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ECCO IL "PROTOCOLLO UXMAL"

parti precedenti:

CISTERCENSI E MAYA: UNA SOLA GEOMETRIA SACRA? »
CON I TRIANGOLI TUTTO... QUADRA... »
ALLA RICERCA DEL "FATTORE GEOMETRICO" NASCOSTO »
PERCHÉ IL COMPASSO NON SERVE? »


![[Il "Protocollo Uxmal" - 57K .jpg]](am09f31p.jpg)

1) A: il vertice A è prodotto dall’innesto del primo gradino della scalinata EST con il fronte interno della porta NORD, a sinistra. Questo è un punto che è stato rilevato dagli studiosi.
2) B: per ricavare questo vertice, si deve tracciare una retta passante per il punto 1 ed il punto d’origine O dell’intersezione assiale S - D ed E - W, (si deve ricordare che entrambe i sistemi di riferimento sono stati rilevati dai ricercatori) fino ad intercettare la gradinata WEST. Si troverà in questo modo il vertice B. Il vertice nominato coincide con l’innesto del secondo gradino della scalinata WEST con il fronte interno della porta NORD, a destra.
3) S’: il punto S’, è dato dall’intersezione tra l’asse mediano alla porta NORD, S - D in figura, con il palco (scalino d’arrivo) della gradinata SUD.
4) D: il vertice D è fissato dall’intersezione in D’ (questo è un punto dell’asse S - D mediano alla porta NORD), della retta passante per i punti 2 - 2’ (essendo 2’ il punto derivato dell’intersezione dell’asse E - W con il primo gradino della scalinata EST).
5) Si deve prolungare, ora, la linea assiale E - W fino ad intercettare la parete interna posteriore dell’edificio WEST. Sarà individuato il punto W’.
6) F: il vertice F si ricava intersecando la retta passante in A - 3, con la retta K’ - W’ (essendo K’ il punto che l’asse K - Y rilevato dagli studiosi, individua incrociando il palco, ossia l’ultimo gradino della scalinata SUD). Il vertice F, in questo caso, giace quindi sul secondo gradino della scalinata WEST.
7) Il vertice G, è determinato dall’intersezione tra la retta che passa per i punti 1 - 1’ (essendo 1’ il punto d’intersezione tra l’asse H - X, ossia l’asse ortogonale all’asse K - Y rilevato dagli studiosi, ed il primo scalino della gradinata EST), con la retta che passa per i punti S’ - H’ (essendo H’ un punto individuato dagli studiosi).
Sono necessarie, ovviamente, alcune considerazioni in merito.
Innanzi tutto, si deve ricordare che è fuori luogo oltreché poco convincente, stimare che sia stato possibile costruire l’impianto di Uxmal secondo il caratteristico schema del triangolo equilatero focalizzato, senza una deliberata impostazione geometrica "a priori". È di per sé difficile, per non dire quasi impossibile, ottenere un preciso triangolo equilatero in maniera casuale. Figuriamoci ricavare la complessa figura geometrica unendo dei punti occasionali od arbitrari. Per intenderci, la costruzione di un triangolo equilatero è imprescindibile dal riferimento "tecnico" offerto dalla circonferenza.
Sulla questione non esistono grandi dubbi. Del resto sembra abbastanza chiaro esistere dietro la configurazione geometrica del "Convento" e del chiostro di Staffarda, una precisa volontà logica. È poco convincente liquidare le esatte corrispondenze identificate come delle semplici o fortunate casualità.
I singolari tratti messi in luce portano per di più ad una precisa conclusione. Questa.
In estrema sintesi, la ratio geometrica, architettonica ed astronomica dei siti che si sono esplorati (11), è fortemente suggestiva per la conoscenza di regole che si configurano essere ancorate al concetto di ripartizione sessagesimale della circonferenza.
È opportuno osservare, inoltre, che simili conoscenze sono parte integrante dell’orizzonte culturale sia dei Maya, sia dei Cistercensi.
Lo zoning topografico degli apprestamenti nominati, impostato sui profili dell’Esagramma ricorda, in una certa misura, una triangolazione. Non è improbabile.
Per i Maya, ad esempio: "...Peter Harrison (1989) ci ha fornito ulteriori informazioni sulla struttura 5D - 57 che arricchiscono notevolmente questo aspetto della storia. In occasione della Settima tavola rotonda di Palenque, ha dimostrato che i costruttori dell’Acropoli centrale (di Tikal, N. d. A.) usarono la triangolazione in rapporto agli edifici precedenti per stabilire la posizione di quelli nuovi. Utilizzando quella tecnica, disposero la struttura 5D - 57 in rapporto a quella che Harrison definisce la 'casa del clan di Grande Zampa di Giaguaro', nota agli archeologi come Struttura 5D - 46...". (12)
Non si deve dimenticare inoltre la presenza del singolare fregio del "Convento" che si è considerato inizialmente. Facendo riferimento all’inedita lettura dei luoghi che si è proposta, l’ornamentazione in discorso qui troverebbe una conferma ed una giustificazione più che valida per il suo impiego.
In seconda battuta, è naturale interrogarsi su di una questione. Per quale strano motivo si è esercitata proprio quest’opzione "tecnica", ossia si è adottata la figura dell’Esagramma come ingrediente per governare la ricetta geometrica del "Convento" di Uxmal, e per conseguenza del chiostro di Staffarda?
Il problema non è irrilevante. Per diversi motivi. Ad esempio il simbolo esagrammatico non era completamente ignoto ai Cistercensi. I Monaci Bianchi sono giustificati. In fondo, è la Sacra Bibbia che ne tramanda il mirabile tracciato. (13)
Si può affermare allora, che la stella davidica è un’immagine che appartiene sostanzialmente alla dimensione del sacro. Per essere maggiormente precisi, il "Magen-Dawid" appartiene ad un dominio cultuale sacro che il Vecchio Mondo ha prodotto. Fin qui, forse, tutto si direbbe correre. Qual è la nota stonata allora?
Questa: come facevano i progettisti Maya, ossia chi inventò il "Cuadrangulo de las Monjas", a possedere una simile simbologia?
Più critico ancora, è intendere perché la stella dell’Esagramma sia stata ancorata ad un orizzonte cultuale sacro sì, ma totalmente estraneo al suo ambiente d’origine come il sito di Uxmal.
L’Esagramma, si ricorda, per quanto si conosce sembra appartenere geneticamente al Vecchio Mondo. Non al Nuovo. Di conseguenza?
Rispondere non è semplice, sempre ché sia possibile farlo. Forse sì. A ben vedere forse una risposta c’è. Per il momento, tuttavia, è conveniente fermarsi a questo punto. È una quantità più che sufficiente di materiale su cui ragionare.

Note:
11. Si deve qui ricordare la caratteristica ampiezza di 60°, determinata dal fronte NORD della "Porta delle Tartarughe" con la linea meridiana NORD-SUD. Il riferimento astronomico, benché ancora oscuro, si deve tenere in debita considerazione.
12. Schele-Freidel, "Una foresta di re", 2000, Milano, p. 267, nota 76.
13. È opportuno, per approfondire l’argomento, consultare l’opera già citata in nota 3, "Il Segreto di Cheope", alla p. 111 e seg.
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