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n° 11 Set./Ott. 2003

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GLI HA(U)NEBU

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Ritornando nell’Antico Egitto esaminiamo ora lo Zodiaco Rettangolare di Denderah, dove troviamo, proprio sotto la rappresentazione dell’ormai consueta Costellazione del Toro, una figura di Divinità antropomorfa, posta a bordo di una "Barca" celeste rituale, che reca un insolito copricapo fatto a "Ciuffo di Papiro".
Tale Divinità dello Zodiaco è correlata in modo significativo al nome di un popolo, attualmente dimenticato, che ha caratterizzato per migliaia di anni la storia non solo dell’Egitto, ma del Mondo intero: gli Ha(u)nebu.
Nella lingua geroglifica il nome Ha(u)nebu appare infatti costituto: dal "Ciuffo di Papiro" che ha il valore fonetico di "Ha" ed una serie di significati, molti dei quali connessi con l’Acqua, ("abitatore della terra Ha Neb-u allagata", "pioggia", "diluvio", "inondazione"); e dal triplo simbolo del "Cestino" che significa "Signori".

I geroglifici del nome Ha(u)nebu

Il nome "Ha(u)nebu" avrebbe così il significato di "Signori della Terra allagata".
Secondo la ricercatrice Monica Bontty, questo nome compare 160 volte nell’intero patrimonio culturale e letterario dell’Antico Egitto. Esso è connesso al "Dominio del Faraone su tutto l’Universo" riferendosi a "tutto ciò che è situato oltre". Viene così suggerita una generica collocazione geografica molto lontana dall’Egitto.
Questo nome compare nei Testi delle Piramidi, presenti all’interno delle Piramidi dei Faraoni della 5a e della 6a Dinastia, ma la cui origine, come ammettono gli stessi Egittologi, è molto più antica, forse di Mille anni. Sono presenti infatti all’interno della Piramide di Teti (formula 275); in quella di Pepi I (formula 28); in quella di Merenra (formule 38 e 142).
Ma è soprattutto in quella di Pepi II e di Teti, Pepi I, Merenra che troviamo interessanti e sbalorditivi riferimenti.

Gli Ha(u)nebu nei Testi delle Piramidi

Infatti, se è presente in forma "standard" (formule 68 e 930), il nome Ha(u)nebu.t è accompagnato dal Piramide di Pepi II determinativo di "Isola" (formula 648), da quello di "Cielo" (formula 98), da quello di "Divinità" (Brugsch, "Thesaurus Inscriptionum Aegyptiacarum", 943).
Inoltre, come abbiamo visto Determinativo di "Isola", Determinativo di "Cielo" poc’anzi, la parte del "Cielo" correlato a queste "Divinità", nello Zodiaco Rettangolare di Denderah, era identificata con la Costellazione del Toro. Abbiamo così chiare connessioni tra gli "Abitatori" Determinativo di "Divinità della Terra allagata" (gli Ha(u)nebu) ed una "Isola", logicamente circondata da una distesa di Acqua, il "Cielo" e le "Divinità legate al Toro".
Ma vediamo nel dettaglio come si esprimono i Testi delle Piramidi riguardo gli Ha(u)nebu:
  • (Formula 265-266) "Io arrivo dentro l’'Isola di Fuoco', Io ho messo il Giusto al posto dell’Errato, sono rispettoso dei vestiti di lino che gli Urei custodivano durante la notte del grande Diluvio che arrivò dal Cielo."
  • (Formula 388) "Ho allagato la Terra che proveniva dal Lago, ho strappato via la pianta di papiro."
  • (Formula 397) "Il Re è il Toro Celeste che ... si nutre delle loro viscere, persino di coloro che provengono, con i loro corpi pieni di magia, dall’'Isola del Fuoco'."
  • (Formula 628-629): "Sei completo e grande nel tuo nome di 'Muro dei Laghi Amari'... Sei grande e rotondo nel tuo nome di 'Shin Wr' = (Oceano), sei circolare e rotondo come il cerchio che circonda gli Haunebu."
  • (Formula 1631): "Possa tu racchiudere tutto nel tuo abbraccio di 'Colui che circonda quelli dell’Isola'."
  • (Formula 2173) "Il Faraone sarà trasportato dalle Stelle Infaticabili per dare un ordine alle Stelle Intramontabili, il Re sarà trasportato nel Cielo come un Abitatore della terra allagata."
Una correlazione tra gli Haunebu, l’Isola, il Cielo, la "Ta Nether" = "Terra Sacra" dei "Pigmei della Danza del Dio", corrispondente al Mitico Punt degli Antichi Egizi, la troviamo poi con le inquietanti Formule 1188-1189: "Io sono stato giudicato Giusto in questa 'Isola della Terra' (come Pianeta), alla quale sono arrivato dopo aver nuotato, che è situata tra le cosce della Dea Nut. Io sono quel pigmeo 'della danza divina', che allieta il Dio di fronte al suo grande trono."
A proposito del viaggio celeste del Faraone, leggiamo infine: "Il Faraone scende nella barca come Ra, sulle sponde del Lago Tortuoso. Il Re spinge sui remi della 'Barca Hanebu'."
Dall’analisi di questi antichissimi Testi emerge che gli Ha(u)nebu, gli "abitatori della Terra allagata" erano:
  • in possesso di capacità psico-fisiologiche notevoli ("i loro corpi pieni di magia");
  • associati al "Toro del Cielo", visto che essere tra "le cosce della Dea Nut" è uguale al "Nut Khet" = "Ventre (Utero) della Dea Nut" che corrisponde al riquadro con le Stelle a "Goccia" che avevamo visto, nel Soffitto della Tomba di Sen-en-Mut, essere correlato alla Costellazione del Toro;
  • connessi ad una "Isola di Fuoco" (vulcanica) che era posta nell’Oceano ("Shin Wr" = Grande Cerchio);
  • collegati con il Diluvio Universale, di cui serbano il "religioso" ricordo;
  • messi in correlazioni con la mitica "Terra di Punt", dove si trovavano i "Pigmei della Danza Divina", richiestissimi artefici di una ritualità divina che affondava le sue radici nell’Egitto Pre-Dinastico. Questi Pigmei erano legati geo-storicamente all’Africa Equatoriale, che, in passato, era abitata dagli Etiopi. In effetti "Pigmeo" in Geroglifico si dice "D" "N" "G", mentre in Amharico, la lingua antica degli Etiopi, viene chiamato "Denk".
  • usavano forse un mezzo di Trasporto Celeste che si chiamava "Barca Hanebu". (Curiosamente diverse migliaia di anni dopo la compilazione dei Testi delle Piramidi ritroveremo un inconsueto "mezzo di trasporto aereo" che porterà lo stesso nome!).
Questa serie articolata di informazioni fa convergere le nostre ricerche in un’unica direzione: Atlantide!
Tuttavia occorre dire che già ai Tempi, estremamente antichi, dei Testi delle Piramidi, Atlantide e gli Ha(u)nebu erano scomparsi da alcune migliaia di anni! Ma i sopravvissuti allo sprofondamento dell’arcipelago di Atlantide ("la Terra allagata") avevano iniziato un’opera di colonizzazione in tempi successivi dei territori posti ad Est ed ad Ovest dell’Isola Madre.
Essi conservavano ancora il ricordo, anche se sempre più confuso, dei loro progenitori. Ennesima prova di ciò la ritroviamo nelle Testimonianze dell’Antico Egitto.
Nel Nuovo Regno infatti troviamo che il nome di Ha(u)nebu, legato ai loro eredi, diviene geograficamente esistente e "reale". Acquisisce infatti sia il determinativo di "Paese Straniero", sia il determinativo di "Bastone piegato", tipico dei nemici, confinanti dell’Egitto.

Gli Ha(u)nebu "storici"

Nel Tempio di Horus ad Edfu, completato in periodo Tolemaico, ma sulla base di un progetto originario estremamenteantico e che contiene riferimenti ai mitici "Shemsu-Hor", leggiamo che "Ha(u)nebu è il nome delle Isole dello 'Shin Wr' = (Grande Oceano), e delle Terre del Nord vivificate dall’Acqua delle sorgenti." dell’Isola di Philae (la "Pilak" egizia) troviamo un’iscrizione che dice: "Grande Mare Circolare che porta agli Ha(u)nebu". Nella Colonna che commemorava le vittorie militari di Hor-em-Heb della 18a Dinastia troviamo che: "Gli Ha(u)nebu provengono dal Grande Mare Circolare posto alla fine del Mondo". In tempi successivi sulle pareti del tempio di Medinet Habu il Faraone Ramses III fece incidere le vicende delle sue vittorie anche contro gli Ha(u)nebu.
Essi così ricordavano i loro antenati: "Le nostre isole sono state sradicate e disperse ...La forza di Nun (il Diluvio) irruppe abbattendosi in una grande ondata sulle nostre città ed i nostri villaggi... 'Ta Nether' = La 'Terra Sacra' delle loro città è finita sotto il mare; la loro terra non esiste più."
Il Papiro Harris, contemporaneo di Ramses III, peraltro conferma come essi provenivano: "dal Nord, dall’estremità della Terra, dallo Shin Wr = (Grande Oceano), dal Buio".
Infine un’iscrizione del Nuovo Regno (Grapow) ricorda gli Ha(u)nebu proprio come "Originari del Grande Oceano".
Ulteriori testimonianze degli Ha(u)nebu le troviamo nei Testi dei Sarcofagi. Infine In periodo Tolemaico (Stele 1°) gli Ha(u)nebut divengono per gli Antichi Egizi i Popoli Ellenici delle Isole Ionie.
Ma che cosa fa distinguere gli Ha(u)nebut del Periodo Pre-Dinastico e dell’Antico Regno, da quelli del Nuovo Regno e del Periodo Tolemaico?
La risposta è: il determinativo del Mare!

Il Mare differenzia gli Ha(u)nebu mitici dagli storici di Tolomeo

Infatti Faulkner ("The Ancient Pyramid Texts", formule 629, 847, 1631) ci dice che il Mare che circonda gli Ha(u)nebut è lo "Shin Wr" = "Grande Cerchio", equivalente all’Oceano Atlantico. Soltanto in tempi molto più recenti il Mare connesso con gli Ha(u)nebu diviene invece lo "Wad Wr" = "Grande Verde", corrispondente al Mare Mediterraneo.
Appare quindi chiaro, dal cospicuo numero di prove documentarie provenienti dall’Antico Egitto, che gli Ha(u)nebu erano connessi alla civiltà di Atlantide, la Grande Isola nell’Oceano Atlantico, spazzata via da Cataclismi naturali di straordinaria violenza. In seguito, come testimoniato da Platone, le Colonie di Atlantide rimasero soltanto con il ricordo della loro madre-patria. Tuttavia è veramente inconsueto che essi vengano associati alle Divinità ed al Cielo.
Gli Ha(u)nebu erano forse collegati a Visitatori Alieni che giungevano dalla Costellazione del Toro, è, più precisamente, dalla Stella Aldebaran o dalle Pleiadi?
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