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LE "STRANE" STELI EGIZIE DI SERABIT EL KHADEM

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Esaminando le Steli Egizie provenienti da Serabit possiamo scoprire particolari interessanti ed insoliti.
Nella Stele del Tesoriere Sobek-Hotep, tratta da Jaroslav Cerny ("Inscriptions of Sinai"), vediamo il funzionario che offre un "Pane conico" ad Hathor, mentre il Faraone Amen-em-hat 1° (Maat-n-Ra) tiene in mano uno strano "scettro" portogli da Hathor. Il Faraone se lo dirige verso gli occhi dal basso verso l'alto con una inclinazione di circa 15°, ad una distanza di 10-15 centimetri. Questo scettro o bastone appare veramente inconsueto per l'iconografia egizia.
Si tratta infatti di uno scettro "Uas" su cui è innestato obliquamente, proprio come una baionetta, l'Ankh, il Simbolo della vita eterna.
L'evento iconografico è strano:
- L'Ankh innestato sulla punta dello scettro Uas non compare praticamente mai in steli ed iscrizioni egizie.
- L'Ankh, attributo quasi esclusivo degli Dei, può talora essere impugnato dal Faraone soltanto sotto lo stretto controllo della Divinità, titolare del simbolo della Vita Eterna, che tiene per mano il Sovrano.
- Lo scettro Uas invece è di esclusivo appannaggio della Divinità, di cui rappresenta un segno distintivo e di riconoscimento. Eppure la Dea Hathor lo porge al Faraone che lo impugna e lo rivolge verso la propria testa, in corrispondenza degli occhi!
Ma questo non è un evento unico a Serabit. Sempre nello stesso "Inscriptions of Sinai" di Cerny troviamo rappresentata una Stele, appartenente allo scriba Nakht. In essa vediamo raffigurati Hat-Shep-Sut che offre il "pane conico" a Shu, mentre il giovane Tuhmosi 3° (a sinistra) fa un'offerta a Hathor.
In questa stele, risalente all'anno 20 del regno di Hatshep-Sut, vediamo che Hathor viene descritta come: "Signora del Mafkat, amata" ("Neb.t m-afkat meri" in geroglifico); a Shu viene invece detto: "Porta nel cielo, Shu, figlio di Ra, amato" ("pet Shu sa Ra meri").
Vediamo che Shu porge alla regina nuovamente lo scettro Uas con l'Ankh innestato a baionetta sul suo apice, indirizzato a circa 15-20 centimetri dagli occhi di Hat-Shep-Sut, sempre dal basso verso l'alto. Ma il particolare più interessante è che la Regina impugna l'Ankh senza essere toccata dal Dio Shu. Era forse divenuta uguale agli Dei?
In una Stele di Amen-Hotep 3°, risalente al 36° anno di regno, durante la sua permanenza a Serabit per motivi di salute, viene rappresentato Sopdu, definito dalla legenda come "Grande Dio del Paese dell'Est", che riceve l'offerta di "Pane conico" e che è posto sullo stesso piedistallo di Hathor, a sua volta appellata nuovamente "Signora del Mafkat".
Come si può correlare l'"Ankh+lo scettro Uas" con il possibile effetto sul Faraone?
La risposta ci giunge da una Stele del Faraone Amenem-Hat 3° (Maat-n-Ra) sempre rinvenuta a Serabit.
Sul lato destro vediamo Hathor, accompagnata dalla nota legenda "Signora del Mafkat, amata", che porge l'ormai conosciuto scettro Uas+Ankh al Faraone, che, a sua volta, se lo posiziona all'altezza degli occhi. Dietro al Faraone Maat-n-Ra troviamo una scritta esplicativa, peraltro molto frequente nella iconografia faraonica, che dice: "Il fluido della Vita (eterna) dietro di lui" (Sa Ankh Ha-f).
Tale dicitura è altresì presente sempre a Serabit in una Stele datata all'Anno 25 di Tuthmosi 3°, dove è raffigurato il Re mentre fa la consueta offerta ad Hathor, mentre alle sue spalle è presente un Principe Ereditario-Nomarca che impugna una davvero insolita bacchetta.
Subito dietro il Faraone troviamo una legenda che afferma: "Il Fluido della Vita (eterna) dietro di lui; Signore come Ra" ("Sa Ankh Ha-f Neb mi Ra").
Il termine egizio "Sa" corrisponde alla "corda unica con nodi" e richiama il simbolo ornamentale della "corda con i nodi" usualmente presente nella tradizione della Massoneria, erede di conoscenze antichissime, presumibilmente proprio egizie.
Ma la dicitura "fluido della Vita (eterna) dietro di lui", insieme al tema della "corda" e dei "nodi", propone il tema dell'energia che scorre nella parte posteriore del nostro corpo, connessa alla Midollo Spinale contenuto nella Colonna Vertebrale.
Tale energia era conosciuta nei paesi dell'Oriente come "Energia Kundalini" od energia del serpente arrotolato che, dalla regione del plesso sacrale, sale fino alla testa.
Ma il tema dei "nodi" e della "corda" è altresì presente sia nella filosofia dei Chakra, o "Ruote di Luce" che nello Shiatsu. In queste discipline troviamo infatti delle linee o meridiani (corda) e dei centri di smistamento dell'energia vitale (nodi) che influenzano centri superiori ed inferiori del nostro corpo. Gli Antichi Egizi erano quindi a conoscenza dell'attività motoria e sensitiva del Midollo Spinale contenuto nella Colonna Vertebrale che regola le attività del nostro corpo? Queste nozioni erano state apprese dagli stessi "Dei" che le avevano date ai popoli dell'Oriente?
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