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n° 13 Gen./Feb. 2004

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OANNES E IL MITO DEGLI "UOMINI-PESCE" (1)

Approfondendo una diffusa tradizione ancestrale. Istruttori alieni nell’antichità?
 


di Enrico Baccarini

[Raffigurazione tardo medievale di Oannes - 26K .jpg] [Antica raffigurazione del Dio sumerico/babilonese Oannes - 31K .jpg] [Oannes vicino ad un disco solare alato - 28K .jpg] [Bacino cerimoniale babilonese con evidenti due Oannes - 31K .jpg] [Rappresentazione di due "Sacerdoti" di Oannes mentre effettuano un rito - 30K .jpg] [Oannes sovrastato "dall’uovo cosmico" - 27K .jpg] [Golfo Persico ove Oannes sarebbe ammarato - 28K .jpg] [Dei indiani con fattezze di pesce - 32K .jpg] [Derceto, il dio filisteo dalle fattezze di pesce - 26K .jpg] [Fu Hsi, un essere metà uomo e metà pesce - 26K .jpg] [Sacerdote di Oannes con il tipico copricapo pisciforme e "Mitra" cristiana - 42K .jpg] [Rappresentazione grafica del periodo di rivoluzione della stella Sirio B rispetto a Sirio A - 14K .jpg] [Tipico copricapo da cerimonia Dogon - 29K .jpg]
 

Agli albori dell’umanità, nella culla della civiltà, l’uomo sviluppò un mito che si sarebbe connaturato profondamente nella cultura e nella tradizione dei millenni successivi.
La discesa dal cielo di un essere divino, dalle fattezze antropomorfe ma anche di pesce, venuto per insegnare le arti e le scienze e apportatore di conoscenze e di insegnamenti che le tradizioni e gli antichi miti vorrebbero essere alla base dell’iniziale sviluppo dell’umanità.

"Oannes, Oanne(s), Oen, Oes, mostro metà uomo e metà pesce, venuto dal mare Eritreo, ed uscito dall’uovo primitivo, dal quale erano stati tratti tutti gli altri enti, comparve - dice Beroso - presso un luogo vicino a Babilonia. Egli aveva due teste; quella d’uomo era situata sotto quella di pesce. Alla sua coda erano uniti due piedi d’uomo del quale aveva la voce e la parola. Questo mostro stava fra gli uomini senza mangiare, dava loro la cognizione delle lettere e delle scienze, insegnava loro ad esercitare le arti, ad innalzare templi, edificare città, ad istituire delle leggi, e a fissare i limiti dei campi con sicure regole, a seminare, e a raccogliere i grani ed i frutti; in una parola, tutto ciò che raddolcire i loro costumi poteva contribuire. Al tramontar del Sole, ei ritiravasi nel mare e sotto le acque passava la notte. Ne comparvero in seguito altri simili a lui: e Beroso aveva promesso di rilevare questo mistero, ma nulla ne è rimasto. Oannes, Oes, dicono gli eruditi, in siriaco significa ‘straniero’. Così questa favola ci insegna che giunse un tempo per mare uno straniero il quale diede ai Caldei alcuni principi d’incivilimento. Esso era forse dalla testa alle piante coperto di pelli di pesce, e rientrava tutte le sere nel suo ‘vascello’, su cui si nutriva senza esser veduto da alcuno […]" (2).

Così il "Dizionario Storico-Mitologico di tutti i Popoli del Mondo", edito nel 1824, ci descrive l’enigmatica figura di Oannes il mitico dio sumerico dalle fattezze antropomorfe e di pesce. Disceso dal cielo attraverso un "uovo cosmico" questo dio avrebbe fatto le sue prime apparizioni tra il 3.000 ed il 4.000 a.C. (se non prima) segnando profondamente la cultura e la coscienza degli antichi popoli del subcontinente arabico.
Fin dall’antichità le remote saghe babilonesi e sumeriche ci hanno lasciato evidenti tracce della presenza di questo mito testimoniandoci altresì la sua esistenza in bassorilievi ed incisioni.
Nel 275 a.C. lo storico babilonese Beroso, nella sua "opera maxima" sulle antiche tradizioni e civiltà del subcontinente arabico, affronterà nuovamente l’argomento lasciandoci ulteriori dettagli, ma allo stesso tempo maggiori domande, sulla reale presenza di questo essere divino. La sua opera, anticamente costituita da tre libri, è giunta fino a noi solo attraverso poche citazioni o frammenti risparmiati dal tempo.
Nelle sue trattazioni Beroso racconta come la discesa di questo strano essere non fosse stata l’unica della storia mesopotamica poiché sarebbero stati ben dieci gli esseri divini che discesero sulla Terra per aiutare l’uomo.
Ma chi o che cosa era realmente questo essere dalle fattezze antropomorfe? Forse l’archeologia ufficiale ci potrebbe rispondere che si tratta di un mito, probabilmente di derivazione eziologica, creato per giustificare lo sviluppo di alcuni popoli e forse anche l’esistenza di una antica casta sacerdotale allora esistente. Ma questa spiegazione risponde a tutte le nostre domande? L’unica risposta per noi è "No!".
Una risposta negativa non tanto per quello che potrebbe essere realmente un mito, abbellitosi ed ampliatosi nel corso dei secoli, quanto per l’enorme quantità di descrizioni totalmente sui generis che ci presentano questo essere non tanto come uno dei tanti dei del passato ma come il dio che avrebbe dato la scintilla della conoscenza all’uomo.
Esistono molti miti simili nelle più disparate religioni di tutto il mondo, ma il mito di Oannes possiede delle basi ed una serie di dati documentali totalmente unici nel suo genere. Questo mito inoltre percorre, e allo stesso tempo precorre, tutta la storia dell’umanità localizzandosi principalmente in quelle che furono "le culle" della civiltà moderna (3).

Note:
1. Presentato al "4° Simposio Mondiale sulle Origini Perdute della Civiltà e gli Anacronismi Storico-Archeologici", San Marino - 8 Novembre 2003, relazione di Enrico Baccarini.
2. "Dizionario Storico-Mitologico di tutti i Popoli del Mondo", di G. Pozzoli, F. Romani e A. Peracchi - Livorno, Stamperia Vignozzi 1824.
3. Dall’India, alla Cina, al Sud-America, al nord Europa fino ad arrivare nell’antica mesopotamia.
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