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n° 9 Mag./Giu. 2003

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ALLA RICERCA DEL "FATTORE GEOMETRICO" NASCOSTO

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CON I TRIANGOLI TUTTO... QUADRA... »


[Santa Maria di Staffarda - 38K .jpg] [Cuadrangulo de las Monjas - 20K .jpg] [Parallelismo tra "Santa Maria di Staffarda" e "Cuadrangulo de las Monjas" - 31K .jpg] [Schema che si fonda sui triangoli equilateri contrapposti - 26K .jpg] [Porta delle Tartarughe - 38K .jpg] [Il "Protocollo Uxmal" - 57K .jpg]
 

In precedenza si è ricordato che nella planimetria del "Convento" di Uxmal, studiosi americani hanno intravisto ed in qualche modo hanno segnalato diverse relazioni geometrico-architettoniche particolari. Non vi sono dubbi in merito.
Le connessioni in discorso esistono realmente. Le conclusioni formulate dai ricercatori su tali particolarità geometriche, tendono ad evidenziare la strana disposizione perimetrale che gli edifici del "Quadrilatero" assumono.
Il peculiare layout topografico dell’apprestamento maya, ma lo stesso giudizio vale anche per il chiostro di Staffarda, è definito dagli studiosi "armonico" ma vagamente "illogico".
Ad una più approfondita analisi, nondimeno, le varie corrispondenze che si sono accertate, consentono di scoprire altri punti planimetrici specifici. Sono importanti nella stessa misura. Sono meritevoli d’attenzione proprio in virtù della loro peculiare collocazione spaziale.
Si ricorda, come nel cortile del "Convento" mesoamericano, si mostrano intersecarsi due coppie di linee che sono "quasi" assiali. La loro disposizione, in sostanza, riflette "quasi perfettamente" i 90°. Le due coppie di linee decussate, sono originate virtualmente collegando i punti mediani relativi alle principali aperture perimetrali. I due sistemi sono, tra loro, ruotati di circa 6°. Si direbbe esistere, inoltre, una qualche disposizione simmetrica tra l’edificio SUD e la porta NORD.
La strana condizione di simmetria è facilmente individuabile se si pongono in relazione la seconda camera a sinistra ed il secondo vano a destra del lato meridionale, con i locali prospicienti che, a destra ed a sinistra, concludono l’edificio della porta settentrionale.
Il particolare curioso che emerge, è che i centri delle pareti di tali vani sono sistemati secondo una precisa direttrice assiale, se così si può definire. Tale asse, inoltre, risulta essere parallelo al lato EST del complesso. Sempre e solo in apparenza ciò non sembra rivelare molto. Per il momento.
Proseguiamo, allora, la disamina lasciata in sospeso dagli studiosi.
Il complesso di Uxmal, ad un primo approccio, non sembra essere stato allineato facendo riferimento ad un preciso punto cardinale dell’orizzonte. Si è cercato pertanto, di determinare almeno l’angolo che mantiene il fronte esterno dell’edificio situato a settentrione, noto come la "Porta delle Tartarughe", rispetto alla direzione della linea meridiana NORD-SUD.
Per far ciò, si è segnata graficamente questa linea direttrice in modo che la stessa intersecasse il tracciato corrispondente della "Porta delle Tartarughe". Una volta che si è eseguita questa semplice operazione, è possibile rilevare un particolare curioso.
È particolarmente eloquente. L’angolo acuto che è compreso tra le due linee determinate graficamente, presenta un’apertura angolare di 60°. (9)
È bene ricordare a questo punto, la strana indicazione che offre il chiostro di Santa Maria di Staffarda. Il monastero è suggestivo per una forte analogia, benché insolita, con il sito maya. È utile segnalare che le affinità tra i due impianti, si possono distinguere in parte nell’orientamento meridiano d’alcuni particolari strutturali e, in una certa misura, nella configurazione topografica dei fabbricati perimetrali. Si ricorderà, infatti, come proprio questi ultimi diano origine a losanghe planimetriche che, senza grandi equivoci, sono omologhe.
L’interno d’entrambe le strutture poi, riflette la precisa scelta dell’allineamento che si è fissata per alcuni angoli acuti particolari. Sono indicati con A ed A’ nelle planimetrie del disegno n° 3.
Sono in tutti e due i casi orientati verso EST. È orientata rispettando la stessa ratio, infine, anche la losanga sulla quale sono impostati ambedue gli apprestamenti. Simili analogie, di fatto, potrebbero già suggerire la presenza di un certo denominatore geometrico trasversale, che rende le due strutture stranamente compatibili. Almeno su di un piano ideativo. Riprendiamo pertanto l’analisi di Uxmal.
Ne vale la pena. Parliamo di geometria euclidea.
Per il caso in questione, si dimostra tornare utile il postulato che concerne il secondo criterio d’uguaglianza dei triangoli. L’enunciato del semplice teorema afferma come una coppia di triangoli che hanno rispettivamente due angoli identici ed il loro lato comune uguale, sono anch’essi equivalenti. Applichiamo l’elementare principio alle considerazioni formulate in precedenza. Si può facilmente intuire come sia dissimulato nella planimetria mesoamericana almeno un triangolo di base.
Ad Uxmal, la possibile presenza di una matrice geometrica triangolare è suggerita, inoltre, dalla particolare disposizione che assume il lato NORD del complesso rispetto alla linea meridiana NORD-SUD. Si ricorda, che le due linee direttrici convergenti generano un angolo di 60°.
Tale singolarità consente di formulare almeno due ipotesi. Entrambe, si fondano sull’enunciato euclideo precedente. Tutte e due non sono inverosimili.
La prima è che il frame geometrico che governa il "Quadrilatero", sia compatibile con un triangolo rettangolo scaleno. Gli angoli interni di questa figura geometrica sono, infatti, di 30°, 60° e 90°.
La seconda possibilità è che tutto il complesso maya sia, in qualche modo, coincidente con una matrice geometrica che è riconducibile al triangolo equilatero.
Il triangolo equilatero, com’è noto, possiede tutti i lati uguali ed ognuno degli angoli interni di 60°. Ora, per diversi motivi le indicazioni suggeriscono di ritenere che il planning del "Convento" mesoamericano sia stato congegnato, piuttosto, sulla figura geometrica del triangolo equilatero. Per meglio dire, è piuttosto probabile che la struttura formulare del complesso sia fondata su di un algoritmo geometrico che trova nel triangolo equilatero parte del suo principio costituente.
La conferma che quest’idea è legittima sarà più trasparente fra breve. Al momento, nonostante la ratio che governa la disposizione degli edifici sia ancora oscura, appare evidente un fatto. La strana geometria che s’intuisce sottendere l’apprestamento di Uxmal, è tutt’altro che incoerente. È possibile, anzi, che proprio una tale sistemazione planimetrica rientri in un ordinamento progettuale estremamente logico. Ben organizzato. Lucidamente definito.
È vero che gli edifici sono distribuiti seguendo angolature che oggi si considerano, per dir così, illogiche. La zonatura sulla quale gravita l’assetto sia dell’impianto maya, sia del chiostro cistercense, nondimeno, presenta requisiti che appartengono indiscutibilmente al dominio del sacro. Sono parte integrante della sfera iniziatica. Non c’è da stupirsi più di tanto allora se, per lo stesso motivo, la topografia dei luoghi nominati non è immediatamente comprensibile ed evidente.

Note:
9. È per amor di precisione "quasi" di 60°. Lo scarto, tuttavia, è così ridotto de potersi tranquillamente ritenere ininfluente ai fini della ricerca. La discrepanza può essere imputata ad una variazione naturale del NORD magnetico che, come da qualche tempo si è assodato, varia con il passare dei secoli: "...Nel sito di Cuello... si trova una piccola piramide... che presenta due fasi costruttive... la scalinata e le pareti laterali della seconda fase sono state edificate sopra la più antica e più piccola piramide, ma su un allineamento spostato di 10° verso EST... lo spostamento dell’asse deve aver rivestito una certa importanza per i maya... Sono due i fenomeni che possono spiegare questo cambiamento: uno è una modificazione della posizione di qualche corpo celeste; l’altro è la variazione secolare del campo magnetico terrestre. La seconda ipotesi farebbe supporre che i maya disponessero di un qualche mezzo per rilevare questa variazione, tramite l’uso di un dispositivo essenzialmente uguale a una bussola magnetica. La plausibilità di questa spiegazione deriva dal recente rinvenimento di un reperto, anche se non è stata ancora ritrovata alcuna bussola maya: ...sulla costa del Golfo del Messico, è stato scoperto un pezzo di minerale ferroso magnetico con una scanalatura incisa... facendolo galleggiare... con un puntatore posto nella scanalatura, l’oggetto funziona come una bussola magnetica...". Norman Hammond, op. cit., p. 228.
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