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PALEOGEOMETRIA E GEOMETRIA SACRA

parti precedenti:

CISTERCENSI E MAYA: UNA SOLA GEOMETRIA SACRA? »
CON I TRIANGOLI TUTTO... QUADRA... »
ALLA RICERCA DEL "FATTORE GEOMETRICO" NASCOSTO »
PERCHÉ IL COMPASSO NON SERVE? »
ECCO IL "PROTOCOLLO UXMAL" »


![[Il "Protocollo Uxmal" - 57K .jpg]](am09f31p.jpg)

Le osservazioni riportate in quest’articolo fanno parte di un ben più ampio studio che ha per cardine la "paleogeometria".
In particolare, la ricerca ventennale che si è condotta ha consentito di focalizzare l’attenzione su alcuni caratteristici sistemi geometrici che si direbbero esistere a monte dello "zoning", dell’organizzazione topografica di particolari aree archeologiche.
Individuati in orizzonti culturali tra loro distanti nello spazio e nel tempo, tali sistemi si sono rivelati possedere nondimeno un innegabile tratto comune. È la matrice geometrica che fonda i sistemi stessi. E si tratta dell’Esagramma. Di quella straordinaria figura geometrica composta di due triangoli equilateri incrociati inscritti in una circonferenza, che presenta caratteristiche che si dimostrano poco conosciute. Anzi.
Poco apprezzate ed ancor meno capite. Ad iniziare dalla loro stessa antichità. Al riguardo è indicativo l’importante l’articolo pubblicato in un numero precedente. Nello scritto in discorso si è in effetti ricostruito quello che ci appare essere il sistema geometrico "sacro" applicato con pochi dubbi dagli antichi Egizi per strutturare la "misteriosa" piana di el-Giza. Affiora in questo caso lo straordinario sistema geometrico egizio avente come fondamento, appunto, la figura del doppio triangolo equilatero incrociato.
Emergono, altresì, una matrice modulare quadrata ed un rettangolo, anch’esso modulare, ma questa volta in Sezione Aurea.
Ambedue sono il considerevole prodotto finale del sistema geometrico in questione. Si deve ricordare che tutte le configurazioni geometriche basate sull’Esagramma che sono state esaminate e ricostruite si sono dimostrate come apparentemente calibrate per raggiungere tale obiettivo: ossia, avere a disposizione un modulo quadrato ed uno rettangolare in Sezione Aurea. È inutile ricordare che le possibilità applicative di tali schematismi risultano semplicemente sorprendenti.
Ancora oggi. La questione, però, assai stranamente si direbbe interessare poco ai più e agli stessi studiosi ufficiali. Ad ogni buon conto, lo stesso discorso vale per l’universo dei Maya, oppure per l’orizzonte culturale di Stonehenge o per i ben più recenti edifici dei Monaci Bianchi di Citeaux, tanto per citare i nomi più noti che si sono esplorati. Si cambiano dunque scenari storici e culturali, ma non la sostanza delle cose.
La stella a sei punte, anche nei casi citati, è dunque la "protagonista" assoluta, l’ingrediente fondamentale che consente di intravedere e ricostruire geometrie sacrali di rara bellezza di cui non si era mai nemmeno sospettato l’esistenza. Almeno non in tali termini. È proprio la geometria fondata sull’Esagramma, inoltre, che consente di contestualizzare e quindi anche di comprendere alcune strane disposizioni planimetriche relative a diversi siti, ritenute inspiegabili e "misteriose": È ancora questa singolare figura geometrica che in qualche modo permette di giustificare affinità altrimenti inspiegabili, ma nondimeno esistenti fra civiltà diverse e lontane nello spazio e nel tempo. In conclusione, l’Esagramma si trova combinato secondo algoritmi geometrici peculiari in diverse culture. Algoritmi che il più delle volte riverbeverano le concezioni eticoreligiose delle varie civiltà coinvolte. L’Esagramma, così impostato, si configura plasmare senza soluzione di continuità un reticolo modulare quadrato ed un rettangolo in Sezione Aurea.
Si tratta di moduli di fondamentale importanza per creare spazi ed edifici destinati al culto divino. E questa si direbbe essere una tra le funzioni sacre che l’Esagramma ha nascosto ai più per diversi millenni. Gli Antichi, in qualche modo, l’appresero per "Tradizione" da chi "sapeva". Spetta a noi, oggi, il compito di riscoprirne le funzioni e, possibilmente, di tramandarle nel modo più puntuale ed obbiettivo possibile.

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