
I CAMBIAMENTI CLIMATICI E GEOLOGICI DEL SECONDO MILLENNIO a.C.

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Secondo Platone, i sacerdoti di Sais avevano raccontato a Solone che grandi siccità, mai viste prima, avevano calcinato la terra intera, immensi incendi avevano imperversato sulle contrade e distrutto le foreste, fulmini erano caduti dal cielo, terremoti avevano scosso il pianeta, provocando grandi e considerevoli distruzioni, disseccando sorgenti e fiumi. Alle siccità sarebbero sopravvenute le inondazioni ed enormi trombe d’acqua si sarebbero riversate sulla terra, inghiottendo - tra l’altro - l’isola degli Atlanti.
Quei cataclismi sembravano segnare una fase di transizione, il passaggio da un periodo con un clima più caldo ad un’altra fase, con condizioni di vita più dure.
Corrispondono tali descrizioni a mutamenti climatici che potrebbero essere realmente avvenuti nel secolo XIII a.C.?
Secondo altri documenti contemporanei (le iscrizioni egizie del tempio funerario di Ramses III, a Medinet Habu, l’Esodo biblico), le catastrofi descritte avvennero veramente.
Fu proprio verso il secolo XIII a.C. che la Libia (Nordafrica) conobbe il culmine di una grande fase di desertificazione.
Un’iscrizione di Karnak precisa: "I Libici vengono in Egitto per cercare di sopravvivere". Anche il mito di Fetonte può ricordare una serie di drammatiche siccità che colpì il Mediterraneo, "all’origine della storia dei Greci".
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