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DALL’OLIO DI SCORPIONI AL "SANGUE DI DRAGO"

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Animale pieno di valenze negative, secondo il principio "similia similibus curantur" lo scorpione si riteneva in grado di curare morsi e punture di animali velenosi. Il Ricettario Fiorentino consiglia di preparare l’olio di scorpioni con una settantina di esemplari messi a macerare per 30 giorni al sole in due libbre d’olio di mandorle amare. Il Mattioli fornisce invece un’altra ricetta, prevedente 3000 scorpioni catturati al culmine dell’estate e lasciati a macerare in olio di hiperico. Comunque sia, esso avrebbe risolto avvelenamenti, calcolosi, affezioni vescicali e altro ancora. Il "Sangue di Drago", come dice il Ricettario Fiorentino, era "gomma di un albero che nasce nelle Isole Canarie". Andava usata "quella di color rosso acceso, trasparente e frangibile detta sangue di drago in lacrime". Le leggende antiche risalenti a Plinio volevano invece tale sostanza grumi del sangue di un ferocissimo drago. La realtà ci è però svelata dal Donzelli e dal Mattioli.
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