
QUEI CIRENEI CHE COLONIZZARONO IL PACIFICO...

Ho raccolto recentemente una storia per me nuova e molto intrigante: un viaggio che sarebbe stato affrontato da una flotta egiziana, con la ciurma composta di marinai cirenei (benghasini, diremmo noi oggi), sotto il comando del capitano Rata e di un navigatore di nome Maui, verso il 232 a.C., all’epoca del faraone alessandrino Tolomeo III, e dietro stimolo del grande scienziato Eratostene, al fine di compiere la circumnavigazione del globo terrestre.

di Alberto Arecchi

![[Modello d’ottone della Tanawa di Maui - 33K .jpg]](am14f35p.jpg)

Nel 232 a.C., il capitano Rata ed il navigatore Maui sarebbero partiti dall’Egitto con una flotta, su istruzioni di Eratostene, e Maui avrebbe lasciato la testimonianza di ciò, incisa sulle lontane rocce del Pacifico.
Si trattava di grandi navi, una vera e propria "missione di colonizzazione", destinata a viaggiare a lungo.
Come si usava all’epoca, quando raggiungevano una terra nella stagione della semina, i naviganti si stabilivano in quel luogo sino al raccolto successivo, in modo da vivere dei prodotti del suolo. Inoltre, essi lasciavano qua e là non soltanto tracce della propria cultura (linguistica e materiale), ma anche una traccia genetica, grazie a piccoli gruppi di navigatori che si fermavano in diversi luoghi.
Secondo coloro che sostengono tale tesi, la spedizione viaggiò verso Est, in una lunga serie di tappe, attraverso l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico, sino a raggiungere la costa americana, che non si riusciva a doppiare.
Quindi percorsero le coste americane da nord a sud, per 4000 miglia (circa 7000 km), probabilmente dalla Baja California (a Nord, alla latitudine del Tropico del Cancro), sino all’attuale Cile (33°S), alla ricerca d’un passaggio verso est che permettesse di proseguire il viaggio.
Vi è anche chi ha ipotizzato l’esistenza di un’antica carta, in cui appariva un passaggio navigabile nel Centro America, in corrispondenza dell’istmo del Darien, all’altezza del Lago di Managua. Un altro graffito in memoria della spedizione di Rata e Maui sarebbe stato ritrovato sulle alture circostanti Santiago del Cile.
Su quelle montagne, verso il 231 o 230 a.C., Maui avrebbe inciso in una grotta la memoria del proprio passaggio, per rivendicare all’Egitto il possesso delle coste dell’America che la sua spedizione aveva toccato.
Sembra quindi che la spedizione, non trovando un passaggio verso oriente, decidesse di ritornare ad ovest, verso l’isola di Pasqua. Qui un gruppo si sarebbe fermato, ed avrebbe costruito i Moai, mentre gli altri si diressero verso la Nuova Zelanda, dove ci sono i Maori (nome che può essere derivato da "Mauri, Mori", così come talune delle loro usanze, in particolare i tatuaggi sul volto e sul corpo).
Gli abitanti della Cirenaica erano rinomati come navigatori, ma la spedizione non ritornò mai in Egitto, a causa di diversi naufragi, uno dei quali occorse sull’isola di Pitcairn (resa celebre, molti secoli dopo, dall’ammutinamento del Bounty).
La spedizione capeggiata da Rata e da Maui, con lo scopo di circumnavigare il globo, naufragò infine sulle coste dell’Australia, dove gli ultimi superstiti si stabilirono; non avendo più ricevuto notizie, in Egitto tutti pensarono che ciò fosse imputabile al fatto che la Terra fosse piatta. Ciò provocò la caduta in disgrazia di Eratostene, che doveva aver promosso la spedizione, ed un radicale cambiamento nella visione cosmologica: da allora, per secoli, la teoria ufficiale sostenne che la Terra dovesse essere piatta.
Prove del tentativo di circumnavigazione sarebbero il ritrovamento in Australia ed in Cile di iscrizioni databili ad un periodo anteriore alla nascita di Cristo, con caratteri e lingua di chiara derivazione egiziana o - per meglio dire - libico-berbera, poiché tale era il gruppo etnico dei marinai, originari della Cirenaica.
In Polinesia la divinità del sole si chiama Ra, come in Egitto. Rata e Maui sono gli eroi primigeni nelle leggende di gran parte delle popolazioni della Polinesia.
All’udire tutto ciò, il primo impulso è stato quello di muovermi alla ricerca delle fonti, sulla base degli indizi riferiti, per identificare i tempi, le persone, i metodi, i modi della ricerca che avesse condotto a tali risultati storici.
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