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CISTERCENSI E MAYA: UNA SOLA GEOMETRIA SACRA?

Strane convergenze tra due mondi agli antipodi.


Testo e immagini esclusive di Diego Baratono

![[Il "Protocollo Uxmal" - 57K .jpg]](am09f31p.jpg)

Il titolo è impegnativo. Non c’è dubbio. È altrettanto vero però che certi insoliti sincronismi rilevati e rilevabili nei due scenari in discorso intrigano l’immaginazione.
Molto. Si deve dire, innanzi tutto, che i due apprestamenti che ora saranno esplorati si possono serenamente presupporre essere estranei l’uno all’altro.
La prima struttura presa in esame è l’Abbazia di Santa Maria di Staffarda con il suo enigmatico chiostro.
La costruzione è in Piemonte. (1) È un complesso abbaziale realizzato dai Monaci Cistercensi intorno l’anno 1135. Non sembrerebbe aver nulla a che vedere, dunque, con il secondo impianto considerato, ossia il cosiddetto "Cuadrangulo de las Monjas o Convento delle Monache" di Uxmal.
Il "Cuadrangulo" è una delle tante incredibili realizzazioni dei Maya.
Il complesso, in stile "puuc" si trova nello Yucatan del Nord. Siamo, pertanto, nell’America centrale.
Secondo la cronologia comunemente accettata dagli archeologi, il "Quadrilatero" è collocabile intorno al VII secolo d.C.. (2)
È evidente a questo punto che le due strutture sono impiantate lontane nello spazio e nel tempo. Alcune sfumature topografiche comuni ad ambedue i complessi, tuttavia, farebbero credere piuttosto il contrario. (3) Per quale motivo?
Semplice. La strutturazione dei due insediamenti è organizzata, con ogni probabilità, facendo riferimento ad un omologo sistema ideativo. L’algoritmo geometrico applicato in entrambe le contingenze, è particolarmente interessante. Vediamo di che cosa si tratta.
Mettiamo a confronto i rilievi planimetrici del chiostro cistercense e del "Quadrilatero" mesoamericano. (4)
Iniziano le sorprese. Le due planimetrie rilevano l’esistenza, innegabile ed icastica, di una singolare e precisa analogia compositiva.
Consideriamo, ad esempio, i quattro edifici perimetrali che configurano il sito centroamericano. Le strutture delimitano lo spiazzo interno dell’apprestamento. Gli edifici sembrano essere organizzati secondo una matrice geometrica che, in gran misura, è compatibile con l’impronta topografica delle costruzioni che compongono il chiostro di Staffarda.
Non basta. La particolare configurazione del complesso mesoamericano trova nell’organizzazione d’alcuni suoi angoli interni, una zonatura ed un allineamento che sono molto simili, se non proprio uguali, all’orientamento adottato per l’assetto degli omologhi angoli interni del romboide claustrale cistercense.
Ora, è perlomeno sorprendente il fattore geometrico comune che sembra gemmare dalla collazione prospettata. Le conformità compositive sono così esplicite e facilmente individuabili che, credo, si commentino da sole. Si deve ricordare, tuttavia, che può essere una semplice coincidenza. Forse.

Note:
1. È localizzata al confine tra le province di Torino e di Cuneo, a pochi chilometri dalla città capoluogo piemontese.
2. Il "Quadrato o Convento delle Monache" di Uxmal, simile ad altri "quadrati" esistenti nell’area, molto probabilmente era una struttura cultuale destinata al gioco rituale della palla. La civiltà Maya del cosiddetto periodo "Preclassico" inizia verosimilmente intorno al 1500 a.C., mentre la stagione definita "Classica", che vede il massimo sviluppo di questa cultura, si è soliti collocarla intorno al 300 d. C. Il rapido declino della civiltà Maya iniziò intorno al X secolo d.C..
3. Tralasciamo per ovvi motivi numerosi dettagli, altrettanto importanti, che però non rientrano nella discussione. Nell’articolo si prenderà in considerazione unicamente la dimensione geometrica dei luoghi. Per ulteriori informazioni al riguardo, si veda l’intervento di chi scrive nel libro "Il segreto di Cheope", Giacobbo-Luna, Roma, 1998, p. 103 - 118.
4. La planimetria del chiostro di Staffarda, con misurazioni eseguite dal geometra Mario Giovanni, è tratta da: "Staffarda misteriosa", Giacomo Volpini, 1994, Settimo Torinese, p. 144. La pianta planimetrica del "Cuadrangulo de las Monjas", con i rilievi eseguiti dall’architetto Horst Hartung, è tratta da: "Le profezie dei Maya", Gilbert- Cotterel, Milano, 1996, p. 320.
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