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n° 11 Set./Ott. 2003

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L’ENIGMA DELLA TOMBA 55

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[Busto di Ekhnaton - 37K .jpg] [Il sarcofago di Tutankhamen - 42K .jpg] [Statua della dea leonessa egizia Sekhmet - 15K .jpg]
 

I misteri non si esaurivano qui. Gli ornamenti trovati sul sarcofago dagli archeologi indicavano che l’occupante era un faraone, ma la sua identità era stata deliberatamente cancellata, il nome rimosso, la maschera d’oro parzialmente strappata dal viso.
Qualcuno aveva cercato volontariamente di rendere irriconoscibile quel cadavere. E con successo, visto che solo nel 1963 un’équipe guidata dal professor R.G. Harrison dell’Università di Liverpool fu in grado di identificare quel cadavere nel faraone Smenkhara, fratello e predecessore di Tutankhamen, che aveva regnato in Egitto per un solo anno, verso la metà del XIV° secolo a.C. Un sigillo trovato all’ingresso della tomba indicava che la sepoltura era stata voluta dallo stesso Tutankhamen.
Curiosamente, sia il sarcofago che i vasi canopi erano stati inizialmente lavorati per una donna; in seguito erano stati modificati per adattarli ad un uomo. Al viso inciso sul sarcofago era stata aggiunta la barba e le iscrizioni poste ai lati del sepolcro erano state cambiate dal femminile al maschile. Inoltre, la mummia era stata imbalsamata nella posizione tipicamente femminile, con un solo braccio piegato sul petto, mentre ai re spettava la sepoltura con le due braccia incrociate.
Per quale segno di disprezzo il fratello di Tutankhamen era stato seppellito come una donna? E soprattutto, la mummia era veramente quella di Smenkhara?
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