
VALUTAZIONI SULL'IPOTESI ANATI-BARBIERO

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![[Aspetto geologico della Penisola del Sinai - 46K .jpg]](am13f71p.jpg)

L'Arca dell'Alleanza, la Tenda del Convegno e qualche importante arredo sacro spariscono dalla narrazione Biblica alla vigilia della Cattività Babilonese nel VI secolo a.C. Negli avvenimenti che seguono la distruzione di Gerusalemme, nel 586 a.C., con la deportazione del re ebraico Sedecia ad opera di Nabucodonosor, queste venerate "Reliquie" ed "Arredi" scompaiono infatti dal "Sancta Sanctorum" nel Tempio di Gerusalemme per non riapparire più. Il Profeta Geremia, secondo molti studiosi, era presente e sapeva qualcosa, od aveva assistito a qualche avvenimento che doveva rimanere per sempre segreto.
Certo è che gli Israeliti accettano la definitiva scomparsa dell'Arca con una invero "strana" tranquilla accettazione della gravissima perdita. Forse perché era stata detto che l'Arca era sta messo al sicuro, od "al sicuro" era sempre stata in una delle grotte del Sinai?
Questa sbalorditiva ipotesi è suggerita da Anati-Barbiero.
Emmanuel Anati e Flavio Barbiero, sostenuti dallo scrittore ed amico Valerio Massimo Manfredi che diede risonanza indiretta alle loro ipotesi nell'intrigante romanzo "Il Faraone delle sabbie", sostengono infatti una ipotesi assolutamente originale, ma pienamente possibile alla luce della "collazione" di alcuni passi dell'Antico Testamento.
Secondo i due autori alcuni oggetti sacri di estrema importanza per la religione ed il culto degli Israeliti sarebbero stati conservati, e forse lo sarebbero ancora, in un luogo nascosto della Penisola del Sinai. Alcuni ricercatori pensano infatti, anche se solo come ipotesi non confermata, che esisterebbero addirittura diverse copie dell'Arca dell'Alleanza: si parla di un esemplare originale e di quattro copie, fatte fare dagli stessi Israeliti e conservate in diversi luoghi. Un particolare Iuogo nella Penisola del Sinai potrebbe conservare, secondo Anati-Barbiero, addirittura l'Arca originale, la cui esatta ubicazione sarebbe tuttavia andata persa a seguito della Cattività Babilonese nel 6° secolo a.C.
Questi autori riferiscono che nella Bibbia in 2 Maccabei (2,4-8) viene detto: "Il profeta Geremia, ottenuto un responso, ordinò che lo seguissero con la Tenda e con l'Arca. Quando giunse presso il monte dove Mosè era salito ed aveva contemplato l'eredità di Dio, Geremia salì e trovò un vano a forma di caverna e là introdusse la Tenda, l'Arca, l'altare degli incensi e sbarrò l'ingresso. Alcuni del suo seguito tornarono poi per segnare la strada, ma non trovarono più il luogo. Geremia, avendolo saputo, li rimproverò dicendo: il luogo deve restare ignoto, finché Dio non avrà riunito la totalità del suo popolo e si sarà mostrato propizio. Allora il Signore mostrerà queste cose e si rivelerà la gloria del Signore e la nube, come appariva sopra Mosè, e come avvenne quando Salomone chiese che il luogo fosse solennemente santificato."
L'espressione "contemplò l'eredità di Dio" era stata usata in Esodo (15,17) per definire il Monte Horeb nel Sinai.
Questo riferimento al Monte Horeb non è poi l'unico. Infatti in 1 Re (19,8-13) leggiamo: "(Elia) camminò per quaranta giorni e quaranta notti, fino al monte di Dio, l'Horeb. Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte. Gli fu detto: Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore. Ecco, il Signore passò. Come l'udì Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna."
Questa espressione conferma inoltre l'episodio in cui Mosè, in Esodo (33,22), per nascondersi alla vista di Dio sul monte Horeb, si nascose in un "cavo nella roccia".
Spicca in questi tre brani biblici, distanziati cronologicamente tra loro di quasi 900 anni, la presenza di Caverne all'interno del Monte Horeb.
Sarà una combinazione ma le zone minerarie di Serabit e di Timna erano particolarmente ricche di grotte naturali e, più spesso, artificiali, erano quindi luogo ideale per queste Caverne. Inoltre, il nome arabo per indicare "Cripte" o "Luoghi sotterranei nascosti" è "Seradib".
È più che evidente la somiglianza fonetica di questo termine con Serabit el Khadem.
Anati-Barbiero continuano dicendo poi che vi sono riferimenti anche alla visita di Re Salomone sul Monte Horeb, come citata in 2 Maccabei.
Un dato di fatto è che l'Antico Testamento cita il Monte Horeb soltanto in Esodo ed in Deuteronomio.
I riferimenti successivi che compaiono speculari in 1 Re (8,9) ed in 2 Cronache (5,10) si riferiscono solo a rievocazioni del passato operato di Mosè, mentre la visita di Elia compare in 1 Re (19,8).
Concretamente si può dire che da "Deuteronomio" in poi il Monte Horeb scompare dalla Bibbia, mentre da Giosuè in poi compare il nome "Gabaon". Questo nome che significa "Città della Collina" è presente sia all'interno della Palestina, riferito agli Amorrei, popolazione di stirpe canaanea, che fuori di Israele, creando talora notevole ambiguità di comprensione negli studiosi della Bibbia. In Giosuè (10,41) leggiamo dell'estensione della vittoria militare di Giosuè: "Li sterminò da Kadesh-Barnea fino a Gaza, e tutta la regione di Goshen fino a Gabaon."
Kadesh-Barnea è il punto sud-orientale del confine tra il Sinai ed Israele, mentre Gaza è il punto nord-orientale.
La regione di Goshen è al confine con la regione orientale del Delta del Nilo, costituendo il confine nordoccidentale della regione del Sinai. Se ne deduce che Gabaon rappresenterebbe inevitabilmente il punto sudoccidentale della Penisola del Sinai.
Un altro punto interessante appare in 2 Samuele (2,24): "...la collina di Ammà, che è al limite di Ghiach, sulla via del deserto di Gabaon."
Il termine ebraico per "deserto", "midbar", è lo stesso usato in Esodo per descrivere i dintorni del monte Horeb.
In 1 Re (3,4) si legge inoltre: "(Salomone) andò a Gabaon per offrirvi sacrifici, perché ivi sorgeva la più grande altura". In 2 Cronache (1,3-5) abbiamo: "Poi Salomone si recò all'altura di Gabaon, perché là si trovava la tenda del convegno di Dio eretta da Mosè, servo di Dio, nel deserto."
Si potrebbe dedurre che la Tenda e l'Arca potevano stare sull'altura, ma allora ci voleva qualcuno che sorvegliasse questo luogo così importante?
Ed infatti c'era!
In 1 Cronache (21,29) leggiamo che: "La dimora del Signore, eretta da Mosè nel deserto, e l'altare dell'olocausto in quel tempo erano sull'altura in Gabaon, ma Davide non osava recarsi là a consultare Dio perché era molto spaventato di fronte alla spada dell'angelo del Signore." Questo timore di Davide fece sì che in 1 Cronache (16,39): "(Davide) incaricò della dimora del Signore che era sull'altura di Gabaon il sacerdote Zadok."
Secondo Anati-Barbiero la paura del "pio" Davide era dovuta all'increscioso sterminio, narrato in 1 Samuele (22,11-23), compiuto da Saul nei confronti del sacerdote Achimelek, figlio di Achitub, accusato di parteggiare per Davide. Lo sterminio fu compiuto ad opera di Doeg, il cui nome significa "preciso", definito come l'Idumeo, (nativo quindi dell'Idumea od Edom); Doeg era stato "killer" davvero "preciso", in quella circostanza, "di ben 85 uomini che portavano l'Efod di lino. Nob, poi, città dei sacerdoti, la passò a fil di spada."
Questa "Città dei Sacerdoti" poteva forse essere la "Bad.Gal.Din.Gir." = "Il luogo fortificato degli Dei", di cui parla Zecharia Sitchin a proposito della Penisola del Sinai, custodito dopo l'Esodo Biblico da un presidio fisso di "Sacerdoti di Jahvè"?
La notizia di questo massacro fu portata a Davide da Abiatar, l'unico superstite della carneficina.
Sarà una casualità, ma il massacro dei Sacerdoti viene compiuto da Doeg, un Idumeo, cioè un "abitante di Edom".
Fu scelto lui perché la Cittadella dei Sacerdoti di Achimlek era collocata in Edom/Idumea e Doeg la conosceva bene? Ma l'Edom del Sud era il Sinai centrosettentrionale?
Domande cui è difficile rispondere in modo conclusivo.
Se analizziamo il testo biblico vediamo come la città di "Nob" compare quasi soltanto in questo punto della Bibbia, e significa "Luogo in alto", praticamente lo stesso significato di "Gabaon" = "la città sulla Collina". Questo massacro sarebbe, secondo Anati-Barbiero, stato espiato con l'uccisione punitiva di sette figli di Saul. Davide li consegnò: "nelle mani dei gabaoniti che li appesero sul monte davanti a Jahvè".
Anati-Barbiero fanno opportunamente notare che, se intendiamo "Gabaoniti" come quella popolazione di stirpe canaanea, derivata dagli Amorrei, abbiamo che Davide avrebbe consegnato sette figli del Re Saul a dei nemici canaanei, già disprezzati da Giosuè (Giosuè 9).
Un fatto assurdo ed improponibile.
Mentre se valutiamo "Gabaoniti" come coloro che stavano a "Gabaon", così come a "Nob", tradotti rispettivamente come "Città della collina" o "Luogo in alto", abbiamo che i figli di Saul avrebbero espiato la colpa dell'omicidio di 85 sacerdoti di Jahvè, commesso da Doeg, l'Idumeo, praticamente davanti allo stesso Tempio della Divinità.
Secondo i due ricercatori italiani quindi, il nascondiglio segreto della Tenda e dell'Arca dell'Alleanza degli Ebrei erano in una cripta all'interno del Monte Horeb, nella Penisola del Sinai, in un luogo ben sorvegliato da un nucleo di "Sacerdoti di Jahvè", stanziati in una specie di cittadella. Il nome di questo insediamento e delle sue reali funzioni doveva restare il più possibile celato; infatti la Bibbia, comprensibilmente, fa di tutto per fornire informazioni ambigue o codificate a riguardo dei "Custodi dell'Arca" o dell'"Arca" stessa.
Alla luce della loro pluriennale esperienza di scavi archeologici nel sito di Har Karkom, nel Sinai nordorientale, Anati-Barbiero propendono per questa località come sede di questo santuario davvero sacro e, finora, rimasto inviolato.
Tuttavia ritengo che uno dei siti possibili per le "Cripte" segrete potrebbe essere proprio quello della zona di Serabit el Khadem. In questa area non mancavano sicuramente le grotte, sia naturali che artificiali, considerata l'intensa attività mineraria nella zona, fin da tempi molto remoti. Inoltre tutte le analisi da noi svolte sembrano porre l'accenno sulla arcana importanza e sul sacro mistero che circondava questo luogo da migliaia di anni.
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