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LA "CERCA" DELLA GIOVINEZZA TRA GLI ALCHIMISTI ANTICHI E...

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![[Aspetto geologico della Penisola del Sinai - 46K .jpg]](am13f71p.jpg)

La Ricerca del Graal, che abbiamo visto affondare le sue radici in tempi molto antichi ed essere associata alla regione del Sinai, si associa alla "Ricerca", in tempi successivi, operata dall'Alchimia, che, peraltro, sembra derivare anch'essa le sue radici storiche proprio dall'Antico Egitto.
Alcuni studiosi hanno ritenuto di associare il nome arabo dell'Egitto "Al Qemet" proprio con il termine "Alchimia".
Apparentemente gli Alchimisti sembravano cercare la Pietra Filosofale che tramutasse il Piombo in Oro. Tuttavia anche questa "scienza" sembra mirasse a trovare invece la sostanza che consentisse di prolungare la Vita Umana.
Fantasie? Certo!
Tuttavia Alexis Monteil ("Histoire des Francais des divers etats") riferisce che Nicholas Flamel, noto Alchimista del 14° secolo, fosse stato visto a ben 400 anni dalla sua "presunta" morte, vicino alla sua dimora, ancora vivo e vegeto, insieme alla moglie Perenelle. Quasi analoga sorte sembra essere toccata, secondo Genevieve Dubois, ad un altro noto, ma enigmatico Alchimista francese: Fulcanelli. Egli sarebbe stato visto a Siviglia nel 1952 alla "fresca età" di 113 anni, in buona salute.
Sia Flamel che Fulcanelli avrebbero raggiunto l'obbiettivo di prolungare alchemicamente la loro Vita usando forse elementi mono o di-atomici del gruppo del Platino, dalle proprietà di super-conduttori.
Tale sostanza mono o di-atomica, secondo Laurence Gardner ("Le misteriose origini dei Re del Graal"), sarebbe stata la responsabile di questo miracolo. Tale elemento sarebbe stato lo stesso che era presente in grande quantità a Serabit el Khadem, visto dall'Archeologo Flinders Petrie durante le sue prime esplorazioni del sito. Esso, probabilmente, era anche l'elemento che costituiva il "Pane dell'offerta" o "Pane della Luce" che troviamo raffigurato sia su Steli Votive dell'Antico Egitto presenti a Serabit el Khadem che altrove, sia nella Bibbia come offerta fatta da Ietro, sacerdote dei Madianiti, (il popolo di minatori e fabbri di stirpe semita che abitavano la zona di Serabit) e suocero di Mosè.
Il "Conseguimento dell'Opera" cioè l'ottenimento reale dell'"Elixir di lunga Vita" sarebbe stato, a quanto dice lui stesso, conseguito da Nicholas Flamel il 17 Gennaio 1382. Era forse questo "conseguimento" il segreto alchemico-iniziatico che si nascondeva sotto la epica frase "...Et in Arcadia ego"?
Il dipinto di Nicholas Poussin "I Pastori d'Arcadia" mostra un sepolcro chiuso presso cui alcuni pastori leggono la frase "...Et in Arcadia Ego". Nonostante il sepolcro sia ermeticamente chiuso, e quindi non si possa sapere nulla riguardo al suo contenuto, viene dato per "dimostrato" in modo "iniziatico" che il "sepolcro" era vuoto. Forse perché il suo "teorico" occupante aveva prolungato la sua vita?
Queste strane considerazioni sulla ricerca del Graal e sull'"Elixir di lunga Vita" e sulla data del 17 Gennaio consentono di spingerci a valutare sotto una chiave interpretativa diversa, una strana e complessa vicenda ricca di intrighi, di influenze politiche, di potere, di conoscenze segrete e misteriose trasmesse per via iniziatica.
A dispetto delle apparenze, infatti, l'intricata vicenda di Rennes-le-Chateau e dell'enigmatico Abate Sauniere, avvenuta tra la fine del 19° secolo e l'inizio del 20°, e già da qualche tempo connessa da molti ricercatori alla leggenda del Graal, lascia trapelare un legame che ha radici estremamente antiche e strettamente correlate con l'Antico Egitto.
Come lasciano trapelare Mariano Bizzarri e Francesco Scurria ("Sulle tracce del Graal"), i collegamenti tra la ricerca del Graal e gli avvenimenti di Rennes-le-Chateau partono da molto lontano nel tempo e nello spazio della Storia. Per i due autori infatti la Regina Hat-Shep-Sut ed il figliastro Tuthmosi 3°, appartenenti alla ormai nota e, per certi versi inquietante, 18a Dinastia, sono inaspettatamente depositari di eventi strani e misteriosi riguardanti ciò che sarebbe stato chiamato nei secoli futuri come "Graal". Essi ci dicono, tra l'altro, che (pagina 223) "(a Rennes les Bains, poco distante da Rennes le Chateau) Incisa sulla roccia da cui sgorga la sorgente della Maddalena, abbiamo trovato una croce ansata od Ankh. In Egitto veniva anche chiamata 'il Vivente', attestando quanto il suo simbolismo fosse strettamente intrecciato a quello della 'Vita' e della 'Resurrezione'. - J. Chevalier ed A. Gheerbrandt (Dizionario dei Simboli) - Chiunque possedeva la chiave geometrica dei misteri esoterici, il cui simbolo era la croce ansata, poteva aprire le porte del Mondo dei Morti... questa croce rappresenta il centro da cui emanano gli elisir di immortalità; afferrarla significa abbeverarsi a queste stesse fonti".
Inoltre Bizzarri e Scurria affermano che ci sarebbero strani collegamenti tra la Regina Hat-Shep-Sut, come abbiamo visto frequentemente presente nelle "strane" Steli di Serabit el Khadem che "prolungavano la vita" tramite l'Ankh, e l'intrigo di Rennes le Chateau.
Abbiamo infatti visto in precedenza sia le funzioni, che gli effetti dell'Ankh nelle Steli di Serabit el Khadem, unitamente alla frase esplicativa "il Fluido della Lunga Vita dietro di lui, (divenuto) Principe (come) Ra".
Il motto latino "Lapsit exillis" strettamente connesso al Graal, variamente interpretato da secoli, potrebbe essere solamente "Lapsit ex illis" = "Cadde da loro" riferito a quel gruppo di esseri divini dalla tecnologia aliena che vivevano nel Sinai, nei pressi di Serabit el Khadem?
La pietra verde con cui il Graal è stato spesso associato, era forse lo Smeraldo oppure il Turchese (il Fekat degli Antichi Egizi), o forse la Malachite (lo Shesmet degli Antichi Egizi), o forse quella sostanza che, una volta purificata, dava la polvere mono o di-atomica dalle incredibili possibilità, tra cui quella di prolungare la Vita, (il M-afkat degli Antichi Egizi)?
Quel che è certo è che la ricerca dell'Immortalità o, meglio, dell'"Elixir di Lunga Vita" ha attirato ed ammaliato generazioni di uomini da migliaia di anni a questa parte.
L'inizio di queste antichissime peregrinazioni, da Gilgamesh ai Cavalieri della Saga di Re Artù fino ai giorni nostri, cominciò forse proprio nella Penisola del Sinai.
Fu proprio quello strano ed intrigante luogo che risponde al nome di Serabit el Khadem a costituire il contemporaneamente il punto di partenza e di arrivo della nostra ricerca?
Un luogo per cui le espressioni "qui il tempo sembra essersi fermato" e "qui l'uomo diventava come Dio" sembrano essere quanto mai realistiche!
Dobbiamo forse partire anche noi in direzione della Penisola del Sinai per la "Cerca" della "Fonte della Vita eterna"?

fine Seconda Parte

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