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n° 13 Gen./Feb. 2004

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STREGHE DEL PASSATO

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[Il gesuita tedesco Friedrich Von Spee - 41K .jpg] [Strega e demone verso il Sabba - 54K .jpg]
 

La narrativa giovanile contemporanea include tuttavia altri modelli di Streghe oltre a quello tradizionalista negativo. Spesso si tratta d’adolescenti d’oggi che scoprono di possedere doti magiche, e talora si dibattono in una crisi d’identità tra il desiderio di accettarle e sfruttarle e il timore di venire escluse per la propria diversità.
Un bel romanzo è "La figlia della luna" di Margaret Mahy, forse la massima scrittrice neozelandese per ragazzi e ragazze. La storia è quella di una quattordicenne che attraverso l’incontro con una famiglia di Streghe apprende come usare le proprie facoltà per salvare il fratellino da uno Stregone, il personaggio che qui assume gli aspetti tenebrosi attribuiti alle personalità stregoniche.
E quattordicenne è anche la protagonista di "Strega a malincuore" dell’americana Jean Thesman, a disagio per i propri poteri magici, che poi invece le risulteranno preziosi per aiutare due amici che soffrono.
Ha invece 7 anni Fulvia, che in "Futuro s.p.a." di Cinzia Marotta gestisce le capacità paranormali ereditate dalla nonna per combattere contro una temibile Strega che vuole rapirla.
Ma la Strega letteraria che soprattutto ci interessa analizzare in questo contesto è quella che si confronta o coincide cronologicamente con la Stregoneria storica di cui abbiamo tracciato in apertura un rapido excursus: un’etichetta che comprese le figure più varie, da erboriste e ostetriche a ragazze ribelli, da anziane eccentriche a vittime di vendette personali o del caso, da disturbate psichiche a poverette improvvisatesi fattucchiere per racimolare soldi, fino a donne più consapevolmente orientate a conservare e perpetuare il loro legame con quei riti magico-pagani da cui l’imperante Cristianesimo le aveva allontanate. Procediamo, dunque, a una breve rassegna di alcuni libri editi in questa chiave nel nostro paese, presentandoli in ordine di uscita: tutti romanzi indirizzati alla fascia d’età delle medie inferiori, ma godibili anche da un pubblico adulto. (7)
1979. Nelle edizioni scolastiche di Bruno Mondadori esce il libro che possiamo considerare antesignano in Italia per la Stregoneria storica proposta narrativamente a ragazze e ragazzi: "Maja delle Streghe" di Giuliana Boldrini, la cui protagonista, una dodicenne italiana, rischia il rogo perché coinvolta nelle accuse di "stregheria" che sono state mosse alla sua madrina. Il testo è corredato da supporti documentari che attestano la plausibilità storica della vicenda.
1990. L’editore Panini pubblica "Ginepro, figlia della notte" dell’inglese Monica Furlong, che in una cornice dualistica - Streghe buone contro Streghe cattive - ci racconta l’apprendistato magico di una giovanissima principessa nella Cornovaglia medievale.
1992. Mondadori edita due indimenticabili opere: "Il rogo" di Melvin Burgess, autore inglese ormai celebre nella letteratura di settore, e "Le Sorelle della libertà" di Roger J. Green, inglese pure lui. Il primo romanzo - ambientato nell’Inghilterra del Seicento - narra di una bambina Strega che, mentre cerca di sfuggire agli artigli mortali dell’Inquisizione, apprende i segreti di un antico culto pagano a cui è legata la Stregoneria: quello del "Dio cornuto", che "non era affatto il Diavolo" - come credevano preti e fattucchiere - "ma un essere più antico del Dio dei cristiani, un Dio degli animali e dei campi". (8) "Le Sorelle della libertà" si svolge invece nel Derbyshire del 1802 e intreccia la storia di un’aspirante medica vittima di pregiudizi con quella di una comunità di donne che vive nella foresta seguendo una filosofia di vita ostile al patriarcato cristiano e così sintetizzata in un brano del libro: da lungo tempo l’armonia naturale è stata spezzata. Sono stati gli uomini a distruggerla, Sorella, non le donne. A poco a poco gli uomini hanno annientato le vecchie usanze.
Hanno costruito chiese sugli antichi siti [megalitici] e hanno detto che lì vivevano un dio uomo e suo figlio. Hanno chiamato "diavoli" gli antichi dei. E "streghe" le donne che ancora seguivano i costumi del passato. (9)
Green, peraltro, parla anche dell’uso di piante psicotrope da parte delle Streghe per ottenere stati alterati di coscienza, tema affrontato anche in "Athanor" di Roberto Denti (Mondadori, 1994), il cui protagonista - un ragazzino ungherese del Trecento - è figlio di un alchimista e nipote di una Strega; mentre la natura boschiva come privilegiato habitat delle Streghe torna nella trilogia dell’inglese Theresa Tomlinson "La Donna della Foresta", edita da Mondadori, in cui si rivisitano le accreditate ascendenze naturisticostregoniche del mito di Robin Hood.
Nel 1993 la casa editrice Thema propone con "Ippolita" di Silvia Torrealta un altro aspetto del genocidio delle Streghe: le donne giustiziate con l’accusa di pratiche magiche - in questi casi del tutto infondata - a causa della loro diversità di vita o temperamento, come appunto accade a Ippolita, ragazza bolognese del Seicento.
Questione che ricorre anche nel superbo volume "La Strega di Vallebuja", realizzato da un’accoppiata di impareggiabili artisti quali Bianca Pitzorno e l’illustratore Piero Ventura. Qui accusata di Stregoneria (siamo nel 1641) è una diciottenne toscana la cui stranezza è originata dall’aver vissuto per 10 anni in totale solitudine nel bosco dopo che la sua famiglia era stata decimata dalla peste.
Caterina, una volta scoperta, diventa il capro espiatorio di tutti i guai che avvengono nel suo paese, sia collettivi (grandinate) sia individuali (impotenza e malattie).
Arrestata, torturata e violentata in carcere Caterina sarà infine affogata in Arno, non essendoci legna sufficiente per poterne riservare al suo rogo senza provocare disagio pubblico.
Vittima dell’Inquisizione è anche la decenne tedesca Urschl, che nel 1672 viene graziata nel processo che ha coinvolto le donne della sua famiglia: nonna, mamma, zia, tutte bruciate sul rogo. Così come si salva un’altra decenne, l’ebrea Bettina, la cui nonna, ostetrica erborista, aveva subito il celebre processo inquisitoriale di Triora, paesino ligure, nel 1587. Due storie raccontate in "Cucciolo di Strega" della tedesca Therese Reichhart-Krenn (Fabbri, 1999) e in "Quando soffia il vento delle Streghe" di Vanna Cercenà (Fatatrac, 2002).
Nel 2001 è apparso in Italia, per le edizioni Buena Vista, un libro che costituisce un vero e proprio compendio di temi dedicati alla sacralità femminile: "La ragazza che toccò le nuvole" dell’americana Rita Murphy. Narra le vicende delle donne della famiglia Hansen che volano da generazioni, da quando cioè a fine Ottocento l’ava Louisa - di sangue zingaro e giunta in America dall’Albania - sorvolò l’oceano cercando i suoi cari, periti nel naufragio cui lei era scampata.
Volano trasmettendosi in linea femminile tale dono, che comunque tutte le donne possiedono: ma se ne sono scordate, mentre in casa Hansen la memoria è ancora intatta.
Siamo nell’ottobre 1998, ai margini di una cittadina del Vermont immersa in meravigliosi scenari naturali su cui le Hansen volano di notte, perché farlo di giorno è tabù.
La famiglia è composta da una nonna dispotica che impone regole e domina su tutte, da tre figlie di lei e dalla figlia di una di loro, Georgia. All’appello manca zia Carmen, figlia ribelle allontanata dalla matriarca e che ora ritorna. I tempi sono infatti maturi per far venire alla luce certi nodi segreti e questa rigenerazione familiare si consumerà nella notte in cui Georgia per il 16° compleanno è iniziata al volo in solitario, come da tradizione. La vicenda s’incentra tutta su questo rito di passaggio, nel corso del quale - tramite l’affermazione di sé e la scoperta della propria identità - la più giovane arrecherà emancipazione e libertà a tutte le donne Hansen.
Molti gli elementi che rimandano alla tradizione delle Streghe: il volo, il potere trasferito in linea femminile, il legame con la notte e gli elementi della natura, l’origine zingara. Inoltre Carmen usa le Rune e pare che sappia gettare incantesimi e la vecchia ricorda certi aspetti dell’archetipo "Strega Terribile" relazionato all’isolamento dal maschile e alla sterilità senile.
Ultimo ma primo per successo di vendite "Il viaggio della Strega bambina" dell’inglese Celia Rees, edito da Salani nel 2001. Il libro, splendidamente scritto, si presenta come gli appunti diaristici - dal 1659 al 1660 - dell’adolescente inglese Mary, che figlia e nipote di Streghe cerca di sfuggire all’Inquisizione imbarcandosi per Salem. Lì subirà i pregiudizi dei coloni puritani, dal cui mondo riuscirà però a evincersi inserendosi sempre più intimamente nella civiltà sciamanica - e in quanto tale affine alla Stregoneria - dei nativi nordamericani.
Altri particolari sulla vicenda di Mary si possono leggere nel seguito, "Se fossi una Strega", parimenti avvincente e pubblicato quest’anno sempre da Salani.
Le opere della Rees, in cui si allude palesemente al famoso processo collettivo di Salem che coinvolse numerose ragazze "invasate dal Demonio", introducono peraltro a un importante, ulteriore aspetto della Caccia alle Streghe: la sua esportazione nel "Nuovo Mondo" delle Americhe, dove - come si legge in un cospicuo saggio di Itala Vivan dedicato appunto alla "Caccia alle Streghe nell’America puritana" - l’immagine del Diavolo importata dall’Europa "non stentò a combaciare con la sagoma ‘paurosa’ del medicostregone e dello sciamano, i cui abiti e gesti vennero subito collocati nella sfera del diabolico": il negro e il pellerossa "incarnarono il 'Black Man', l’Uomo Nero, il Satana", assurgendo così al ruolo d’Avversario "del singolo e della collettività nella battaglia cosmica che contrappone bianco e nero", il divino e il diabolico. Tanto che "le corrispondenze fra le cerimonie e credenze dei pellirosse e l’universo del Satana cristiano, popolato di apparizioni, metamorfosi, prodigi e malefici, risultano chiaramente da tutti i documenti del Seicento americano". (10)
Questa panoramica, seppur sintetica, credo renda bene l’idea della ricchezza informativa che la narrativa contemporanea può offrire alle ragazze e ai ragazzi su un tema così complesso, quanto spesso frainteso, come quello della Stregoneria e della sua demonizzazione. Letture certamente più serie e utili di certi manuali da strapazzo rivolti alle giovanissime, che creano una fuorviante identificazione dei culti stregonici con gli incantesimi da fattucchieria. E - lo si è detto - piacevoli anche per le persone adulte e preziosi per chiunque abbia interesse ad approfondire i temi della Stregoneria storica anche da questa speciale prospettiva letteraria.

Note:
7. Alcuni dei libri citati sono stati da me recensiti sul trimestrale d’informazione bibliografica "LiBeR", edito da Idest di Campi Bisenzio.
8. Ivi, p. 113.
9. Roger J. Green, "Le Sorelle della libertà", p. 46.
10. Citazioni da p. 13, 51-53. Su questo tema vedi anche "La traversata delle Streghe nei nomi e nei luoghi" di Luciano Parinetto, in: "Sante, medichesse e Streghe nell’arco alpino", Atti dell’omonimo Convegno svoltosi presso l’Università Popolare Val Camonica-Sebino i giorni 24-25 aprile 1993 (edizioni Praxis 3, 1994).

Selene Ballerini, giornalista, ricercatrice dell’associazione "Akkademia Pansophica", partecipe di "Progetto Elissa" per lo studio delle tradizioni sibilline, sceneggiatrice della pièce teatrale Crezia su un caso di Stregoneria del XVI secolo e autrice del libro "Il Corpo della Dea", si occupa da anni di Sacralità femminile e - in campo professionale - di letteratura rivolta all’infanzia e all’adolescenza.

Bibliografia
- Giuliana Boldrini, "Maja delle Streghe", Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1979.
- Giuseppe Bonomo, "Caccia alle streghe. La credenza nelle streghe dal secolo XIII al XIX con particolare riferimento all’Italia", Palumbo, 1971.
- Melvin Burgess, "Il rogo", Mondadori, 1992.
- Vanna Cercenà, "Quando soffia il vento delle Streghe", Fatatrac, 2002.
- Roald Dahl, "Le streghe", Salani, 1987.
- Roberto Denti, "Athanor", Mondadori, 1994.
- Pinuccia Di Gesaro, "Streghe. L’ossessione del diavolo, il repertorio dei malefizi, la repressione (1988) e I giochi delle streghe. Stregonerie confessate nei processi del Cinque e Seicento e convalidate dai massimi demonologi" (1995), Praxis 3.
- Monica Furlong, "Ginepro, figlia della notte", Panini, 1990.
- Roger J. Green, "Le Sorelle della libertà", Mondadori, 1992.
- Margaret Mahy, "La figlia della luna", Mondadori, 1990.
- Cinzia Marotta, "Futuro s.p.a.", Mondadori, 1994.
- Bianca Pitzorno & Piero Ventura, "La Strega di Vallebuja", Cartacanta, 2000.
- Celia Rees, "Il viaggio della Strega bambina" (2001) e "Se fossi una Strega" (2003), Salani.
- Therese Reichhart-Krenn, "Cucciolo di Strega", Fabbri, 1999.
- Jean Thesman, "Strega a malincuore", Mondadori, 1999.
- Theresa Tomlinson, "La Donna della Foresta" (1995) e "La Regina di Maggio" (2000), Mondadori.
- Silvia Torrealta, "Ippolita", Thema, 1993.
- Fabio Troncarelli, "Le streghe", Newton Compton, 1992 (2a edizione).
- Itala Vivan, "Caccia alle Streghe nell’America puritana", Rizzoli, 1972.


									

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