|
|
|

ALDEBARAN E LE PLEIADI: DA ATLANTIDE... AGLI "AEREI ROTONDI" DEI NAZISTI

Nel corso di millenni di storia il nostro pianeta ha avuto frequenti miti e leggende su visitatori dello spazio. Particolare importanza fu data dagli Antichi alla Costellazione del Toro, le cui stelle più rappresentative sono Aldebaran (Alfa del Toro) e l’Ammasso Stellare M45, meglio conosciuto come le "Pleiadi". Vediamo di indagare alcune testimonianze dei popoli dell’Antichità a questo proposito.

di Massimo Barbetta

![[Aldebaran è l’Occhio di Horus/Toro - 36K .jpg]](am11f74p.jpg)

GLI EGIZI
Le conoscenze astronomiche degli Antichi Egizi facevano parte di un patrimonio culturale di una "elìte" di Sacerdoti, che manteneva il massimo riserbo in funzione religioso-iniziatica sulle conoscenze acquisite. Otteniamo qualche informazione soltanto dalle Tombe e dai Sarcofagi di Faraoni, Dignitari, Alti Sacerdoti.
Utili indicazioni perciò ci giungono dalle Tombe dei Faraoni Ramses VI e Ramses IX della 20a Dinastia e dal Gran Sacerdote Sen-en-Mut della 18a Dinastia.
Sen-en-Mut era il Gran Sacerdote della Regina Hat-Shep-Sut. Egli era Tutore (e forse padre, a quanto affermano alcuni) della Principessa Neferura, ed Architetto dello splendido Tempio funerario della Regina a Deir el Bahri.
Sen-en-Mut si fece costruire due Tombe: la prima a Sheikh Abd el Qurna (numero 71), la seconda proprio a Deir el Bahri (numero 353), non molto distante dal mausoleo funebre di Hat-Shep-Sut. Questa tomba, scoperta nel 1927 da Winlock, reca un soffitto astronomico particolarmente curato, anche se gli stessi Antichi Egizi simpatizzanti del successore di Hat-Shep-Sut, l’energico Thouthmosis III, forse in segno di disprezzo, si erano premurati di nasconderlo sotto uno strato di vernice bianca.
Un’idea delle notevoli conoscenze di Sen-en-Mut ci giunge da alcune iscrizioni presenti in questa tomba:

"Oh Sen-en-Mut, ...Horus ti ha dato il suo occhio, che tu possa vedere con questo davanti agli dei. Horus ti ha dato le sue ali, le ha riunite per te, nulla ti potrà disturbare".

Nella mappa del Cielo Meridionale del soffitto della Tomba di Sen-en-Mut troviamo rappresentati da sinistra verso destra i Pianeti, le Costellazioni Sirio, Orione ed una serie di Stelle Decanali.
Vi troviamo anche la raffigurazione, peraltro molto conosciuta, delle tre stelle in diagonale con tre ellissi a goccia che "puntano" verso una quarta stella. Da alcuni studiosi questa immagine è correlata alle tre stelle della "Cintura di Orione".
In realtà occorre dire che:
- Deir el Bahri dista 500 Km da Giza;
- non vi è nessun riferimento che le tre stelle corrispondano a Piramidi e la 4a stella alla Sfinge;
- non vi è alcun collegamento né a "Rostau", nome egizio di Giza, né a "Rwty", nome egizio della Sfinge.
Ma, soprattutto, non vi è alcuna connessione con Orione e con la sua "Cintura".
Come possiamo vedere, infatti, le tre stelle a goccia hanno una didascalia data da alcuni geroglifici.
Essi sono rispettivamente da destra verso sinistra:

Tre linee orizzontali che stanno a significare per tre volte il nome "Ta" = "Terra"; il simbolo di "Nut", corrispettivo della Dea del Cielo "Nut"; il simbolo di "Khet" = "Ventre". Il tutto sembra leggersi quindi come: le "Tre Terre del Ventre di Nut", che possiamo interpretare come "Tre Pianeti dello Spazio Celeste".
Tale legenda coincide poi perfettamente con una identica dicitura che troviamo in un registro posto immediatamente sopra il riquadro delle tre stelle a goccia, che contiene una figura antropomorfa che impugna uno scettro "Uas". Questo attributo qualifica tale figura come Divinità. Ma si può identificare in Che zona del Cielo ci troviamo? Se noi guardiamo il Registro di Stelle subito sopra queste figure abbiamo i Geroglifici di "Khau Mes" = "Nascita delle Migliaia".
Questa Stella Decano corrisponde, come ci informa Angelo Angelini ("Il Segreto di Nostradamus") alle Pleiadi, e "controlla" lo spazio celeste appartenente alla Costellazione del Toro.

Subito a destra delle Pleiadi (Khau Mes) troviamo altri 2 Decani, i cui geroglifici comprendono "Kod" = "Quelli che sono in circolo" e "Sawy Kod" = "I 2 figli di quelli che sono in circolo". Per Angelini essi corrispondono, rispettivamente, a Menkab = (Alfa della Balena), e ad Algol (Beta di Perseo). Ancora a destra troviamo il Decano "Qe Mut Hr Geru" = Hamal (Alfa dell’Ariete) e Sheratan (Beta dell’Ariete).

Un aspetto interessante è poi, nella parte bassa della raffigurazione del soffitto della Tomba di Sen-en-Mut, una duplice serie di Stelle disposte a "V", che inizia nella parte terminale di Sah-Orione e termina in corrispondenza esatta del limite destro della "Vignetta" delle tre stelle a "Goccia".
Ideograficamente sembrerebbe potersi trattare di una "Strada fra le Stelle".

Ma esistono riferimenti egizi a "Vie" o "Sentieri" nel Cielo?
La risposta è affermativa: nei Testi delle Piramidi.
Gli Antichi Testi delle Piramidi ci dicono infatti che:
- (Formula 756) "(La Dea) Nut prenderà la tua mano e ti darà una strada per l’Orizzonte, verso il luogo dove è Ra."
- (Formula 889) "Io remo con Ra, quando attraversa il Cielo, come una stella d’oro, la Luce brillante del 'Toro della luce solare'."
- (Formula 801) "Possa tu trasferirti nel Cielo, perché le 'strade delle distese celesti' che portano a Horus, sono aperte per te."
- (Formula 1325) "Ma per ogni Dio che prepara per me una scalinata, io ascendo e salgo fino al Cielo. Per ogni Dio che appronta un posto per me nella sua barca, io ascendo e salgo fino al Cielo."
- (Formula 1431-1433) "Una scala è preparata per il Re, cosicché egli possa ascendere nel suo nome di 'Ascesa al Cielo' ...Il Toro Celeste ha piegato il suo corno affinché il Re possa raggiungere i 'Laghi del Mondo Sotterraneo'."
- (Formula 2062) "Il Faraone si sistema sul tuo sentiero, o Horus di Shezmet, mediante il quale tu guidi gli Dei ai bei sentieri del Cielo ed ai 'Campi delle Offerte'."
- Formula 2095) "Tu, o Re, messaggero del gran Dio, vai in cielo, vieni vanti dal 'Cancello dell’Orizzonte'."
- (Formula 2122) "Io illumino (occupo) il mio posto nella 'strada dei rematori nel Cielo'.) Io remo (viaggio in questa strada nel Cielo."
Il concetto di "Cancello dell’Orizzonte", quello delle "Strade delle distese celeste", quello della "Strada dei rematori del Cielo" fanno ipotizzare un percorso privilegiato e ben preciso nel Cielo. Si potrebbe trattare di uno Stargate, come suggerito dal soffitto di Sen-en-Mut?
I riferimenti al "Toro Celeste" dei Testi delle Piramidi non fanno poi che ribadire il collocamento della "V" di Stelle proprio sotto il Decano "Khau Mes", corrispondente alla Costellazione del Toro.
Ma un riquadro con tre stelle a goccia, sempre con la precedente dicitura "Tre Terre, La Strada di Stelle a V = Stargate? Ventre della Dea Nut" lo troviamo altresì nella Tomba del Faraone Ramses VI. Qui troviamo anche un orologio stellare con l’identificazione delle stelle per le 12 ore della notte, che venivano indicate con l’orientamento rispetto alla figura di un Sacerdote posto di fronte al Sacerdote che faceva le osservazioni e compilava la Tabella Oraria mediante l’Asta Graduata, chiamata "Merkhet". Tale orologio è poi ugualmente raffigurato anche nella Tomba di Ramses IX. Viene rappresentato così il Cielo nel 2° mese della stagione di Akhet (corrispondente al Tolemaico Phaophi) per i giorni da 1 a 15 e per i giorni da 16 a 30. Nella seconda metà del mese di Phaophi vediamo che la 6a ora è contrassegnata dalla dicitura geroglifica: "Stella della 'Terra delle Migliaia' sopra l’occhio destro (del Sacerdote Osservatore)". Anche nel secondo orologio vediamo che esiste una stella oraria contrassegnata con la 8a ora per i giorni 1-15, e con la 7a ora per i giorni 16-30. La dicitura geroglifica ci riporta che si tratta della: "Stella della Terra di Sar".
Noi sappiamo che gli Antichi Egizi con il termine "Ta" indicavano un territorio geograficamente esteso.
Infatti il Faraone era definito come Signore delle 2 Terre (Neb Ta-wy), che corrispondevano all’Alto ed al Basso Egitto.
È veramente strano che venga associato il nome "Ta" = "Terra" sia alle Pleiadi, la Stella "Khau Mes" che alla stella "Sar".
Ci viene da chiedere: come facevano a sapere gli Antichi Egizi che c’erano "Terre" = Pianeti, associati a certe particolari Stelle e non ad altre?
C’erano forse andati od era stato detto loro che vi erano Pianeti abitabili in quei Sistemi Planetari, e se sì da chi? Da visitatori Alieni che da lì provenivano?
L’ipotesi, teorica per il momento, di Viaggi Interstellari mediante condotti spazio-temporali, è presa seriamente in considerazione da scienziati odierni. È possibile che anche nell’Antico Egitto ci fosse quello che potremmo definire uno "Stargate", cioè una "Porta delle Stelle"? Di sicuro vi è il Geroglifico che lo rappresenta!
Nel Soffitto Astronomico di Sen-en-Mut troviamo poi la "V" di Stelle che lo rappresenta anche concettualmente.


Nell’Orologio Stellare di Ramses IX troviamo però riferimenti alla "Stella Sar". Vediamo di saperne qualcosa di più a questo proposito.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home

aggiungi Edicolaweb a Preferiti

Copyright © 2003 Archeomisteri - Diritti riservati agli Autori. Riproduzione vietata.

|
|
![[Edicola home]](homeedic.gif) ![[Archeomisteri home]](homestar.gif) ![[inizio pagina]](top.gif) Tutti gli articoli di
ARCHEOMISTERI
|
![[Edicola home]](homeedi2.gif) ![[Archeomisteri home]](homearc2.gif) ![[inizio pagina]](to2.gif) ![[articolo precedente]](indietr1.gif)
|
|
|
|