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Tutti gli articoli di ARCHEOMISTERI ALDEBARAN E LE PLEIADI: DA ATLANTIDE...
AGLI "AEREI ROTONDI" DEI NAZISTI

di Massimo Barbetta

Nel corso di millenni di storia il nostro pianeta ha avuto frequenti miti e leggende su visitatori dello spazio. Particolare importanza fu data dagli Antichi alla Costellazione del Toro, le cui stelle più rappresentative sono Aldebaran (Alfa del Toro) e l’Ammasso Stellare M45, meglio conosciuto come le "Pleiadi". Vediamo di indagare alcune testimonianze dei popoli dell’Antichità a questo proposito.

GLI EGIZI
Le conoscenze astronomiche degli Antichi Egizi facevano parte di un patrimonio culturale di una "elìte" di Sacerdoti, che manteneva il massimo riserbo in funzione religioso-iniziatica sulle conoscenze acquisite. Otteniamo qualche informazione soltanto dalle Tombe e dai Sarcofagi di Faraoni, Dignitari, Alti Sacerdoti.
Utili indicazioni perciò ci giungono dalle Tombe dei Faraoni Ramses VI e Ramses IX della 20a Dinastia e dal Gran Sacerdote Sen-en-Mut della 18a Dinastia.
Sen-en-Mut era il Gran Sacerdote della Regina Hat-Shep-Sut. Egli era Tutore (e forse padre, a quanto affermano alcuni) della Principessa Neferura, ed Architetto dello splendido Tempio funerario della Regina a Deir el Bahri.
Sen-en-Mut si fece costruire due Tombe: la prima a Sheikh Abd el Qurna (numero 71), la seconda proprio a Deir el Bahri (numero 353), non molto distante dal mausoleo funebre di Hat-Shep-Sut. Questa tomba, scoperta nel 1927 da Winlock, reca un soffitto astronomico particolarmente curato, anche se gli stessi Antichi Egizi simpatizzanti del successore di Hat-Shep-Sut, l’energico Thouthmosis III, forse in segno di disprezzo, si erano premurati di nasconderlo sotto uno strato di vernice bianca.
Un’idea delle notevoli conoscenze di Sen-en-Mut ci giunge da alcune iscrizioni presenti in questa tomba:

"Oh Sen-en-Mut, ...Horus ti ha dato il suo occhio, che tu possa vedere con questo davanti agli dei. Horus ti ha dato le sue ali, le ha riunite per te, nulla ti potrà disturbare".

Nella mappa del Cielo Meridionale del soffitto della Tomba di Sen-en-Mut troviamo rappresentati da sinistra verso destra i Pianeti, le Costellazioni Sirio, Orione ed una serie di Stelle Decanali.
Vi troviamo anche la raffigurazione, peraltro molto conosciuta, delle tre stelle in diagonale con tre ellissi a goccia che "puntano" verso una quarta stella. Da alcuni studiosi questa immagine è correlata alle tre stelle della "Cintura di Orione".
In realtà occorre dire che:
  • Deir el Bahri dista 500 Km da Giza;
  • non vi è nessun riferimento che le tre stelle corrispondano a Piramidi e la 4a stella alla Sfinge;
  • non vi è alcun collegamento né a "Rostau", nome egizio di Giza, né a "Rwty", nome egizio della Sfinge.
Ma, soprattutto, non vi è alcuna connessione con Orione e con la sua "Cintura".
Come possiamo vedere, infatti, le tre stelle a goccia hanno una didascalia data da alcuni geroglifici.
Essi sono rispettivamente da destra verso sinistra:

Tre linee orizzontali che stanno a significare per tre volte il nome "Ta" = "Terra"; il simbolo di "Nut", corrispettivo della Dea del Cielo "Nut"; il simbolo di "Khet" = "Ventre". Il tutto sembra leggersi quindi come: le "Tre Terre del Ventre di Nut", che possiamo interpretare come "Tre Pianeti dello Spazio Celeste".
Tale legenda coincide poi perfettamente con una identica dicitura che troviamo in un registro posto immediatamente sopra il riquadro delle tre stelle a goccia, che contiene una figura antropomorfa che impugna uno scettro "Uas". Questo attributo qualifica tale figura come Divinità. Ma si può identificare in Che zona del Cielo ci troviamo? Se noi guardiamo il Registro di Stelle subito sopra queste figure abbiamo i Geroglifici di "Khau Mes" = "Nascita delle Migliaia".
Questa Stella Decano corrisponde, come ci informa Angelo Angelini ("Il Segreto di Nostradamus") alle Pleiadi, e "controlla" lo spazio celeste appartenente alla Costellazione del Toro.

Subito a destra delle Pleiadi (Khau Mes) troviamo altri 2 Decani, i cui geroglifici comprendono "Kod" = "Quelli che sono in circolo" e "Sawy Kod" = "I 2 figli di quelli che sono in circolo". Per Angelini essi corrispondono, rispettivamente, a Menkab = (Alfa della Balena), e ad Algol (Beta di Perseo). Ancora a destra troviamo il Decano "Qe Mut Hr Geru" = Hamal (Alfa dell’Ariete) e Sheratan (Beta dell’Ariete).

Un aspetto interessante è poi, nella parte bassa della raffigurazione del soffitto della Tomba di Sen-en-Mut, una duplice serie di Stelle disposte a "V", che inizia nella parte terminale di Sah-Orione e termina in corrispondenza esatta del limite destro della "Vignetta" delle tre stelle a "Goccia".
Ideograficamente sembrerebbe potersi trattare di una "Strada fra le Stelle".

Ma esistono riferimenti egizi a "Vie" o "Sentieri" nel Cielo?
La risposta è affermativa: nei Testi delle Piramidi.
Gli Antichi Testi delle Piramidi ci dicono infatti che:
  • (Formula 756) "(La Dea) Nut prenderà la tua mano e ti darà una strada per l’Orizzonte, verso il luogo dove è Ra."
  • (Formula 889) "Io remo con Ra, quando attraversa il Cielo, come una stella d’oro, la Luce brillante del 'Toro della luce solare'."
  • (Formula 801) "Possa tu trasferirti nel Cielo, perché le 'strade delle distese celesti' che portano a Horus, sono aperte per te."
  • (Formula 1325) "Ma per ogni Dio che prepara per me una scalinata, io ascendo e salgo fino al Cielo. Per ogni Dio che appronta un posto per me nella sua barca, io ascendo e salgo fino al Cielo."
  • (Formula 1431-1433) "Una scala è preparata per il Re, cosicché egli possa ascendere nel suo nome di 'Ascesa al Cielo' ...Il Toro Celeste ha piegato il suo corno affinché il Re possa raggiungere i 'Laghi del Mondo Sotterraneo'."
  • (Formula 2062) "Il Faraone si sistema sul tuo sentiero, o Horus di Shezmet, mediante il quale tu guidi gli Dei ai bei sentieri del Cielo ed ai 'Campi delle Offerte'."
  • Formula 2095) "Tu, o Re, messaggero del gran Dio, vai in cielo, vieni vanti dal 'Cancello dell’Orizzonte'."
  • (Formula 2122) "Io illumino (occupo) il mio posto nella 'strada dei rematori nel Cielo'.) Io remo (viaggio in questa strada nel Cielo."
Il concetto di "Cancello dell’Orizzonte", quello delle "Strade delle distese celeste", quello della "Strada dei rematori del Cielo" fanno ipotizzare un percorso privilegiato e ben preciso nel Cielo. Si potrebbe trattare di uno Stargate, come suggerito dal soffitto di Sen-en-Mut?
I riferimenti al "Toro Celeste" dei Testi delle Piramidi non fanno poi che ribadire il collocamento della "V" di Stelle proprio sotto il Decano "Khau Mes", corrispondente alla Costellazione del Toro.
Ma un riquadro con tre stelle a goccia, sempre con la precedente dicitura "Tre Terre, La Strada di Stelle a V = Stargate? Ventre della Dea Nut" lo troviamo altresì nella Tomba del Faraone Ramses VI. Qui troviamo anche un orologio stellare con l’identificazione delle stelle per le 12 ore della notte, che venivano indicate con l’orientamento rispetto alla figura di un Sacerdote posto di fronte al Sacerdote che faceva le osservazioni e compilava la Tabella Oraria mediante l’Asta Graduata, chiamata "Merkhet". Tale orologio è poi ugualmente raffigurato anche nella Tomba di Ramses IX. Viene rappresentato così il Cielo nel 2° mese della stagione di Akhet (corrispondente al Tolemaico Phaophi) per i giorni da 1 a 15 e per i giorni da 16 a 30. Nella seconda metà del mese di Phaophi vediamo che la 6a ora è contrassegnata dalla dicitura geroglifica: "Stella della 'Terra delle Migliaia' sopra l’occhio destro (del Sacerdote Osservatore)". Anche nel secondo orologio vediamo che esiste una stella oraria contrassegnata con la 8a ora per i giorni 1-15, e con la 7a ora per i giorni 16-30. La dicitura geroglifica ci riporta che si tratta della: "Stella della Terra di Sar".
Noi sappiamo che gli Antichi Egizi con il termine "Ta" indicavano un territorio geograficamente esteso.
Infatti il Faraone era definito come Signore delle 2 Terre (Neb Ta-wy), che corrispondevano all’Alto ed al Basso Egitto.
È veramente strano che venga associato il nome "Ta" = "Terra" sia alle Pleiadi, la Stella "Khau Mes" che alla stella "Sar".
Ci viene da chiedere: come facevano a sapere gli Antichi Egizi che c’erano "Terre" = Pianeti, associati a certe particolari Stelle e non ad altre?
C’erano forse andati od era stato detto loro che vi erano Pianeti abitabili in quei Sistemi Planetari, e se sì da chi? Da visitatori Alieni che da lì provenivano?
L’ipotesi, teorica per il momento, di Viaggi Interstellari mediante condotti spazio-temporali, è presa seriamente in considerazione da scienziati odierni. È possibile che anche nell’Antico Egitto ci fosse quello che potremmo definire uno "Stargate", cioè una "Porta delle Stelle"? Di sicuro vi è il Geroglifico che lo rappresenta!
Nel Soffitto Astronomico di Sen-en-Mut troviamo poi la "V" di Stelle che lo rappresenta anche concettualmente.

Il Geroglifico che rappresenta la "Grande Porta del Cielo". Uno "Stargate"?

Nell’Orologio Stellare di Ramses IX troviamo però riferimenti alla "Stella Sar". Vediamo di saperne qualcosa di più a questo proposito.

LA STELLA "SAR"
Che cosa significa il termine geroglifico "Sar"?

I Simboli Geroglifici per "S" "A" "R"

Si tratta di una formazione verbale composta da "Ar" che significa "ascendere" in senso astronomico, come è questo il caso visto che si parla di Stelle, e da "S", che ha il valore di "esprimere l’azione causativa del verbo interessato", come ci spiega Giulio Farina ("Grammatica della Lingua Egiziana Antica").
Il risultato globale del termine "Sar" diviene pertanto, come peraltro conferma il "Dizionario dei testi dei sarcofagi" ("Coffin Texts Word Index"), "far ascendere". Il Wallis-Budge ("An Egyptian Hierogliphic Dictionary") ribadisce infatti che "SAR" significa "portare su (nel Cielo)".
Ora, se le stelle seguono il loro normale percorso visuale nel cielo, CHI deve "essere fatto ascendere" o "portato su (nel Cielo)"’?
Da Angelini apprendiamo che la Stella "Sar" corrisponde ad Aldebaran (Alfa del Toro), posto nel gruppo stellare delle Iadi. Questo fatto viene confermato anche da Richard H. Allen ("Starnames, their lore and meaning") che riferisce che la "Stella Sarit" corrispondeva appunto ad Aldebaran.

Il Geroglifico della Dea Egizia "Sarit"

Ulteriori informazioni le ritroviamo nei due Zodiaci di Denderah.
Tali Planisferi sono situati in due diverse sale del tempio di Hathor a Denderah, completato in epoca tolemaica, ma il cui progetto e le cui conoscenze risalivano a Tempi Antichissimi.
Nello Zodiaco Circolare di Denderah troviamo, proprio sotto la Costellazione del Toro, una figura che ricorda molto quella di un "Cinghiale" o di un "Maiale", che reca nel registro superiore destro i simboli geroglifici, ormainoti, di "S" "A" "R" con il determinativo di "Stella". Il Cinghiale non era un animale che gli Egizi conoscevano direttamente, per ragioni geografiche e climatiche.
Tuttavia, se ricordiamo che il Tempio di Denderah era stato completato soltanto in epoca Tolemaica, si può dedurre che il patrimonio culturale greco fosse ben conosciuto e che i Tolomei facessero un’opera di integrazione delle conoscenze greche con quelle egizie.
Per i Greci il Cinghiale Bianco, detto Calidonio, cioè "Scozzese", era legato al mito di Iperborea. La ninfa Atalanta, di chiara origine, non solo fonetica, Atlantidea, si prodigò nella caccia ed uccisione dello stesso Cinghiale.
Secondo l’esoterista Renè Guenon ("Simboli della Scienza Sacra") l’uccisione del Cinghiale, simbolo di Iperborea, era connessa al cambio di supremazia tra i sacerdoti Brahmani, legati al "colore bianco" ed al Cinghiale, ed i guerrieri Kshatrya, connessi al "colore rosso" ed all’Orso.
In un Papiro Funerario Egizio troviamo poi un giudizio di Osiride con due Babbuini che hanno un atteggiamento di superiorità nei confronti di un animale del tutto simile ad un Cinghiale. Ricordiamo che il Babbuino è un animale sacro a Thot, e dalle "Tavole Smaragdine", sappiamo che Djehuti/Thot era originario di Atlantide.
Il mito del Cinghiale è altresì strettamente correlato alle Iadi, figlie di Atlante al pari delle Pleiadi, che furono fatte diventare stelle per lenire il loro dolore per la morte del caro fratello Iante, a sua volta ucciso durante una battuta di caccia al Cinghiale. La stella Aldebaran, Alfa del Toro, appartiene appunto alle Iadi.
Il nome "Sar", corrispettivo di Aldebaran, non è tuttavia prerogativa del solo Antico Egitto. Esistono infatti testimonianze anche presso altri Popoli dell’Antichità.

Presso I Babilonesi il termine "Sar" è connesso alla Regalità. Il nome S(h)ar in accadico corrisponde infatti a "Re". Il nome di due noti Re Babilonesi è appunto S(h)ar-rukin. Tale nome è stato grecizzato in Sar-gon. Il suffisso "Gon" è poi del tutto sovrapponibile alla radice greca "
γεν" = "discendenza".
Perciò Sar-gon significherebbe "Nato da Re".
Questo tipologia di nome è rimasto anche oggi nel Persiano "Sciah", nell’Inglese "Sir", nell’Italiano "Sire". In Mesopotamia inoltre "Sar" o "Shar", talora grecizzato in "Saros", aveva altri significati.
Il primo di essi corrispondeva ad una estensione di 36 metri quadrati, pari ad un quadrato di metri 6x6, equivalente ad 1/100 dell’estensione di riferimento agrario di 3.600 metri quadrati, definita "1-iku". Il secondo è invece un’estensione di tempo di 3.600 anni, un ciclo di tempo davvero non umano!

Aldebaran era conosciuto dalle fonti sanscrite come "Rohini" ed era noto come la "Stella dell’Ascesa"; stranamente lo stesso significato dato dai geroglifici egizi alla "Stella SAR".

Il nome "Sar" in ebraico ha diversi significati, a seconda della grafia e della pronuncia, tutti estremamente interessanti. Scritto = "Sar", nella forma verbale "poel", significa "Volare via"; scritto = "Shar" ha il valore di "Consanguineo"; scritto = "Shar", vuol dire "Sapere"; ma il significato più intrigante è che, scritto = "Shar" significa "Porta", abbinata molto spesso al termine "Cielo" (shamaym).
Non dimentichiamo infatti che nel Libro Biblico della Genesi (28,17) assistiamo all’episodio della "Scala di Giacobbe". Questa vicenda, interpretata da molti autori come un momento, forse il primo del testo biblico, di contatto ravvicinato del terzo tipo tra l’Uomo e Divinità (Aliene), si conclude con una frase di Giacobbe davvero strana. Il Testo latino della versione Biblica della Septuaginta così ce lo rammenta: "Terribilis est locus iste, hic est nisi aliud Domus Dei et Porta Coeli".
La traduzione, spesso presente anche oggi sul frontone di molte Chiese, afferma: "Degno di venerazione è questo luogo. Questo non è altro che la Casa di Dio e la Porta del Cielo".
Si trattava forse di uno "Star" =Stella + "Gate" = Porta, come avevano suggerito gli Antichi Egizi?

Tutti i termini ebraici con fonetica di "S" "A" "R"

Se proviamo a scrivere in lettere Fenice il nome "S" "A" "R", abbiamo alcune singolari analogie con la simbologia egizia.
La "S" assomiglia infatti al profilo di un "Pilastro Zed".
La "A" corrispondeva alla "Testa di un Toro", ed è innegabile che la stella Aldebaran era situata nella Testa del Toro Celeste, di cui costituiva l’occhio.
La "R" ha l’aspetto di una Bandiera e richiama alla memoria il simbolo egizio di "Dio" = "Neter".

Le lettere "S" "A" "R" in fenicio

Per i Latini la stella Aldebaran era conosciuta come "Sus" = "scrofa" e tutte le Iadi erano confidenzialmente chiamate come "Suculae". Non dimentichiamo infatti che nello Zodiaco Circolare di Denderah, in corrispondenza della Costellazione del Toro, trovavamo rappresentato proprio un "Maiale".
Oltre Oceano Anche presso i nativi Nord- Americani la Stella Aldebaran ricopriva un ruolo importante. Le famose "Medicine Wheel" = "Ruota della Medicina", cerchi di pietre con pietre disposte in forma radiale, con funzione rituale ed astronomica, non mancavano di avere puntamenti verso le Pleiadi e verso Aldebaran.

GLI HA(U)NEBU
Ritornando nell’Antico Egitto esaminiamo ora lo Zodiaco Rettangolare di Denderah, dove troviamo, proprio sotto la rappresentazione dell’ormai consueta Costellazione del Toro, una figura di Divinità antropomorfa, posta a bordo di una "Barca" celeste rituale, che reca un insolito copricapo fatto a "Ciuffo di Papiro".
Tale Divinità dello Zodiaco è correlata in modo significativo al nome di un popolo, attualmente dimenticato, che ha caratterizzato per migliaia di anni la storia non solo dell’Egitto, ma del Mondo intero: gli Ha(u)nebu.
Nella lingua geroglifica il nome Ha(u)nebu appare infatti costituto: dal "Ciuffo di Papiro" che ha il valore fonetico di "Ha" ed una serie di significati, molti dei quali connessi con l’Acqua, ("abitatore della terra Ha Neb-u allagata", "pioggia", "diluvio", "inondazione"); e dal triplo simbolo del "Cestino" che significa "Signori".

I geroglifici del nome Ha(u)nebu

Il nome "Ha(u)nebu" avrebbe così il significato di "Signori della Terra allagata".
Secondo la ricercatrice Monica Bontty, questo nome compare 160 volte nell’intero patrimonio culturale e letterario dell’Antico Egitto. Esso è connesso al "Dominio del Faraone su tutto l’Universo" riferendosi a "tutto ciò che è situato oltre". Viene così suggerita una generica collocazione geografica molto lontana dall’Egitto.
Questo nome compare nei Testi delle Piramidi, presenti all’interno delle Piramidi dei Faraoni della 5a e della 6a Dinastia, ma la cui origine, come ammettono gli stessi Egittologi, è molto più antica, forse di Mille anni. Sono presenti infatti all’interno della Piramide di Teti (formula 275); in quella di Pepi I (formula 28); in quella di Merenra (formule 38 e 142).
Ma è soprattutto in quella di Pepi II e di Teti, Pepi I, Merenra che troviamo interessanti e sbalorditivi riferimenti.

Gli Ha(u)nebu nei Testi delle Piramidi

Infatti, se è presente in forma "standard" (formule 68 e 930), il nome Ha(u)nebu.t è accompagnato dal Piramide di Pepi II determinativo di "Isola" (formula 648), da quello di "Cielo" (formula 98), da quello di "Divinità" (Brugsch, "Thesaurus Inscriptionum Aegyptiacarum", 943).
Inoltre, come abbiamo visto Determinativo di "Isola", Determinativo di "Cielo" poc’anzi, la parte del "Cielo" correlato a queste "Divinità", nello Zodiaco Rettangolare di Denderah, era identificata con la Costellazione del Toro. Abbiamo così chiare connessioni tra gli "Abitatori" Determinativo di "Divinità della Terra allagata" (gli Ha(u)nebu) ed una "Isola", logicamente circondata da una distesa di Acqua, il "Cielo" e le "Divinità legate al Toro".
Ma vediamo nel dettaglio come si esprimono i Testi delle Piramidi riguardo gli Ha(u)nebu:
  • (Formula 265-266) "Io arrivo dentro l’'Isola di Fuoco', Io ho messo il Giusto al posto dell’Errato, sono rispettoso dei vestiti di lino che gli Urei custodivano durante la notte del grande Diluvio che arrivò dal Cielo."
  • (Formula 388) "Ho allagato la Terra che proveniva dal Lago, ho strappato via la pianta di papiro."
  • (Formula 397) "Il Re è il Toro Celeste che ... si nutre delle loro viscere, persino di coloro che provengono, con i loro corpi pieni di magia, dall’'Isola del Fuoco'."
  • (Formula 628-629): "Sei completo e grande nel tuo nome di 'Muro dei Laghi Amari'... Sei grande e rotondo nel tuo nome di 'Shin Wr' = (Oceano), sei circolare e rotondo come il cerchio che circonda gli Haunebu."
  • (Formula 1631): "Possa tu racchiudere tutto nel tuo abbraccio di 'Colui che circonda quelli dell’Isola'."
  • (Formula 2173) "Il Faraone sarà trasportato dalle Stelle Infaticabili per dare un ordine alle Stelle Intramontabili, il Re sarà trasportato nel Cielo come un Abitatore della terra allagata."
Una correlazione tra gli Haunebu, l’Isola, il Cielo, la "Ta Nether" = "Terra Sacra" dei "Pigmei della Danza del Dio", corrispondente al Mitico Punt degli Antichi Egizi, la troviamo poi con le inquietanti Formule 1188-1189: "Io sono stato giudicato Giusto in questa 'Isola della Terra' (come Pianeta), alla quale sono arrivato dopo aver nuotato, che è situata tra le cosce della Dea Nut. Io sono quel pigmeo 'della danza divina', che allieta il Dio di fronte al suo grande trono."
A proposito del viaggio celeste del Faraone, leggiamo infine: "Il Faraone scende nella barca come Ra, sulle sponde del Lago Tortuoso. Il Re spinge sui remi della 'Barca Hanebu'."
Dall’analisi di questi antichissimi Testi emerge che gli Ha(u)nebu, gli "abitatori della Terra allagata" erano:
  • in possesso di capacità psico-fisiologiche notevoli ("i loro corpi pieni di magia");
  • associati al "Toro del Cielo", visto che essere tra "le cosce della Dea Nut" è uguale al "Nut Khet" = "Ventre (Utero) della Dea Nut" che corrisponde al riquadro con le Stelle a "Goccia" che avevamo visto, nel Soffitto della Tomba di Sen-en-Mut, essere correlato alla Costellazione del Toro;
  • connessi ad una "Isola di Fuoco" (vulcanica) che era posta nell’Oceano ("Shin Wr" = Grande Cerchio);
  • collegati con il Diluvio Universale, di cui serbano il "religioso" ricordo;
  • messi in correlazioni con la mitica "Terra di Punt", dove si trovavano i "Pigmei della Danza Divina", richiestissimi artefici di una ritualità divina che affondava le sue radici nell’Egitto Pre-Dinastico. Questi Pigmei erano legati geo-storicamente all’Africa Equatoriale, che, in passato, era abitata dagli Etiopi. In effetti "Pigmeo" in Geroglifico si dice "D" "N" "G", mentre in Amharico, la lingua antica degli Etiopi, viene chiamato "Denk".
  • usavano forse un mezzo di Trasporto Celeste che si chiamava "Barca Hanebu". (Curiosamente diverse migliaia di anni dopo la compilazione dei Testi delle Piramidi ritroveremo un inconsueto "mezzo di trasporto aereo" che porterà lo stesso nome!).
Questa serie articolata di informazioni fa convergere le nostre ricerche in un’unica direzione: Atlantide!
Tuttavia occorre dire che già ai Tempi, estremamente antichi, dei Testi delle Piramidi, Atlantide e gli Ha(u)nebu erano scomparsi da alcune migliaia di anni! Ma i sopravvissuti allo sprofondamento dell’arcipelago di Atlantide ("la Terra allagata") avevano iniziato un’opera di colonizzazione in tempi successivi dei territori posti ad Est ed ad Ovest dell’Isola Madre.
Essi conservavano ancora il ricordo, anche se sempre più confuso, dei loro progenitori. Ennesima prova di ciò la ritroviamo nelle Testimonianze dell’Antico Egitto.
Nel Nuovo Regno infatti troviamo che il nome di Ha(u)nebu, legato ai loro eredi, diviene geograficamente esistente e "reale". Acquisisce infatti sia il determinativo di "Paese Straniero", sia il determinativo di "Bastone piegato", tipico dei nemici, confinanti dell’Egitto.

Gli Ha(u)nebu "storici"

Nel Tempio di Horus ad Edfu, completato in periodo Tolemaico, ma sulla base di un progetto originario estremamenteantico e che contiene riferimenti ai mitici "Shemsu-Hor", leggiamo che "Ha(u)nebu è il nome delle Isole dello 'Shin Wr' = (Grande Oceano), e delle Terre del Nord vivificate dall’Acqua delle sorgenti." dell’Isola di Philae (la "Pilak" egizia) troviamo un’iscrizione che dice: "Grande Mare Circolare che porta agli Ha(u)nebu". Nella Colonna che commemorava le vittorie militari di Hor-em-Heb della 18a Dinastia troviamo che: "Gli Ha(u)nebu provengono dal Grande Mare Circolare posto alla fine del Mondo". In tempi successivi sulle pareti del tempio di Medinet Habu il Faraone Ramses III fece incidere le vicende delle sue vittorie anche contro gli Ha(u)nebu.
Essi così ricordavano i loro antenati: "Le nostre isole sono state sradicate e disperse ...La forza di Nun (il Diluvio) irruppe abbattendosi in una grande ondata sulle nostre città ed i nostri villaggi... 'Ta Nether' = La 'Terra Sacra' delle loro città è finita sotto il mare; la loro terra non esiste più."
Il Papiro Harris, contemporaneo di Ramses III, peraltro conferma come essi provenivano: "dal Nord, dall’estremità della Terra, dallo Shin Wr = (Grande Oceano), dal Buio".
Infine un’iscrizione del Nuovo Regno (Grapow) ricorda gli Ha(u)nebu proprio come "Originari del Grande Oceano".
Ulteriori testimonianze degli Ha(u)nebu le troviamo nei Testi dei Sarcofagi. Infine In periodo Tolemaico (Stele 1°) gli Ha(u)nebut divengono per gli Antichi Egizi i Popoli Ellenici delle Isole Ionie.
Ma che cosa fa distinguere gli Ha(u)nebut del Periodo Pre-Dinastico e dell’Antico Regno, da quelli del Nuovo Regno e del Periodo Tolemaico?
La risposta è: il determinativo del Mare!

Il Mare differenzia gli Ha(u)nebu mitici dagli storici di Tolomeo

Infatti Faulkner ("The Ancient Pyramid Texts", formule 629, 847, 1631) ci dice che il Mare che circonda gli Ha(u)nebut è lo "Shin Wr" = "Grande Cerchio", equivalente all’Oceano Atlantico. Soltanto in tempi molto più recenti il Mare connesso con gli Ha(u)nebu diviene invece lo "Wad Wr" = "Grande Verde", corrispondente al Mare Mediterraneo.
Appare quindi chiaro, dal cospicuo numero di prove documentarie provenienti dall’Antico Egitto, che gli Ha(u)nebu erano connessi alla civiltà di Atlantide, la Grande Isola nell’Oceano Atlantico, spazzata via da Cataclismi naturali di straordinaria violenza. In seguito, come testimoniato da Platone, le Colonie di Atlantide rimasero soltanto con il ricordo della loro madre-patria. Tuttavia è veramente inconsueto che essi vengano associati alle Divinità ed al Cielo.
Gli Ha(u)nebu erano forse collegati a Visitatori Alieni che giungevano dalla Costellazione del Toro, è, più precisamente, dalla Stella Aldebaran o dalle Pleiadi?

HA(U)NEBU FUORI DALL'EGITTO
Gli Ha(u)nebu, peraltro, non sono solo una prerogativa degli Antichi Egizi. Dall’altra parte dell’Oceano troviamo molte Divinità Creatrici del popolo Maya che si chiamano Hunab Ku, Hun Hunahpu, Vucub Hunahpu, Hunahpu. La assonanza fonetica con gli Ha(u)nebu Egizi è impressionante.
Tracce della presenza degli Ha(u)nebu le troviamo tuttavia anche nell’area culturale ebraica. Il nome egizio "Nebu" = "Signori", richiama la radice ebraica "Neph" del verbo "Nephil" = "scendere", a sua volta correlato ai mitici "Nephilim" della Bibbia: coloro che erano stati fatti scendere sulla Terra. Ma in greco N e j e l o s, foneticamente identico ai "Nephilim", significa sia "Nebbia" che "Nuvola" e compare in moltissime circostanze nella Bibbia, nell’ambito di fenomeni connessi con la Divinità.
Parimenti in dravidico il termine "Nebbia" si traduce con "Nep". In sanscrito invece lo stesso vocabolo si traduce con "Nabhah", per cui il termine "Hau-Nabhah" significherebbe "Il Popolo della Nebbia".
La assonanza fonetica tra l’egizio Ha(u)nebu ed il sanscrito Hau-Nabhah è totale.
Tra i Sumeri inoltre il vocabolo "Nab" è usato per "Oceano". In Elamitico lo stesso termine identifica la "Divinità".
Per i Babilonesi infine "Nabu" è, appunto, una divinità del loro Pantheon.
Curiosamente, come vedremo più avanti, il termine "Nebel" in tedesco significa "nuvola", "fumo", "nebbia".

IL "TORO DEL CIELO" ED ALDEBARAN: SIMBOLOGIA ASTRONOMICA
La Dea Nut, espressione del Firmamento Celeste, era rappresentata con l’aspetto di una Vacca. Inoltre il Sole Nascente, secondo Alfredo Cattabiani ("Planetario"), era simboleggiato da un vitello che si trasformava in un Toro Maestoso, ed era chiamato "Toro di sua Madre", riferendosi alla rinascita compiuta, durante le ore notturne, nel ventre della Dea Vacca Nut. Per gli Antichi Aldebaran era proprio l’Occhio Destro del Toro.
Secondo Ricercatori ed Archeo-Astronomi i miti e le leggende popolari degli Antichi vanno letti in chiave astronomica.
Il racconto di Osiride, Seth ed Horus si presta a potenziali interpretazioni in questo senso.
Noi sappiamo che in origine vi erano Seth ed Osiride che si fronteggiavano in relativa pace, finché Seth chiuse con uno stratagemma Osiride dentro una bara e lo fece scendere nelle Acque del Nilo. Ufficialmente nessuno uccide materialmente Osiride, che, solo dopo morto, viene squartato in tanti pezzi. Iside riesce a partorire Horus dopo aver ri-creato il Corpo di Osiride.
Ci volle poi del tempo affinché Horus potesse crescere e prendere il dovere di contrapporsi a Seth, come aveva fatto suo padre Osiride. Quando finalmente vi riuscì, iniziò un fronteggiamento per molto tempo con Seth. L’antagonismo vede Seth che strappa l’Occhio ad Horus ed Horus, a sua volta, che strappa i Testicoli a Seth. Dopo molto tempo gli Dei, presieduti da Geb e Nut (Terra e Cielo), assegnarono la vittoria a Horus. Come primo desiderio Horus chiese di poter eliminare Seth, ma Iside gli rispose negativamente, provocando un immediato irato gesto di Horus nei suoi confronti. Iside però spiegò poi ad Horus che Seth doveva restare in vita, perché seppure subordinato a lui, era importante.
Fin qui il mito egizio.
Ma ecco come questo mito può essere decrittato in chiave archeo-astronomica.
In origine la Bilancia Cosmica Lo Scorpione/Seth del Mondo, la suprema "Maat", che ispirava le Antares Al Sha’ula e Lesath vicende umane nella Terra del Nilo, all’ombra del noto aforisma "Come sopra così sotto", divideva in due metà il Cielo, sotto lo sguardo protettivo sia della Costellazione dello Scorpione = la Dea egizia Serqet = Seth, che custodiva un punto, che della Costellazione di Orione = il Dio Sah = Osiride, che custodiva l’altro.
Le due Stelle "Sentinelle" erano quindi due stelle Giganti Rosse: La 1a, la 2a Antares (Alfa dello "Maat" "Maat" Scorpione) e Betelgeuse (Alfa di Orione). Avvenne però un grave Cataclisma che fece inclinare la Terra a Sud-Est con grave conseguenze per la Vita sul Pianeta. La Nuova Bilancia Cosmica o "Maat" che si venne a creare con il Tempo prevedeva, da una parte lo spostamento di una delle due "sentinelle" da Betelgeuse ad Aldebaran, l’Occhio del Toro come simbolico passaggio da Osiride a Horus.
Dall’altra parte ci fu il passaggio dal Cuore dello Scorpione = Antares, alla regione del Pungiglione = Lesath ed Al Shaula, ma si rimase sempre all’interno dello Betelgeuse Aldebaran Scorpione = Seth.
Non dimentichiamo che Orione/Osiride Toro/Horus l’Occhio strappato ad Horus è una sottolineatura di Aldebaran, l’Occhio del Toro, mentre lo Scorpione è collegato alla sfera genitale e riproduttiva maschile, su cui fa sentire i suoi influssi astrali, evidenziando il collegamento con i Testicoli strappati da Horus a Seth.
A questo proposito anche Alan Alford ("Dalle Piramidi ad Atlantide", pag. 205) afferma che: "L’annegamento di Osiride evoca immediatamente l’immagine della morte nelle acque celesti, mentre nel Libro dei Morti Osiride appare effettivamente seduta in una reliquia, posta sulle acque del Nun."
Non dimentichiamo poi che Osiride viene spesso rappresentato come posto alle spalle di Horus, come per proteggerlo, ed effettivamente Orione è situato subito sotto al Toro.
Inoltre lo stesso nome Antares (Alfa dello Scorpione)non è correlato ad "Anti Ares" = "Di Fronte a Marte", perché non avrebbe senso correlare un Pianeta, peraltro neanche troppo lento quale Marte, ad una Costellazione, bensì ad "Anti Har" = "Di Fronte ad Horus", dove Horus è proprio la Costellazione del Toro.
La preposizione greca "Anti" richiama molto, etimologicamente, quella egizia di pari significato: "Khent", di origine africana, che è molto frequente nelle suddivisioni astronomiche egizie delle stelle Decanali, sempre con chiara immagine di "Fronteggiamento".
Appare del tutto evidente che questa perenne "Contrapposizione Toro-Scorpione" è destinata a non avere vincitori di sorta, come spiegano la Saggia Iside e Thot all’impulsivo figlio Horus.
Rammentiamo altresì che, in tempi più recenti, la Contrapposizione Aldebaran Astronomica come stelle dei Solstizi e degli Equinozi associava le quattro stelle definite Reali: Aldebaran (Alfa del Toro), Antares (Alfa dello Scorpione), Regolo (Alfa del Leone) e Formalhaut (Alfa del Pesce Australe). E non è un caso che queste stelle furono adottate come simboli dei quattro Evangelisti, con l’eccezione del Solo Scorpione, che fu sostituito dalla vicina Costellazione dell’Aquila. Si trattava infatti di "esorcizzare" un ricordo nefasto, tramandato da secoli, che lo Scorpione, connesso al malvagio Dio Seth, si portava addosso dall’Antico Egitto.
Considerazioni astronomiche del tutto analoghe erano fatte dagli Ebrei, che vedevano direttamente contrapposti Aldebaran (Kimah) ed Antares (K’sil); dai Babilonesi, che chiamavano questa stella come "Ku" o "L-ku" = "Stella capo delle Stelle" ed interpretavano l’intera gruppo delle Iadi come "Pidnu-sha-Shame" = "Il solco del Cielo".
Questo "Solco" svolgeva per quei popoli la stessa funzione della "Maat Celeste" = "La Bilancia del Cielo" degli Antichi Egizi.
Parimenti in Accadico la Stella Aldebaran era conosciuta come "Gis-da" = "Solco del Cielo". Inoltre per gli Astronomi dell’Antichità ogni Astro del Cielo veniva rapportato alla Longitudine Eclittica di Aldebaran od Antares.

I DATI ASTRONOMICI
La stella Aldebaran è 45 volte più grande del nostro Sole; è posta a 70 anni luce da noi, ed ha una Magnitudo, coefficiente di Luminosità, di 0,8. La sua luce è inevitabilmente rossastra visto che si tratta di una Gigante Rossa. Il fatto interessante è però che Aldebaran, in base a ricerche spettroscopiche, è diventato una Gigante Rossa, espandendo la sua massa, da appena (in senso astronomico!), 500 milioni di anni. A quell’epoca sulla nostra Terra vi erano le prime forme di vita. Il suo nome deriva dall’Arabo "Al dabaran", che significa "la successiva", probabilmente motivato dalla comparsa in cielo dopo le Pleiadi.
Qui si potrebbe concludere questo studio di Archeo-Astronomia sull’importanza e sugli enigmi connessi alla Costellazione del Toro ed alla sua stella più luminosa.
Il fatto è, che del tutto inaspettatamente, ci sono strane coincidenze con avvenimenti storici molto più vicini ai giorni nostri, che riverberano le constatazioni da noi fatte finora e lasciano più di un sospetto sui loro reciproci collegamenti.

LA CONNESSIONE ALDEBARAN-NAZISTI
L’ascesa del Nazionalsocialismo nella Germania, che usciva dalla sconfitta della Prima Guerra mondiale, risentiva di radici storiche e culturali che erano state coltivate e coagulate, già da anni, da società segrete ed iniziatiche quali la Thule Gesellschaft = Società Thule e la segreta Vril Gesellschaft = Società Vril.
La Società Thule attendeva un "Futuro Salvatore" (Heiland = l’Unico Santo) che sarebbe stato per la Germania il "3° Sargon". Questo nome regale dei Babilonesi era tuttavia nell’Antico Egitto connesso al nome della Stella Aldebaran.
Per quanto strano possa sembrare, la Stella Aldebaran è poi indirettamente connessa alla Società Vril.
Ecco i dettagli, come ci giungono da Jan Van Helsing (Secret Societies of the XXth Century).
Nel 1919 Karl Haushofer, discepolo dell’occultista Gurdijeff, unificò il nuovo ordine Templare dei "Herren vom Schwarzen Stein" = "Signori della Pietra Nera" provenienti dall’Ordine Teutonico con quelli degli "Schwarze Ritter" = "Cavalieri Neri" della "Società Thule" e con elementi di spicco della "elitè" delle SS che formavano lo "Schwarze Sonne" = "Il sole nero". Questa neonata società si chiamava "Bruder des Lichts" = "Fratelli della Luce", ed in seguito sarebbe stata chiamata "Vril Gesellschaft".
Nel Dicembre dello stesso anno una ristretta cerchia di persone della Vril Gesellschaft si riunirono in una foresteria a Ramsau, nei dintorni di Berchtesgaden. Tra loro vi erano 2 medium: Maria Orsic, croata, che aveva incontrato Haushofer a Vienna nel 1917 insieme al Barone Rudolf Von Sebottendorf, ed un certo Sigrun.
Essi ricevettero per via telepatica un messaggio in un codice segreto usato dai Tempari, che essi peraltro ignoravano. Dopo la decodifica si comprese che si trattava di indicazioni per costruire una "macchina volante" od una "macchina del tempo". Tale messaggio giungeva dalla Stella Aldebaran.
Venne poi rivelato che intorno a questa Stella orbitavano due Pianeti abitati da due razze: una costituita da una razza superiore e l’altra da una razza che derivava dall’imbarbarimento, per cause climatiche e genetiche, di questa razza superiore. Quando la situazione di vita su questi pianeti divenne impossibile, a causa dell’aumento della massa di Aldebaran, il loro Sole, avvenuta 500 milioni di anni prima, fu disposta una evacuazione di massa, organizzata dalla razza superiore. Fu scelto il nostro Sistema Solare per l’insediamento dei nuovo coloni: dapprima il Pianeta Mallona, quello di cui resta solo attualmente la Fascia degli Asteroidi fra Marte e Giove, poi il Pianeta Marte ed infine la Terra. Sul nostro Pianeta fu scelto il popolo dei Sumeri, la cui fonetica ricordava poi acusticamente un rozzo tedesco.
Nel 1922 fu avviata la sperimentazione di un primo veicolo a "disco" sulla base delle informazioni ricevute.
Finanziamenti a parecchie industrie meccaniche elettriche tedesche furono trovati, nascosti sotto la sigla "JFM", che corrispondeva a "Jenseit Flug Machine" = "Macchina volante alternativa".
In seguito furono perfezionati due progetti di motori antigravitazionali chiamati "Schumann Levitator" per l’aereo "Vril 1", e "Thule Tachyomator 7b", derivato dagli studi del "SS-E-IV", il dipartimento scientifico delle SS, per gli aerei "Haunebu 1" (prototipo nel 1939) "Haunebu 2" (prototipo nel 1942) e "Haunebu 3" (prototipo nel 1944).
Fu tuttavia soltanto dal Giugno del 1934, con l’ingresso nell’"e´quipe" di scienziati quali Viktor Schauberger, che si cominciò ad avere una progettazione meno virtuale, con il Progetto "Rund Flug Zeug" 1 e 2, anticamera dei più reali "Vril" 1 e 2. Ma un nuovo messaggio telepatico mediato dalla Orsic e da Sigrun diede il via ad un progetto chiamato "Progetto Aldebaran" che prevedeva l’invio di un Disco proprio nel Sistema solare di Aldebaran.
Tale incredibile progetto fu discusso il 22 Gennaio del 1944 da Hitler in persona, Himmler, Kunkler (della società Vril) e dal Dr. Schumann. Sarebbe stato usato una sorta di "Stargate", cioè un canale dimensionale adeguato. Il primo tentativo, effettuato nell’Inverno del 1944, a quanto racconta Norbert-Jurgen Ratthofer (ZeitMachines), fallì miseramente, provocando al velivolo un aspetto "come se avesse volato per centinaia di anni".
A quanto ci dice Herbert Dorsey, un aiuto inaspettato alla progettazione degli "Aerei Rotondi" venne dal ritrovamento nella Foresta Nera nel 1936, di un "disco volante" alieno caduto con il suo equipaggio all’interno, ma con un sistema di guida sostanzialmente funzionante. Ricordiamo che, come ci informa Roberto Pinotti, nel 1933 un altro disco volante era caduto nei pressi di Vergiate, in provincia di Varese. In entrambi i casi i regimi fascista e nazista limitarono al minimo la fuga di notizie a riguardo.
Appare chiaro che la cospicua quantità ed eterogeneità di informazioni da me citate, sulla tecnologia ed i segreti di questi aerei nazisti, non avendo delle prove e dei documenti di supporto, si presta ad incontrare un certo grado di scetticismo negli storici.
È peraltro probabile che un certo numero di particolari possano essere stati inventati per "colorire" una vicenda su cui il "cover-up" ed il "debunking" è calato inesorabile con il Tempo.
Tuttavia qualche piccolo particolare, perso nelle pieghe delle descrizioni, o dimenticato in documenti ormai desueti, ci dà adito a qualche dubbio almeno sulla parziale autenticità di alcune delle vicende ora riferite.

IL NOME HAUNEBU
Per prima cosa gli studiosi e gli storici ammettono chiaramente che, seppure solo a livello progettuale, tanto i veicoli della Serie "Vril", che quelli della serie "Haunebu" erano reali.
La spiegazione del nome "Haunebu" dato a questi veicoli lascia molto interdetti i ricercatori stessi.
Alcuni infatti ammettono imbarazzati che questo nome è "molto strano", altri propongono che possa derivare dal termine tedesco "Nebel" = "Nuvola" o "fumo", altri parlano poco convinti di un legame con l’Albero Karmico Germanico, altri ancora avanzano timidamente una possibile correlazione con "Divinità Teutoniche".
La realtà è che gli Studiosi non sanno minimamente da dove derivi la parola Haunebu e perché fu scelta dalle SS per questi velivoli "sperimentali" (?).
Come abbiamo dimostrato in precedenza i ricercatori dell’"Anhenerbe", il corpo degli studiosi archeo-storici delle SS, al diretto comando di Heinrich Himmler, avevano letto i Testi delle Piramidi tramite il lavoro di importanti egittologi quali Kurt Sethe, Adolf Erman, Richard Lepsius. Essi conoscevano i riferimenti sia alla "Barca Hanebu", che agli stessi Ha(u)nebu, i mitici abitanti dell’Isola di Atlantide, nell’Oceano Atlantico.
Come abbiamo visto in precedenza essi erano legati agli Dei, al Cielo ed alla Stella Sar, la Stella Aldebaran, nella Costellazione del Toro.
Il noto studioso americano J. J. Hurtak, autore del conosciuto "le Chiavi di Enoch", ebbe a dire a proposito del Nazismo: "Il più importante aspetto del Terzo Reich è che aprì le finestre sugli altri mondi."
Si trattava di Incontri ravvicinati con Alieni ed applicazioni pratica di Retro-Ingeneria?

L’AIUTO DI HOLLYWOOD
Il film "Contact" diretto da Robert Zemeckis, non a caso lo stesso regista di "Ritorno al Futuro", propone il problema di un ipotetico "contatto" con una tecnologia aliena, proveniente dallo spazio profondo.
Viene descritto con notevole sensibilità da parte della sceneggiatura, mediante ricchi messaggi espliciti e subliminali, l’impatto psicologico di questa notizia su tutta l’Umanità, con risvolti etici e, soprattutto, religiosi.
Incredibili sono gli accostamenti che troviamo con la vicenda degli "Aerei Rotondi" dei Nazisti.
Confrontiamoli reciprocamente.
Il messaggio criptato in radio-frequenza captato dal Radio-Telescopio e proveniente da Vega nel Film "Contact", è correlato con il messaggio telepatico ai 2 medium Orsic e Sigrun che giunge da Aldebaran.
La rappresentazione grafica del messaggio, dopo una prima decodifica, ci mostra, con grande costernazione degli scienziati e dei militari americani presenti, Adolf Hitler ad una delle sue adunate oceaniche, circondato dai suoi ufficiali. La collocazione storica del periodo e dei personaggi (il Nazismo) è inequivocabile.
Il messaggio nel film è ulteriormente criptato e contiene le istruzioni per costruire un veicolo spaziale per raggiungere Vega tramite una sorta di veicolo che sfrutta uno "Stargate".
Le istruzioni date ai due medium dei Nazisti per costruire un Veicolo Spaziale od una Macchina del Tempo, portano alla creazione di "Haunebu", la Barca Spaziale dei Testi delle Piramidi, strettamente connessa alla Stella Sar = Aldebaran, sotto cui avevamo trovato, proprio nello Zodiaco Rettangolare di Denderah, la raffigurazione degli Haunebu.
Il primo tentativo di costruire il Veicolo "Spazio-Temporale" in "Contact" è destinato a fallire, a causa di un attentato di tipo fanatico-religioso, ma è efficace nella sua seconda opportunità.
Nell’ambito del "Progetto Aldebaran" fu tentato dai nazisti il viaggio mediante uno "Stargate", verso Aldebaran, ma senza successo. Indiscrezioni tuttavia affermano che un viaggio al di fuori dell’Atmosfera Terrestre sarebbe stato compiuto dai Tedeschi quando la Seconda Guerra mondiale era ormai agli sgoccioli.
Alcune indiscrezioni poi, affermano che il Film "Contact" avesse una lunghezza maggiore di quasi 30 minuti della sua attuale durata, e che la censura americana l’abbia "accorciato" solo per renderlo più "scorrevole". C’erano ulteriori messaggi evidenti e subliminali che si volevano eliminare?
Ma il film "Contact" è tratto dall’omonimo libro di Carl Sagan, un compianto scienziato ed astro-fisico che aveva lavorato per molti anni per la NASA. Egli era una persona sicuramente molto ben informata su molti fatti. Erano casuali questi messaggi sub-liminali proposti nel film, tratto dal suo libro? Sembra difficile presumerlo.
Inoltre la moglie di Sagan era stata l’artefice grafica della "Placca Metallica" che conteneva le informazioni inerenti le caratteristiche bio-genetiche della razza umana da inviare nello Spazio Profondo. Lo stesso Sagan, poi, era stato l’elaboratore del codice binario matematico con cui queste informazioni erano state elaborate. Tale Placca fu caricata poi a bordo della sonda "Pioneer 11", lanciata nello spazio per una ricognizione al di fuori del Nostro Sistema Solare. Da altre indiscrezioni sembra poi che la sonda sia stata spinta proprio verso le Iadi, nella Costellazione del Toro, dove campeggia la Rossa Aldebaran, anche se passeranno molti anni prima che vi possa giungere, se ma essa vi arriverà.

LA TESTIMONIANZA ...DEGLI ALIENI?
Abbiamo detto che i Medium Orsic e Sigrun captarono nel 1919 in forma Telepatica un messaggio da Alieni che venivano da Aldebaran. Questo fatto ci lascia un po’ dubbiosi.
Curiosamente, anche se davvero incredibilmente, un messaggio di questo genere sarebbe stato captato il 12 marzo del 1958 anche da Richard Miller. Disponibile su Internet nel sito spiritweb.org, questo messaggio ci racconta di un Alieno chiamato "Kla-La", che parla della Grande Piramide di Giza, in termini strani e sbalorditivi.
Nel corso del testo, che non espongo per ragioni di brevità, questo Kla-La dimostra di avere delle informazioni, molto particolari, che studi recenti hanno dimostrato essere probabilmente vere, e che attualmente sono del tutto rifiutate dagli Egittologi tradizionali.
Se si tratta di una Frode, come potrebbe apparire a prima vista, il fantomatico creatore di questo Kla-La e del messaggio da lui proposto, è sicuramente molto ben informato sui fatti dell’Antico Egitto e della Grande Piramide.
Ecco la parte iniziale del testo: "Al principio... le navi da esplorazione della Flotta Galattica volevano stabilire un avamposto ed un Radio-faro sul Pianeta Terra. Gli Equipaggi del Terzo Pianeta di Aldebaran sbarcarono allora sul vostro mondo ed iniziarono la costruzione di quella che sarebbe diventata in seguito la Grande Piramide... Questo generatore, con i suoi fasci di emissione, era in grado di limitare un allarmante grado di escursione assiale ai due poli, e di instaurare condizioni climatiche più temperate in molte parti del mondo, che stava appena uscendo dalla glaciazione."
Anche qui troviamo riferimenti forse casuali, forse inventati, ad Aldebaran ed al suo sistema Planetario.
Ricordiamo che il Terzo Pianeta di Aldebaran coincide proprio con le tre orbite a Goccia che circondano la Stella centrale delle tre in diagonale della Vignetta presente nel Soffitto astronomico di Sen-en-Mut e dei Faraoni Ramses VI e IX. (Rammentiamo che l’Egittologia ufficiale tende ormai ad accettare erroneamente l’idea di alcuni Scrittori che questo Riquadro rappresenti la "Cintura di Orione").
Guarda caso queste Stelle sono invece riferite proprio alla Costellazione del Toro, e, più in particolare alla Stella Aldebaran. Tale stella era conosciuta da tempi immemorabili e correlata allo stesso modo ad una "Ascensione Artificiale" da due popoli: gli Antichi Egizi e gli Antichi Indù, distanti tra loro migliaia e migliaia di chilometri.
Infine recenti informazioni di un "rivelatore" statunitense della questione UFO, hanno affermato che i veicoli alieni sarebbero costruiti su Pianeti che riescono a controllare le situazioni climatiche.
Il recente progetto "top-secret" HAARP (Highfrequency Active Auroral Research Program), studiato dal Dipartimento della Difesa degli USA, mira a "sparare" un fascio elettromagnetico nell’atmosfera terrestre allo scopo di alterare e controllare le condizioni atmosferiche in un punto del Pianeta o sull’intera Terra.
Si trattava di applicazioni pratiche di "retro-ingegneria" aliena vecchia di migliaia di anni?

CONCLUSIONI
Appare chiaro che la Costellazione del Toro ed il suo "Occhio", rappresentato dalla Stella Aldebaran, ha affascinato in tutto il nostro Pianeta ed in tutte le epoche storiche gli Uomini del Pianeta Terra.
È evidente che i critici e gli scettici possono vedere in tutte le circostanze archeologiche, storiche, linguistiche, fanta-scientifiche da me citate solo delle strane coincidenze, ma tengo a sottolineare che una tale convergenza di circostanze casuali, che puntano il dito in maniera ricorrente ed inequivocabile sulla Stella Aldebaran, appaiono troppo inconsuete per poterle definire non significative.
Venivano quindi da Aldebaran gli Antenati degli IperBorei e degli Atlantidei, che hanno portato la civiltà sul nostro Pianeta?
Solo il futuro potrà dirci qualcosa di più esauriente a questo proposito.

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