico regresso delle condizioni economiche e culturali: scomparve l'uso della scrittura, si perse la conoscenza delle arti e delle tecniche più raffinate, e si finì per perdere e confondere la memoria del passato; nonostante ciò, è in quest'epoca che maturano i primi fermenti della vera civiltà greca.
Verso la fine di questo periodo venne reintrodotta la scrittura con fondamenti del tutto nuovi, prendendo come base l'alfabeto fenicio ma adattandolo profondamente alle caratteristiche della lingua greca.
I poemi omerici attestano la formazione e lo sviluppo di una grande tradizione di poesia in cui si esprime la memoria dello splendido passato miceneo, istituendo e tramandando un universo di conoscenze e di valori.
Nel corso dell'VIII secolo a.C. si assiste ad una rinascita della Grecia, che esce dal torpore dei secoli precedenti per iniziare un periodo di ascesa e di crescente splendore.
Il potere politico è fondato sull'aristocrazia terriera, e l'intensa attività di colonizzazione attesta un "boom" demografico come anche una ripresa dell'iniziativa commerciale e il miglioramento delle attività tecniche.
Questo processo di rinascita fiorisce pienamente nel VI secolo a.C.
Le colonie assicurano un valido supporto economico e commerciale, che consente l'introduzione dell'economia monetaria e l'apertura agli influssi culturali di grandi civiltà, prevalentemente orientali, con cui i Greci sono in contatto.
Questo porta ad un sostanziale avvicendamento delle classi sociali e al declino della democrazia; prende piede una nuova forma di governo basata sull'individualismo, la "tirannide", in cui il potere è assunto da un singolo cittadino sostenuto dai ceti emergenti attivi nella produzione e nel commercio, a scapito del conservatorismo degli ambienti aristocratici.
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