
L’ATLANTIDE DEL MARE ANTARTICO

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Stranamente proprio questi ultimi, due dei più convinti sostenitori dell’esistenza di Atlantide, rifiutano l’idea che il continente perduto possa essere stato ritrovato. Forse perché l’Atlantide è stata identificata non già nel Vecchio Continente, ma in Giappone? Gelosie nazionaliste dividono dunque i ricercatori? Può darsi, e non solo.
Ben lungi dal sostenere, con Platone, che il continente perduto si trovasse nell’Oceano Atlantico, in tempi più recenti West ha sposato la tesi di due ricercatori canadesi, Rand e Rose Flem-Ath, secondo i quali l’Atlantide si trovava... in Antartide.
"Dopo avere esposto le proprie teorie in un libro del 1979 - ha dichiarato lo studioso inglese Colin Wilson - West riuscì a convincere Schoch, un geologo dell’università di Boston, ad accompagnarlo in Egitto per rilevare i dati sul posto. Il lavoro di Schoch lo convinse che la Sfinge era stata erosa alla base dall’acqua e dunque non poteva essere fatta risalire solo al 2500 a.C., contemporanea della Grande Piramide. Non solo, un recente studio dei Flem-Ath sulla carta di Piri Re’is lo ha convinto che l’immenso continente cartografato nel portolano turco, che ora rappresenta l’Antartide, altro non fosse, in passato, che l’Atlantide."
Questo spiegherebbe dunque perché Schoch e West siano così restii ad ammettere la genuinità dei ritrovamenti di Okinawa. E del resto in Egitto accade la stessa cosa; il cairota Zahi Awass, sovrintendente agli scavi nella piana di Gizah, si rifiuta di considerare la Sfinge atlantidea, perché ciò toglierebbe al "suo" Egitto il primato della civiltà.
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