
I TERREMOTI SI POSSONO PREVEDERE

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Le forze endogene che provocano i fenomeni sismici, si manifestano sotto forma di onde elastiche. Sono in sostanza le onde sismiche responsabili delle vibrazioni che colpiscono in superficie il globo terrestre. Sono di due tipi: le onde di volume, che si propagano all’interno della Terra e le onde di superficie che ovviamente si propagano attraverso la crosta terrestre.
Le onde di volume provocano movimenti sussultori, ossia oscillazioni in senso verticale. Le onde di superficie invece provocano movimenti ondulatori, quindi oscillazioni in senso orizzontale. Essendo onde provocano un suono. È curioso. La lunghezza d’onda di questo suono è, come si è già ricordato, compresa tra i 2 Hertz ed i 12 Hertz.(9) Le onde con frequenze inferiori ai 16 Hertz danno luogo ai cosiddetti infrasuoni. Le onde sismiche, pertanto, generano infrasuoni. Gli infrasuoni sono lunghezze d’onda non udibili dall’orecchio umano. L’apparato uditivo degli animali invece si direbbe essere predisposto per la ricezione anche degli infrasuoni. Il "suono sismico", oltremodo potente e cupo, inquieterebbe non poco gli animali. Questo spiegherebbe il fenomeno di "preveggenza" attribuito, ingiustamente, loro. È noto che: "...spesso i terremoti sono preceduti da segni precursori: folate di aria calda, perturbazioni atmosferiche... accompagnati da caratteristici boati, lampi sismici, maremoto..."(10). Prevedere un fenomeno sismico, tuttavia, è ben altra cosa.
Non si tratta solo di azzeccare estemporaneamente una previsione. È richiesta la reiterazione della previsione stessa. Si configura necessario pertanto individuare un algoritmo che consenta di replicare le previsioni "scientificamente". Occorre un protocollo.
Si sono già individuate se non altro, almeno le due costituenti per completare l’esclusiva formula previsionale. Una è il suono. L’altra è l’Esagramma. Il suono è l’ingrediente indispensabile, come si vedrà, per stabilire il timing, ossia il "quando" avverrà il movimento tellurico. L’importante figura esagrammatica invece è necessaria per focalizzare il "dove" si manifesterà l’evento sismico.(11) Si può anche facilmente comprendere il motivo di una simile destinazione funzionale per l’Esagramma.
La dimensione geometrica di questo simbolo è in pratica sconosciuta. E nondimeno importante.
Per quale motivo? Semplice. In qualche misura l’Esagramma ed il suo particolare codice geometrico hanno a che fare con i terremoti, ovvero, ma è la stessa cosa, i sismi conservano una componente geometrica che finora, molto probabilmente, è sfuggita agli studiosi.
Si deve ricordare, infatti, che la Terra, almeno virtualmente, è tonda. È, in sostanza, un cerchio.
L’Esagramma consente, in una certa misura, la ripartizione sessagesimale del cerchio. Allora, banalmente, l’Esagramma consente di eseguire una zonatura precisa della circonferenza virtuale rappresentata dal profilo terrestre. Per i nostri fini, si deve considerare però solo uno dei triangoli equilateri che costituiscono l’Esagramma e due punti noti. Le due zone stabilite, sono due epicentri in cui il fenomeno tellurico si è già manifestato. Individuare il terzo punto con il triangolo equilatero, ossia il nostro "dove" previsionale, è quindi abbastanza elementare. Si può stimare essere una semplice triangolazione. Questo è il concetto di fondamento per l’algoritmo "dove". È evidente che non si tratta né di esoterismo e neppure di magia.
È semplicemente Geometria applicata. Pratica.
Il discorso del timing, invece, risulta essere un po’ più complesso da definire.
Esiste, senza grandi incertezze, una fortissima corrispondenza che lega l’Esagramma alle acque. L’indicazione si potrebbe rivelare decisiva per prevedere i fenomeni sismici.
In che senso? Semplice. L’acqua, inaspettatamente, si potrebbe segnalare essere uno straordinario marcatore per i terremoti. Ciò non è tanto perché le acque, nell’immediatezza d’eventi tellurici, cambiano conduttività, sapore, odore, colore, percorso in caso di sorgenti, e così via.(12) Il motivo è da ricercare piuttosto nella sensibilità che ha l’ebollizione dell’acqua per la pressione atmosferica.
In precedenza si è parlato di suono. Anzi. Si è accennato agli infrasuoni. Sono onde sonore, queste, che tecnicamente si possono definire lunghissime. Non conoscono barriere. Sono inarrestabili.
Ora, è noto come il suono, essendo un’onda, si propaga anche nell’atmosfera alterando con creste e gole la stessa pressione atmosferica. Un esempio notevole in questo senso è l’eruzione del vulcano Krakatoa avvenuta nel 1883. L’eruzione generò un’onda d’aria che fece sette volte il giro della Terra:
"...i barometri dell’epoca registrarono sette spostamenti d’aria legati all’eruzione... il suono del boato, per esempio, fu avvertito nell’isola di Rodriguez, nell’Oceano Indiano, distante oltre 4500 chilometri, quattro ore dopo la sua emissione...".(13)
I fenomeni vulcanici si presentano con la stessa frequenza sonora dei terremoti. Il range sonoro, infatti, anche in questo caso è sotto la frequenza limite dei 16 Hertz. Siamo ancora nel campo degli infrasuoni.
Ora, si deve rimarcare quanto è concretamente interessante la strana correlazione che esiste tra acqua, suono e pressione atmosferica.
Per concludere, è forse utile ricordare come nelle civiltà antiche l’acqua si è sempre abbinata al divino. La maggior parte degli edifici sacri, aveva un bacino artificiale, se non proprio vere sorgenti, al loro interno o nelle loro immediate vicinanze.
È sufficiente ricordare le grandi "piscine" esistenti a Teotihuacan. È ancor più interessante considerare la strana vasca esistente all’interno della piramide di Cheope, pensata "solo" come un semplice sarcofago. Secondo quanto si è fin qui segnalato, stimate in tale prospettiva, certe costruzioni o parti di esse assumono ben altro valore e significato.
I templi sono il luogo sacro per ascoltare e prevedere le manifestazioni delle divinità. I sacerdoti diventano gli esecutori, o gli anticipatori, della volontà divina che si manifesterà attraverso l’acqua con la voce della Terra.
Si può avvertire essere solo un’idea affascinante. È invece un’ipotesi che presenta numerosi elementi di probabilità. La teoria, in ogni caso, si deve valutare fino in fondo.
A tal proposito, si deve aggiungere con malcelato orgoglio che il Centro Nazionale delle Ricerche di Milano ha preso in seria considerazione questa mia teoria. Con tutta la prudenza del caso, il C.N.R. sta valutando la validità scientifica della nuova idea. Prevedere i terremoti è forse possibile.
Le previsioni che si sono correttamente accertate ammontano a più di trecento. La raccolta dei dati utili si è ormai conclusa.
L’anticipo predizionale ha un margine che oscilla, è il caso di dire, da una settimana a quindici giorni. Non è cosa di poco conto.
Occorre passare alla definizione della legge che governa il fenomeno. È ovvio: sempre che esista...
Forse sì...

Note:
9. Non si vuole assolutamente affermare che gli antichi hanno conosciuto l’unità di misura della frequenza, l’Hertz appunto. Si deve ricordare, al contrario, che è l’Hertz che basandosi su di un fenomeno periodico, l’onda appunto, avente come periodo di riferimento 1 secondo (quindi come numero di base si ha 1), potrebbe coincidere con qualche algoritmo numerico utilizzato in passato e andato perduto.
10. Maximus, Dizionario Enciclopedico, Novara, 1992, p. 2404, voce: "Terremoto".
11. Sull’importante figura geometrica dell’Esagramma, si vedano pure, oltre al già citato "Il segreto di Cheope", i due importanti articoli da me redatti comparsi su questa rivista "Archeomisteri" n° 4 del Luglio-Agosto 2002 e sul più recente n° 9 del Maggio-Giugno 2003.
12. Questi, tuttavia, pur essendo fatti noti non sempre sono attendibili. Non sono soprattutto attendibili da un punto di vista di grandezza temporale.
13 Tratto dalla rivista "Newton oggi", n° 5, Maggio 2003, p.162.

Diego Baratono è originario di Agliè Canavese, in Piemonte. È ricercatore indipendente. Le sue esplorazioni archeologiche sono indirizzate verso lo studio delle paleo-geometrie e degli antichi sistemi geometrici applicati alla topografia dei luoghi sacri. In seguito allo sviluppo d’alcune efficaci teorie inerenti alla possibilità di previsione dei fenomeni sismici, collabora con il C.N.R. di Milano. È autore del libro " Le Abbazie ed il segreto delle Piramidi".

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