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ALTRI GRAAL ANTICHI E MODERNI

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![[Calice di Valencia - 32K .jpg]](am14f81p.jpg)

Dopo una panoramica dei Graal italiani vediamo quali e quanti siano i Calici che diverse tradizioni tendono oggi ad identificare come i veri Graal:

- A Rennes le Chateau, nei Pirenei francesi, da ormai oltre tre decenni stuoli di studiosi ritengono possa essere conservato il sacro Graal insieme a documenti comprovanti una "discendenza diretta" da Cristo.

- Presso la cappella di Rosslyn, nei pressi di Edimburgo, il mistero del Graal e degli esuli templari sembra compenetrare ogni singolo anfratto. Nel pilastro conosciuto come la "Colonna dell’Apprendista" recentemente il Conte Sinclair ha rinvenuto una piccola coppa in pietra. Rilevamenti attraverso il georadar hanno altresì identificato, all’interno della colonna, una cavità che la leggenda vorrebbe custodisse il Sacro Graal.

- Rocco Zingaro di Sanferdinando (Gran Maestro dell’Ordine del Tempio di Gerusalemme) possiede un calice che afferma essere il "vero" Graal.

- "La coppa di Nanteos", narra la leggenda, venne rinvenuta la coppa di Glastonbury (la mitica Avalon delle saghe arturiane) e conservata per secoli dai monaci della medesima abbazia. Nei pressi della cattedrale si trova una collina, la Tor Hill (la "Collina di Tor") sul cui percorso si trova una sorgente naturale dalle proprietà curative. La leggenda vuole che in questo pozzo (chiamato "Chalice Well", il "Pozzo del Calice") Giuseppe di Arimatea gettasse il Sacro Graal per proteggerlo dalla malvagità umana.

- Presso il tempio zoroastriano Takht-I-Sulaiman, in Iran, sarebbe custodito il Graal. Tra le innumerevoli ipotesi proposte troviamo quella secondo cui Artù sarebbe stato in realtà un rappresentate dello zoroastrismo. Attraverso innumerevoli comparazioni diversi studiosi hanno evidenziato come il castello del Graal arturiano sia identico a Takht-I-Sulaiman il principale centro di culto per la religione zoroastriana.
Il collegamento viene effettuato anche con l’appellativo più importante che il Graal ha da sempre avuto, il "Fuoco Reale". È da ricordare come per Zoroastro il culto della fiamma fosse la base fondamentale per tutte le ritualità ovvero simbolo della conoscenza.

- Presso Montsegur, ultima roccaforte catara nei Pirenei, la tradizione vuole fosse custodito il sacro calice. Prima della sua definitiva disfatta, nel 1244, tre uomini sarebbero riusciti a fuggire dall’incursione dell’inquisizione mettendo in salvo il Graal.

- Nella Basilica di San Nicola di Bari, tradizione narra sia conservato il Santo Graal. La leggenda vuole che quando nel 1087 un gruppo di mercanti trasportò dalla Turchia le spoglie di San Nicola in realtà utilizzasse tale traslazione per coprire il trasporto, ben più segreto, del sacro calice di Cristo. Secondo alcune tradizioni i mercanti erano in realtà cavalieri pontifici mandati in missione segreta dal Papa Gregorio VII.

- Victoria Palmer, un anziana donna inglese, possiede un calice conosciuto come la "coppa di Hawstone Park". Lo studioso e scrittore Graham Philips ritiene possa trattarsi del vero Graal o, eventualmente, del calice utilizzato da Maria Maddalena per ungere il corpo di Gesù.

- Il "Calice di Valencia" è probabilmente il Graal più conosciuto in tutta la storia della cristianità. Conservato dalla "Confraternita del Sacro Calice" presso la Cattedrale di Valencia (Spagna) questo bacile attirò anche l’attenzione di Giovanni Paolo II che in ben due occasioni lo andò a venerare (caso unico rispetto a tutti gli altri). Il materiale, la datazione e la fattura sembrano verosimilmente risalire al I secolo d.C. (è da tener presente che la forma attuale del calice è frutto di manipolazioni successive) e a tutt’oggi viene identificato come il più probabile candidato per essere il Graal.
Recentemente lo scrittore austriaco Michael Hesemann ha scritto un libro su tale reliquia che, dopo lunghe analisi e verifiche, ritiene possa essere il vero Graal.

- Il "Calice di Ardagh" è stato spesso presentato con il vero Graal irlandese. Analisi recenti hanno dimostrato che in realtà risale all’VIII secolo d.C.

- Il "Calice di Tassilo" venne regalato da Tassilo e sua moglie Luitperga, nel 777 d.C. al Monastero di Kremsmunster, dove è ancora oggi preservato.
Nei secoli passati si ritenne potesse trattarsi del vero Graal ma è oggi unanimemente riconosciuta la sua tarda fattura ovvero un’origine probabilmente bizantina.

- Il "Sacro Catino" venne rinvenuta durante la prima crociata. Si tratta di un oggetto di vetro di chiara produzione romana collocato tra il II ed il I secolo d.C. Per la sua tarda realizzazione non è probabilmente un buon candidato come Graal, anche se diversi ricercatori tendono oggi vederlo come tale. Si tratta di un oggetto che faceva parte della produzione di massa per le suppellettili romane; questo dato giustifica in minima parte il suo possibile utilizzo da parte degli ebrei nel periodo di Cristo.

- Il "Graal di Agrati", apparve per la prima volta sulla copertina del libro "La leggenda del Santo Graal" (Oscar Mondadori, 1995) di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini. Difficilmente può essere identificato con il vero Graal.

- Presso l’isola di Oak Island, Canada, esistono un serie di tunnel sotterranei artificiali che sembrano sfidare le migliori tecnologie umane. Scoperto nel 1795 questo pozzo portò alla scoperta di interessanti manufatti oltre che chiari indizi di una sua realizzazione umana (non naturale come molti sostengono ancora oggi).
Studiosi come Peter Sora ("Il Tesoro perduto dei Templari", ed. Piemme 1999) ritengono che questa enorme serie di gallerie sotterranee possa conservare il Graal ivi portato da Templari fuggiaschi.

- La maestosità e l’imponenza di Castel del Monte da sempre fanno sognare studiosi e viaggiatori che vi si sono recati. Costruito da Federico II Hohenstaufen il maniero si costituì fin dal suo completamento come polo culturale ed esoterico. Diversi autori hanno ipotizzato che tra le mura, o in cripte segrete, possa essere conservato il sacro calice.

- Nel 1962 lo scrittore Gerard de Sede pubblica "Le Templier sont parmi nous" nel quale avanza l’ipotesi - per lui estremamente fondata - che l’ordine dei monaci guerrieri avesse sepolto il Graal, insieme ad altre reliquie e documenti, sotto il castello di Girsors. Tale tradizione vorrebbe che a seguito dei contatti tra i templari e la setta degli Hashishin (Assassini) questi ultimi avessero consegnato all’Ordine il Bafometto, misteriosa figura semidivina dalla natura ignota. Per alcuni il Bafometto non sarebbe altro che il Graal.
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