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DA OANNES AI DOGON: ISTRUTTORI ALIENI?

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OANNES E IL MITO DEGLI "UOMINI PESCE" »
GLI OANNES »
IL MITO SUMERICO DEI SETTE SAGGI »
OANNES ED IL POPOLO ELETTO: ESISTONO DEI COLLEGAMENTI? »
COMPARAZIONI MITOLOGICHE »
DAGON, L'UOMO PESCE »


I Dogon sono una popolazione africana stanziata sull’altopiano di "Bandiagara" nella Repubblica del Mali.
Questa popolazione entrò in contatto col mondo occidentale dopo il 1920.
Nel 1931 gli antropologi francesi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen vi si stabilirono per diversi anni a studiarne la cultura e le tradizioni. Un vecchio sacerdote della tribù, Ogo Temmeli, fu colui che iniziò a rivelare i segreti detenuti per millenni dalla casta sacerdotale dei Dogon.
Essi parlavano dei Nommo, creature anfibie civilizzatrici provenienti dalla stella Sirio, e mostrarono a Griaule e alla Dieterlen di possedere precise nozioni riguardo a tale astro.
Nel 1950, la Dieterlen pubblicò i risultati dei loro studi nel libro "Le Renarde Pale", ma si dovrà aspettare fino al 1997 per vedere confermata nella mitologia Dogon una incredibile conoscenza astronomica. I Dogon erano infatti a conoscenza del fatto che Sirio è un sistema multiplo, con Sirio A, Sirio B e Sirio C.
Dimostrarono di sapere che Sirio B ruota attorno a Sirio A, la stella principale, con un’orbita ellittica e con un periodo di 50 anni. Inoltre, cosa più sconcertante, conoscevano l’esatta posizione di Sirio A all’interno dell’ellisse formato dalla rotazione di Sirio B attorno alla stella principale. Sirio B era chiamata "Po Tolo"; "Tolo" significa stella mentre "Po" è il nome di un cereale che ha la caratteristica di essere pesante nonostante le piccole dimensioni.
Sirio B, astronomicamente parlando, è infatti una nana bianca con una densità estremamente elevata.
I Dogon sostenevano che essa era composta da una sostanza "più pesante di tutto il ferro della Terra".
Ogo Temmeli rivelò anche che una seconda compagna di Sirio A accompagnava "Po Tolo", e il suo nome era "Emmeia", era quattro volte più leggera di "Po Tolo" ed orbitava attorno a Sirio A con un periodo di 6 anni. Il sistema di Sirio era quindi un sistema ternario.
Sirio B, la piccola nana bianca fu vista e fotografata solo nel 1970 mentre Sirio C è stata rilevata nel 1997 attraverso calcoli matematici sulla perturbazione delle orbite delle altre due stelle (12).
Chiaramente tali conoscenze detenute per millenni da un popolo tribale circa cognizioni che solo oggi possiamo e potremmo avere hanno sconcertato, e sconcertano, l’intera comunità antropologica mondiale.
La conoscenza dei Dogon non era limitata solo a Sirio.
Ogo Temmeli disegnava altresì il pianeta Saturno all’interno di un cerchio più grande (gli anelli), e sapeva che Giove possiede accanto a sé "quattro compagne" principali (le note lune galileiane). La Terra era raffigurata come una sfera e ne conoscevano il principio di rotazione sul proprio asse (assieme a quello degli agli altri pianeti). Sapevano che la Luna è "morta e disseccata", che l’Universo "è un’infinità di stelle e di vita intelligente" e che la Via Lattea, la nostra Galassia, ha un movimento a spirale cui partecipa anche il nostro Sole.
Tutto ciò oggi può, forse, apparire scontato in una civiltà che basa i suoi punti cardine sulla comunicazione di massa, ma è del tutto incredibile se si considera che solo alcuni secoli fa per noi occidentali la Terra era piatta. I Dogon però conoscevano già nel 1931, ma sicuramente molto prima, dettagli strutturali del sistema di Sirio che solo recentemente abbiamo acquisito e che questo popolo si era inspiegabilmente tramandato fin dall’inizio dei tempi (13).
Ma da dove provengono queste conoscenze?
Come abbiamo più volte visto attraverso Archeomisteri, un qualsiasi buon libro di storia antica potrebbe farci comprendere come molti popoli dell’antichità potevano ricavare profonde conoscenze astronomiche da osservazioni fatte ad occhio nudo. Ma Sirio B non è visibile ad occhio nudo, e meno ancora lo è Sirio C. Si potrebbe quindi ipotizzare che tutte queste nozioni sono la reminescenza culturale di un contatto avvenuto anticamente tra gli antenati dei Dogon e il mitico Oannes, che secondo alcuni (14) sarebbe stato né più né meno il primo emissario di una civiltà extraterrestre.
I Nommo furono per i Dogon non dei ma esseri semidivini, per metà uomini e metà pesci, che scesero dal cielo a bordo di una grande arca circolare, e che utilizzavano l’acqua per sopravvivere.
Inoltre, i Dogon facevano distinzione tra l’oggetto che atterrò sulla Terra e un’altra arca, che rimase invece in cielo e che potrebbe essere facilmente interpretabile come una "astronave-madre". Secondo la tradizione dei Dogon questi esseri, una volta discesi dal loro veicolo, avrebbero cercato per prima cosa dell’acqua per potersi immergere.
L’incontro con gli Otto Nommo non sarebbe però avvenuto nel deserto dove ora risiedono.
Teorie recenti identificano i Dogon come i discendenti di un popolo di origine mediterranea, i Garamanti, che giunsero sull’altopiano del Bandiagara tra il 1200 e il 1500 d.C. provenendo dalla Mesopotamia.
Nell’antichità i Dogon furono in contatto con le culture dell’Egitto e della Mesopotamia, e forse fu proprio qui che i Dogon appresero le loro sorprendenti conoscenze astronomiche.
Tirare le fila del discorso diventa ora una impresa veramente difficile.
Abbiamo detto come dalla Mesopotamia alla Cina, dal Sud-America all’Islanda (ove è altresì presente il mito di un dio-pesce civilizzatore), esista un filo comune che lega l’inizio della civiltà alla presenza di un essere dalle fattezze antropomorfe e di pesce. Oannes costituisce un unicum culturale/religioso che attraversa decine di popolazioni e di paesi in tutto il mondo antico.
È possibile ipotizzare che un possibile contatto di questi esseri con popolazioni indigene condusse ad uno "scambio culturale" tra due mondi e all’acquisizione, da parte dei Sumeri e degli Egizi, di conoscenze astronomiche e tecnologiche altrimenti inesplicabili?
Forse sì, come hanno espressamente affermato negli anni Sessanta i noti astronomi Carl Sagan, statunitense, e Iosif Shklovsky, giacché i dati che la storia ci presenta al riguardo sembrano in effetti essere quanto meno incontrovertibili in tal senso.

Note:
12. In quanto Sirio C è probabilmente una nana rossa di magnitudine 15, cioè migliaia di volte meno luminosa di Sirio A.
13. Ovviamente in forma simbolica e mitizzata.
14. Viste le incredibili conoscenze detenute da questa popolazione tale ipotesi è oggi più che mai accreditata.

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