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IL LEONE DI GIZA

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![[L’archeologa Katleen Kenyon - 34K .jpg]](am15f65p.jpg)

Cosa ci faceva un leone di pietra, e di quelle dimensioni per giunta, nella piana di Giza prima del Diluvio?
Sappiamo che nell’antichità leoni scolpiti nella pietra erano posti magicamente e simbolicamente a guardia delle città. Molti documenti sono giunti a noi in questo senso dal II millennio a.C., come possiamo vedere nella foto 21, che riguarda un leone di pietra ritrovato nella biblica città di Asor, in Israele; nella foto 22, dove vediamo la celebre "porta delle leonesse" di Micene; nella foto 23, dove vediamo i leoni posti all’ingresso della città di Hattusa, la capitale degli Ittiti in Turchia.
La città di Giza, in epoca antidiluviana, era un avamposto militare delle civiltà del Sahara, quando il Sahara era una terra fertile ed abitata. Il territorio orientale del Delta, in Egitto, è sempre stato nell’antichità un vero corridoio d’accesso, molto facile da percorrere per chi, venendo da Oriente, avesse voluto penetrare con scorrerie, o vere e proprie forze d’invasione, nei verdi pascoli di quelle terre.
Nel 2000 a.C. il faraone Amenemhat I fece costruire una storica muraglia (il "Muro del Principe", o semplicemente "Shur", "Muro", come viene chiamato varie volte nel primo libro della Bibbia) a difesa del territorio egiziano, come si può vedere nella foto 24.
Ma quando non c’era ancora il "Muro del Principe" la linea Maginot, se così si può dire, di quell’epoca era lo stesso Nilo e, immediatamente dopo, proprio al termine del corridoio d’accesso che portava dal Sinai al Nordafrica, l’avamposto di Giza. Che in quella lontanissima e perduta (nella nostra memoria) epoca ci fossero continue guerre è testimoniato da una gran quantità di dati, tra i quali ne cito uno sopra tutti: le fortificazioni straordinarie con cui era difesa, nel 10.000 a.C., la città di Gerico in Palestina. La foto 25 ci mostra una delle torri di questa antichissima città. La presenza dei turisti in visita, che vediamo nella foto, ci permette di capire quanto fossero alte quelle mura, e quale grado di capacità edilizia esistesse già in un’epoca che buona parte degli archeologi tende ancora a dipingere come un’epoca in cui l’uomo viveva in villaggi di cacciatori e/o raccoglitori, dediti ad una primitiva industria litica o al massimo alla realizzazione delle prime ceramiche.
La foto 26 ci fa vedere una panoramica degli scavi, che hanno rivelato al mondo la Gerico preistorica, e che furono condotti dall’archeologa Katleen Kenyon (foto 27) negli ormai lontani anni '50 del secolo scorso. Giza dunque si trovava in una posizione strategica di controllo delle vie commerciali e delle principali piste carovaniere, attraverso le quali circolavano gran quantità di merci da Oriente ad Occidente e viceversa. Queste piste, necessariamente, dovevano essere protette e difese da bande di predoni, non solo, ma gli stessi mercanti, quando arrivavano a destinazione con i loro prodotti, dovevano ben avere la certezza di poter tornare indietro vivi e ricompensati, altrimenti nessun commercio avrebbe mai potuto essere anche soltanto concepito.
Ma di questa storia ne parleremo nella seconda parte.

fine Prima Parte

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