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IL MISTERO DEI TESTI ARCHETIPICI

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LINGUE ANTICHE E CODICI PERDUTI »
UNA STORIA EMBLEMATICA: IL LIDI SETNE »
I TESTI SEMANTICI »

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I libri, e non solo quelli esoterici, sono dunque "un universo aperto" e, come dice Umberto Eco, "la vittoria del lettore consisterà nel far dire al testo tutto, salvo quello cui pensava l’autore".
Questo fenomeno ricorda il suggestivo caso fantascientifico del famoso "Monolite" extraterrestre dell’omonimo romanzo di Arthur C. Clarke (da cui è stato tratto il film di Kubrik "2001: Odissea nello spazio") che, piovuto sulla Terra abitata da uomini primitivi, dava poi innesco e accelerazione allo sviluppo di una razza intelligente.
In realtà il "Monolite", in questo caso, è come un libro che "mette in moto i meccanismi della curiosità", sebbene in effetti non contenga nulla.
È esattamente ciò che accade al sopracitato monaco con il libriccino di Gesù Cristo.
"La prova della sua realtà stava nel libro ancora stretto nella mia mano. Ringraziai Dio per la fiducia concessami e mi misi a pregare nell’attesa dello spuntare del sole. Con la luce del giorno potei cominciare la lettura e, proprio all’inizio del libro, appresi quale era l’origine della mia vita come avevo sempre desiderato conoscere. Venni cosi a sapere dei miei antenati e mi resi conto della loro vita, e delle sofferenze patite per restare fedeli a Dio. Mi confrontavo a simili modelli spirituali, mi sentii indegno di loro e non riuscii ad immaginare come avrei mai potuto riuscire ad imitarli. Io riflettei a lungo su ciò e poi ripresi a leggere, sino a che giunsi alla pagina in cui stava scritto: qui ha inizio la storia del Santo Graal...".
Come si vede è la "domanda" a metter in moto la curiosità del frate nel caso specifico e del lettore in genere!
Il fenomeno della lettura semantica affonda comunque le sue radici in Mesopotamia. Nel VII secolo a.C. a Ninive furono incise delle tavolette cuneiformi conservate poi nella biblioteca di Assurbanipal (668-629), contenenti il testo di pratiche divinatorie raccolte da una tradizione orale anteriore risalente a 1000 anni prima.
Questi testi insegnavano a decifrare i sogni classificati per ordine alfabetico, o tramite una "parola chiave".
In undici capitoli il mondo onirico assiro-babilonese trovava una spiegazione in ogni sua espressione, il che dimostra quanta importanza era data ai messaggi che si ritenevano portati all’uomo dagli dei attraverso il sogno. Naturalmente l’interpretazione dei sogni era arbitraria in quanto raccoglieva tutta una serie di responsi più o meno sibillini.
Queste tavolette mostrano comunque il grande potere che ha sempre avuto sull’uomo il linguaggio simbolico e archetipico.
"La lettura semiotica - come scrive ancora Eco - è dunque un complotto di chi vuol farci credere che il linguaggio serva alla comunicazione del pensiero".
Per questo l’interpretazione dei manoscritti gnostici ritrovati a Qumran è fonte ancora di profondo e acceso dibattito in quanto la rilettura di questi documenti, secondo qualche studioso, propone un Maestro che non insegna per niente a porgere l’altra guancia. Dal canto suo la Santa Bibbia, testo sacro chiave per Ebrei, Cristiani e gli stessi Musulmani, subisce ancora gli assalti di chi oggi tenta di rileggerla con codici di lettura diversi, da quello esoterico fino a quella psicoanalitico, per certi aspetti considerato da taluni dissacrante.
Daniel Schoffer e Elena Wechsler hanno infatti scritto di recente "La metafora millenaria", nelle cui 160 pagine si condensano molti temi psicoanalitici tratti da una lettura della Bibbia attraverso i meccanismi del subcosciente. È la più recente "chiave di lettura" data al "Libro dei Libri". Ma non sarà certo neanche l’ultima...

VITTORIO DI CESARE
Nato nel 1949, vive e lavora tra Bologna e Firenze. Ex istruttore militare, archeologo, specializzato in relazioni internazionali nel mondo antico. Curatore anche di un museo archeologico pugliese, è stato allestitore di alcuni musei regionali quali il Museo Archeologico "A. Parazzi" di Viadana e il Museo Archeologico, delle Armi e di Storia Moderna "A. Crespellani" del castello di Bazzano (Bo). Membro della "British Museum Society" ha tenuto stages universitari alla Sapienza di Roma, all’Istituto d’Antropologia di Firenze e presso altri Atenei. È stato collaboratore esterno delle Soprintendenze Archeologiche dell’Emilia e della Puglia, e del CNR di Bologna come analista del territorio in età antica.
Ha condotto campagne di ricognizione, survey e scavo all’estero, in Israele e nelle Canarie, oltre che in Italia. Giornalista e scrittore, ha collaborato con importanti testate italiane (tra queste "Historia" e "Storia e Dossier" diretto da Jacques Le Goff), con l’incarico di divulgatore di storia antica e moderna.
Alcune sue pubblicazioni: "L’Oro d’Africa", "In nome del Re", "Gli Aborigeni Australiani" e "Gli Dei di Fuoco", di prossima pubblicazione.

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