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n° 13 Gen./Feb. 2004

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LA GEOLOGIA DI BOSTON

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BOSTON 1852: IL VASO GIUNTO DALL'IMPOSSIBILE »
IL VERO, IL FALSO, L’IMPOSSIBILE »

[Esemplare di "Archaeopteryx Siemensi" - 44K .jpg] [Il teschio del famoso "uomo di Piltdown" - 50K .jpg] [Zuccheriera in platino realizzata dal gioielliere di Luigi XVI M.E. Janety - 37K .jpg] [Il III° volume del Traité de Paleobotanique - 55K .jpg] ["Sphenophyllum kidstoni" e "Sphenophyllum laurae" - 35K .jpg] ["Sphenopteris goldenbergi" - 50K .jpg] [Varietà di "Sphenophyllum" - 59K .jpg] [Diagramma scala biologica - 40K .jpg]
 

Quanti altri mondi, dunque, sono esistiti su questa terra, prima del nostro? Quanti e "quanto" indietro nel tempo e quante volte l’Umanità avrebbe ricominciato daccapo il suo cammino?
Può il vaso di Dorchester essere la prova dell’esistenza di almeno uno di questi mondi perduti?
Ripeto, gli archeologi hanno la loro buona ragione a sospettare di quest’oggetto, dal momento che le modalità del suo ritrovamento sono prive di qualsiasi carattere di scientificità, sia per quanto riguarda le procedure di acquisizione del reperto che per le classificazioni relative al sito. Pur tuttavia questo oggetto esiste ed è d’una fattura tale che riesce impossibile pensare che un operaio (quello che l’ha visto per primo nel pietrame della roccia esplosa) possa esserselo fabbricato in casa. A parte l’artistico lavoro di cesello, la stessa lega metallica che lo compone è rimasta sempre sconosciuta e non si sa gran che di essa, a parte il fatto che assomiglia all’argento.
Pur essendo impossibile, per le ragioni già dette, stabilire oggi un legame certo ed evidente, dal punto di vista scientifico, tra questo vaso e la roccia che, frantumata dall’esplosione, ne avrebbe rivelato l’esistenza, è tuttavia necessario conoscere la natura e l’età di essa, perché è questa la "presunta scena del delitto".
La "Boston Society of Civil Engineers" svolse intorno al 1960 un’indagine stratigrafica sul suolo della città di Boston, poi pubblicata nel "Journal of the Boston Society of Civil Engineers", vol. 51, aprile 1964, n° 2, pp. 111-154. In questa relazione leggiamo che:

«il gruppo della baia di Boston è stato diviso in due formazioni da Emerson (1917) e La Forge (1932). Queste sono il conglomerato Roxbury e lo strato superiore Cambridge (Roxbury e Cambridge sono i nomi di due quartieri di Boston, N.d.A.). Il conglomerato Roxbury è stato diviso in tre membri che, dal più vecchio al più giovane, sono: il conglomerato Brookline, lo strato Dorchester e la tillite di Squantum (Brookline, Dorchester e Squantum sono altri quartieri di Boston, mentre la tillite è una roccia sedimentaria d’origine glaciale; N.d.A.). Billings (1929) riconobbe tre formazioni che, in ordine stratigrafico, lui chiamò conglomerato Roxbury, tillite di Squantum e argillite Cambridge.
La maggior parte dei geologi che hanno lavorato sul gruppo della baia di Boston hanno riconosciuto la sua tendenza a cambiare sia gradatamente che improvvisamente nelle caratteristiche litologiche. Recentemente Billings (con una comunicazione personale) ha chiaramente dimostrato l’interconnessione del conglomerato Roxbury con l’argillite Cambridge. In un certo senso, tutte le formazioni ed i membri fin qui menzionati sono puramente aspetti del gruppo della baia di Boston, che includono argillite, scisto argilloso, arenaria, conglomerato, tillite e melàfiro (roccia basaltica formatasi in un’età compresa tra il carbonifero superiore ed il triassico, N.d.A.). In aggiunta, le sequenze degli strati sono complicate nei siti dal diabase (roccia effusiva paleovulcanica simile alla diorite) e da estrusioni melafiriche.
Queste rocce sono completamente prive di fossili, con l’eccezione della parte superiore del conglomerato Roxbury che offre, malamente conservati, forme cilindriche e ceppi di radici o tronchi d’albero (Burr e Burke, 1899). In accordo col professor Elso Barghoorn (personale comunicazione) gli esemplari sono o "Callixylon" o "Cordaites", generi che si estendono entrambi in un periodo che va dal Devoniano superiore al Permiano.»

Poiché tra il Devoniano superiore ed il Permiano c’è il Carbonifero, abbiamo dunque l’evidenza che la roccia sedimentaria del conglomerato Roxbury s’è formata durante quella particolare era geologica, e cioè intorno ai 320 milioni di anni fa.
Ebbene la collina della "Meeting House Hill", situata nel quartiere di Dorchester Sud al confine con Dorchester Nord e Roxbury, e nella cui roccia sarebbe stato ritrovato il vaso, si trova in pieno conglomerato Roxbury. Quando il duro cemento siliceo contiene ciottoli arrotondati, la roccia risultante si chiama puddinga; se invece i ciottoli, nello stesso cemento, sono a spigoli vivi, allora abbiamo una breccia. La roccia puddinga è talmente dura che in Italia, in epoca medievale, sopra suoi affioramenti sono stati costruiti storici ed imponenti castelli, come nella celebre Predappio, in Emilia e Romagna, o a Vobbia, in provincia di Genova. A Boston, nei quartieri di Roxbury e Dorchester, i suoi clasti sono costituiti primariamente da quarzite, granodiorite, felsite e melàfiro. Tra questi clasti, inglobato anch’esso nel cemento siliceo della roccia, si sarebbe trovato il vaso di Dorchester.
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