
IL PICCOLO DILUVIO

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La risposta a questa domanda si può forse trovare, ancora una volta, sul fondo dei mari artici.
Se torniamo a guardare la foto con cui abbiamo iniziato questo nostro viaggio, e cioè la carta batimetrica dei mari situati intorno al Polo Nord, vediamo che il fondale marino della Baia di Baffin presenta sorprendenti analogie con il solco fotografato dalla sonda "Mars Global Surveyor" su Marte il 7 aprile 2004, e di cui ho già parlato in precedenza. La configurazione del solco peraltro, qualora si dovesse trattare proprio d'un altro impatto meteorico obliquo, ci dice qualcosa di sorprendente: la direzione di volo, e quindi d'ingresso nell'atmosfera terrestre, di questo secondo meteorite era esattamente opposta a quella del primo meteorite, molto più grande, che aveva colpito la Terra 12.000 anni fa, e per giunta sempre nella stessa zona, in prossimità del Circolo Polare Artico.
Il secondo meteorite, pur causando anch'esso effetti catastrofici, era tuttavia più piccolo del precedente, ed indusse così un piccolo ti-spostamento della crosta terrestre, facendo ritornare tutto un pochino più indietro, cinque o sei gradi al massimo, rispetto allo spostamento precedente.
L'effetto catastrofico più importante di questo secondo meteorite fu certamente il seguente.
Ognuno di noi, a casa propria, può fare un esperimento molto semplice per capire cosa avvenne in quel caso. Proviamo a riempire una pentola d'acqua fino all'orlo e poi, dopo averla adagiata su un tavolo o sul pavimento, spostiamola improvvisamente con uno strattone: l'acqua, per inerzia, non segue il movimento della pentola e quindi trabocca. Ebbene, quando il secondo meteorite spostò verso nord la crosta terrestre, avvenne proprio questo, e cioè che i mari e gli oceani, per inerzia, non seguirono il movimento dei bacini ma traboccarono a sud; il Mediteraneo, ad esempio, invase tutte le coste dell'Africa settentrionale, penetrando per chilometri nell'entroterra.
Un altro effetto viene descritto ancora nei poemi omerici, quando leggiamo ad esempio che le navi dei Feaci solcavano "il nebbioso mare".
Il meteorite penetrato nel mare di Baffin aveva fatto evaporare in pochi attimi, infatti, miliardi di tonnellate d'acqua che, rimaste sospese nell'atmosfera, avevano poi saturato i cieli dei mari del nord per tempi lunghissimi, tanto lunghi da restare nella memoria dei popoli cantati da Omero.
È a questo secondo evento, avvenuto intorno al 2.800 a.C., che si riferisce la Bibbia quando parla di Diluvio Universale e della conseguente ricostruzione del mondo, dei suoi popoli e della sua Storia. La Bibbia poi ha ancora ragione, se è vero che le cose andarono proprio in questo modo, a dire che tutto questo avvenne per volontà d'un Essere Superiore.
Le coincidenze, infatti, sono troppe e troppo strane perché una simile concatenazione d'eventi possa essere avvenuta per caso.
Nel calcolo delle probabilità è più facile che, facendo saltare in aria con la dinamite un blocco di marmo, ci caschi davanti, perfettamente scolpita, la Venere di Milo piuttosto che vedere due meteoriti cadere nello stesso posto, a distanza di diversi millenni, con la stessa traiettoria, lo stesso verso e direzioni esattamente opposte!
Questo secondo evento, dunque, facendo risalire di cinque gradi verso nord le terre dell'emisfero occidentale, e ridiscendere verso sud quelle dell'emisfero orientale, produsse, oltre ad un secondo scioglimento dei ghiacci ed alle immissioni di aeriformi nell'atmosfera, anche una ridiscesa apparente (cioè vera solo per un osservatore solidale con la terra) dell'Equatore verso sud nell'emisfero occidentale, ed una risalita verso nord in quello orientale.
Di conseguenza, la linea di convergenza dei venti che scendono dall'Asia con quelli che salgono dall'oceano Indiano, essendo connessa - anche per la rotazione terrestre - proprio alla posizione dell'Equatore, si spostò là dove sta ancora adesso, cioè più a sud verso la Somalia.
Fu questo evento dunque che, inaridendo per sempre i territori tra l'Alto Egitto ed il Sudan, pose fine alla cultura nabtiana e diede inizio alla civiltà sorta sulle rive del Nilo, e con essa alla Storia.
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