
"TU SEI IL VENTO, IO SONO IL LEONE"

L'immensa energia liberata sulla Terra dall'urto d'un meteorite grande e massiccio, composto di ferro e nichel, la sua traiettoria d'impatto ed il punto in cui esso è caduto, 12.000 anni fa, hanno plasmato la superficie del nostro pianeta, rimescolato le carte per la diffusione degli uomini e delle specie animali, e cambiato il rapporto dell'Uomo con le sue divinità e la sua Storia.

di Michele Manher (Seconda Parte)
vedi: Prima Parte

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Le tracce d'un impatto simile, se c'è stato, non possono essere scomparse; se ci sono, si devono trovare ancora da qualche parte. Forse, nei tracciati batimetrici dei fondali marini, sotto i ghiacci eterni del Polo Nord...
Si conclude il nostro excursus sulle catastrofi legate alle tradizioni sul Diluvio.

CONSIDERAZIONI DI ZICHICHI
Il prof. Antonino Zichichi, in un articolo apparso su Famiglia Cristiana del 1.12.2002, ha divulgato alcune considerazioni riguardo alla storia delle correnti calde oceaniche nell'Atlantico del Nord. Egli ha giustamente notato che la Groenlandia ha questo nome per il fatto che il conquistatore norvegese Erik il Rosso, quando raggiunse le coste di quella terra, poco prima dell'anno 1000 dell'Era Volgare, la chiamò Gran Land, cioè "Terra Verde", perché essa gli apparve di tale colore.
La Groenlandia infatti, 1000 anni fa, non era coperta dai ghiacci, e questo era certamente dovuto alla "corrente del Golfo", le cui calde acque tropicali arrivavano, a quel tempo, fino alle coste di quella grande isola, anziché a quelle dell'Inghilterra come avviene oggi.
Il prof. Zichichi sostiene quindi che, in un ipotetico futuro, sarebbe sufficiente una piccola deviazione di questa "corrente" per far riprecipitare tutto il Nord Europa in una nuova Era Glaciale, con i ghiacciai alpini talmente estesi da arrivare a ridosso della Pianura Padana.
La Groenlandia tuttavia, durante l'ultima Era Glaciale, era coperta anch'essa, come il Nord Europa, dai ghiacci. Ma il prof. Zichichi non cade in contraddizione perché sostiene che la "corrente del Golfo", a quell'epoca, non saliva su per l'Atlantico ma toccava le coste nordafricane.
Questo spiegherebbe perfettamente il fatto che il Sahara, molti millenni fa, fosse una terra verde, coperta di foreste e pascoli, con grandi fiumi e laghi.
Questo quadro, formalmente corretto dal punto di vista locale, appare tuttavia lacunoso ed insoddisfacente sulla più ampia scala planetaria.
È sicuramente vero, come sostiene il prof. Zichichi, che se la "corrente del Golfo" dovesse abbandonare le coste europee il nostro continente subirebbe un drammatico calo delle temperature, ma è altrettanto vero che non esiste alcuna evidenza scientifica sul fatto che l'ultima glaciazione abbia avuto come causa la mancanza della "corrente del Golfo" in Europa. Infatti anche tutto l'attuale Canada e buona parte del Nord America si trovavano a quell'epoca sotto uno spessore di ben 5 km di ghiacci, mentre dall'altro lato del pianeta la Siberia godeva invece d'un clima mite e temperato, completamente diverso da quello attuale.
Come tutti sanno, i mammut ritrovati in Siberia sono in "perfetto" stato di conservazione perché hanno subito un "istantaneo" processo di congelamento, come se in pochi istanti fossero passati, 12.000 anni fa, da una tranquilla estate ad un terribile inverno artico. Che questi pachidermi, del resto, vivessero a latitudini temperate è dimostrato dal fatto che scheletri d'interi loro branchi sono stati trovati in Messico.
C'è un altro dato, anche questo noto a tutti: grazie al fatto che il congelamento fu immediato, si sono conservati anche i visceri di questi animali. Ebbene, nello stomaco di alcuni esemplari è stata trovata l'erba, appena ingoiata e non ancora digerita, che cresce solo nelle praterie temperate.
La vegetazione della Siberia dunque, 12.000 anni fa, era quella che può crescere "soltanto" alle latitudini temperate nel periodo estivo e, per giustificare questo dato, non è possibile invocare alcuna "corrente del Golfo": e allora?
C'è dunque qualcosa che non quadra nella ricostruzione, ancorché parziale, del prof. Zichichi e non è difficile dimostrarlo, dal momento che due più due deve fare quattro per tutti. Non c'è nulla di più democratico, infatti, dell'evidenza scientifica.
Cominciamo allora a vedere se, oltre alla Siberia, anche in altre parti di quel mondo di 12.000 anni fa siano avvenuti spostamenti altrettanto drammatici di clima e fenomeni connessi.
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