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n° 16 Lug./Ago. 2004

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OMERO, GRECI, TROIA

La ricerca delle origini dei poemi omerici.
 
 

di Tommaso Peruzzi

[Rappresentazione del "Cavallo di Troia" - 50K .jpg] [Busto di Omero - 44K .jpg] [Aiace oltraggia Cassandra - 37K .jpg] [Raffigurazione del ratto di Elena - 46K .jpg] [Maschera funeraria "di Agamennone" - 38K .jpg] ["Cavallo di Troia" - 42K .jpg] [Tomba "di Clitennestra" - 41K .jpg] [Ricostruzione del cavallo di Troia - 47K .jpg]
 

CULTURA GRECA E SUA TRASMISSIONE
Ambiente geografico ed etnico.
"Hèllenes" si chiamavano i greci e "Hellàs" era la loro patria.
Il termine "Grecia" ha origini piuttosto oscure, e diventa comune in ambito latino solo a partire dal IV secolo a.C. In un frammento dei "Cataloghi delle donne" di Esiodo (1) compare un personaggio chiamato "Graikòs", ma pare piuttosto che i "graeci" fossero una piccola popolazione dell'Epiro con cui i romani vennero in contatto e il cui nome estesero in seguito a tutte le altre popolazioni dello stesso bacino linguistico.
Tale era in effetti il criterio secondo cui i greci si definivano come entità etnica: la lingua e la cultura comune facevano sì che fossero greci gli ateniesi, gli spartani, gli abitanti delle isole dell'Egeo e della costa anatolica, i coloni della Magna Grecia, delle coste del Mediterraneo e del Mar Nero.
Coloro che non appartenevano al bacino linguistico-culturale dei greci erano definiti "barbari": questo non in senso dispregiativo, tant'è che "barbari" erano per i greci anche gli egizi, per i quali essi ebbero sempre grande considerazione, ma unicamente per il fatto che parlavano delle lingue incomprensibili ai greci quanto uno strano borbottio (pare che la base "bar-bar" debba essere considerata proprio in senso onomatopeico, con incrocio sul latino "balbulus", balbuziente).
Tali popolazioni erano considerate straniere anche in base alle differenti culture e stili di vita che essi possedevano: i greci ritenevano che la loro cultura esprimesse un primato unico e superiore, identificato nel principio di "libertà" che rendeva i cittadini non semplici sudditi, ma membri attivi della comunità.

I greci non circoscrivevano dunque la loro patria entro un preciso confine, ma è pur vero che il centro della civiltà greca fu indubbiamente la Grecia continentale, identificabile con la parte meridionale della penisola balcanica.
I confini a nord erano delimitati dall'Epiro e dalla Macedonia, zone in cui la civiltà greca si trovò a convivere con la cultura illirica e tracia, finché non prevalse su di esse in età ellenistica.
Nella parte centrale della Grecia si trovano molte delle regioni storiche, tra cui la Tessaglia, la Beozia e I'Attica, come pure, sotto lo stretto di Corinto, nella penisola del Peloponneso, l'Acaia, l'Argolide e l'Arcadia.
Lungo la costa ionica erano greche molte isole importanti (Corcira, Zacinto, Cefalonia, Itaca), come pure ad oriente, ove la Grecia è quasi allacciata all'Asia Minore da una fitta rete di isole (Taso, Samotracia, Sciro e Lesbo, gli arcipelaghi delle Cicladi e delle Sporadi, solo per ricordare i luoghi principali); nel cuore del mediterraneo orientale erano greche le isole di Creta e Cipro.
Sulla costa occidentale della penisola anatolica, divisa in Eolia, lonia e Doride, sorgevano molte importanti città greche tra cui Smirne, Efeso, Mileto ed Alicarnasso.
Nella Magna Grecia vi è abbondanza di città fondate dai greci, e molte città anche lontane devono la loro origine ai greci (Cirene, sulla costa libica, Sinope sul Mar Nero e Massalia, cioè Marsiglia).

Il territorio della Grecia continentale e del Peloponneso è caratterizzato da rilievi montuosi alti ed irregolari, con valli tortuose e scarse zone pianeggianti. Conseguenza di ciò fu una sostanziale povertà dei terreni coltivabili ed una evidente difficoltà nelle comunicazioni interne, una delle principali cause dell'estremo frazionamento politico del popolo greco.
A tali svantaggi geografici i greci sopperirono sviluppando una rara perizia nella navigazione, fatto che consentì loro di intessere una fitta rete di scambi commerciali estesa per tutto il Mediterraneo e di costruire una solidità economica impossibile ad ottenersi col solo sfruttamento delle magre risorse terrestri, stabilendo inoltre relazioni culturali con tutte le popolazioni incontrate.

Le origini remote della civiltà greca sono individuate in un crogiolo di popoli e culture diverse.
Oltre alla ben nota civiltà minoica nell'isola di Creta, ricerche archeologiche e linguistiche hanno condotto all'individuazione di comunità preistoriche che abitavano il continente. Fra il III ed il II millennio a.C. migrò massicciamente in territorio greco continentale una popolazione originaria delle regioni centrali del continente eurasiatico, appartenente al grande ceppo linguistico indoeuropeo (2), che nel corso dei secoli si amalgamò alle popolazioni autoctone sia con la forza che con la convivenza. Gli stessi invasori, pur appartenendo ad un medesimo ceppo, erano divisi in varie "nazionalità", e a ondate successive si avvicendarono sospingendo i precedenti occupanti verso altre terre.
Pare che i primi ad entrare in Grecia siano stati gli Ioni, cui seguirono Eoli ed Achei. Questa fase è comunemente denominata "micenea" ed anche Creta entra nell'orbita di questa nuova cultura.
Nell'ultimo quarto del II millennio si verificò un nuovo importante flusso migratorio, tradizionalmente attribuito ai Dori, svoltosi in due fasi distinte: dapprima l'insediamento nelle regioni nord-occidentali del continente, e successivamente la diffusione nel Peloponneso.

Note:
1. Esiodo, "Hesiodus", poeta greco di famiglia oriunda proveniente da Cuma (Asia Minore), nato ad Ascra in Beozia intorno all'VIII secolo a.C. Uomo dalla personalità riflessiva e segnato da tristi vicende familiari, infuse i suoi poemi di un nostalgico anelito di giustizia. Sue opere accertate sono: "Le opere e i giorni", la "Teogonia", lo "Scudo di Eracle" e i "Cataloghi delle donne".
2. Il termine "indoeuropeo", o "indoario", esprime un concetto puramente linguistico e definisce un macrogruppo di lingue imparentate fra loro, tra cui i gruppi più rilevanti sono l'italico, il greco, l'ario o indoiraniano, lo slavo, il germanico ed il celtico.
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