
LA DISTRUZIONE DI SANTORINI

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Ma del resto questo tipo di dispute non è nuovo. È dagli anni Cinquanta che studiosi di tutto il mondo negano l’esistenza del continente perduto, sostenendo che Platone abbia tratto ispirazione non da una cronaca storica reale ma dalla distorsione di un evento catastrofico locale: l’esplosione dell’isola di Santorini. L’ipotesi che Atlantide altro non fosse che Santorini, distrutta da un’eruzione vulcanica, è recentemente tornata alla ribalta, pur non essendo affatto una tesi inedita; ciò è dovuto alla pubblicazione di un libro a firma dello scienziato ed astronomo italoamericano Charles Pellegrino, convinto che la civiltà di Atlantide altro non fosse che la perduta cultura della Creta minoica e che Thira o Santorini, isoletta al largo di Creta, sia quanto resta del cataclisma che sconvolse quella parte dell’antica Grecia che Platone identificava in Atlantide. Pellegrino se ne dice assolutamente convinto in un libro il cui titolo non ammette repliche: "Il ritrovamento della vera Atlantide" (curiosamente anche la Chiesa si sta interessando approfonditamente a queste tematiche, recentemente). E conclude: "L’Atlantide dei nostri sogni e dei nostri miti era certamente Thira Santorini. Il ritrovamento di questa città sepolta e della civiltà che la edificò costituisce la scoperta archeologica più importante da quando Howard Carter e Lord Carnarvon entrarono nella tomba di Tutankhamen."
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