|
|
|

DALLA SFINGE DI GIZA ALL'IPOTESI DI UN REMOTO PIANETA GEMELLO

Anche il "Guardiano della Genesi" si proietta nel Cielo. Insospettate valenze astronomiche del colossale monumento egizio.


di Giuseppe Colaminè

![[Il faraone Chefren - 34K .jpg]](am08f53p.jpg)

Com’è noto la grande Sfinge è una struttura megalitica situata nella piana di Giza, a poca distanza dalle tre famose piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.
Suggestivamente definita il "Guardiano della Genesi" e costruita all’interno di una leggera depressione, è circondata da una sorta di vasca calcarea e raffigura il corpo di un leone adagiato verso est, caratterizzato dalla testa di un faraone che oggi viene solitamente attribuita a Chefren.
L’archeologia accademica ci propone attualmente come data ufficiale della sua costruzione la stessa delle piramidi, vale a dire approssimativamente intorno al 2400 a. C. Si tratta peraltro di un dato ovviamente oggetto di perplessità da parte degli esponenti della cosiddetta "archeologia di frontiera" e a sostegno di tali dubbi stanno alcuni aspetti che non possono essere ignorati.
La struttura del monumento presenta infatti due tipi di erosioni lungo la sua intera superficie e sui bordi della vasca calcarea: erosioni longitudinali, attribuibili all’azione del vento, ed erosioni verticali, sicuramente attribuibili ad un’azione intensa e prolungata da parte dell’acqua. Queste ultime ci appaiono come intaccature abbastanza marcate che solo un lungo periodo alluvionale poteva provocare. Solo che, stando alle datazioni forniteci dalla geologia, l’ultima alluvione nella valle del Nilo si sarebbe verificata intorno al 10500 a.C., cioè ben 8000 anni prima della data ufficiale di costruzione dell’intero complesso di Giza.
Il periodo coincide formidabilmente con quello ipotizzato per una serie di eventi tuttora considerati semimitologici ma che con l’andare del tempo e l’evoluzione degli studi tendono ad acquisire una loro dignità storica e scientifica.
n questa stessa epoca, oltreoceano, nell’odierno Perù sarebbe fiorita la città pre-incaica di Tiahuanaco, le cui banchine portuali solo allora sarebbero state lambite dal lago Titicaca che successivamente arretrò i propri margini.
Sempre secondo il mito, intorno al decimo millennio a.C. l’Atlantide di Platone si sarebbe trovata alle soglie della catastrofe geologica che successivamente la inabissò nell’Oceano Atlantico.
In sintesi sembra di trovarsi di fronte ad un’epoca decisiva e drammatica per una civiltà ai vertici del suo progresso ed allo stesso tempo alle soglie della sua caduta.
La Sfinge inoltre guarda il sole che sorge ed ha il corpo di un leone. Nel 2500 a.C. il moto precessionale delineava l’era zodiacale del Toro, il che vuol dire che, all’equinozio di primavera, il sole sorgeva avendo alle spalle la costellazione del Toro.
L’intero ciclo della Precessione degli Equinozi dura quasi 26000 anni ed ogni era precessionale ha una durata di circa 2160 anni. Se gli Egizi avessero voluto attribuire un’ulteriore divinizzazione a Chefren, accomunandone le sembianze a quelle della costellazione dominante, avrebbero pertanto costruito il suo corpo con le fattezze di un toro che già peraltro in quell’epoca veniva adorato proprio in quanto la costellazione omonima "reggeva le spalle al sole in levata".
Analizzando il moto precessionale troviamo che nel 10500 a.C. correva l’era del Leone ed esaminando la testa della Sfinge troveremo altresì che i suoi tratti non corrispondono a quelli di un uomo dell’epoca.
Notiamo infatti una mascella potente, spostata in avanti, estremamente massiccia, ben lontana dai tratti gentili propri del popolo egizio.
La fronte peraltro è bassa, simile a quella di una bestia. Il copricapo ed il parasole posteriore, eccessivamente largo, fanno piuttosto pensare ad una criniera leonina, in seguito opportunamente modificata dalla mano dell’uomo.
A questo insieme di dati molti ricercatori hanno posto una giusta obiezione: la forma convenzionale delle costellazioni zodiacali origina dalla civiltà assiro-Babilonese e non da quella Egizia; quindi gli abitatori della valle del Nilo nel periodo del 10000 a.C. non avrebbero avuto alcun motivo di definire con connotazioni leonine la forma di quella costellazione che oggi noi chiamiamo tale.
Anche qui però andrebbe operata una ulteriore riflessione.
Considerando la grande comunanza di contenuti mitologici fra Egizi e Sumeri, dai quali ultimi poi discesero le civiltà assira e babilonese, non è da escludere che lo zodiaco sia stato un simbolo assai più antico e che i Mesopotamici del secondo millennio pre-cristiano non abbiano fatto altro che rispolverare una simbologia vecchia di millenni.
Né possiamo certo escludere che Chefren avesse pensato di farsi raffigurare nella Sfinge e che quindi ne avesse fatto modificare la testa, trasformandola da quella di un leone a quella di un uomo; un’opera ardita ma comunque imperfetta e del tutto sproporzionata, i cui limiti sono ben visibili e che appare assolutamente in contraddizione con il perfezionismo tipico delle arti raffigurative egizie.
Se gli indizi archeologici sembrano orientarci per una nuova ipotesi, altre testimonianze, non scientifiche, appartenenti all’universo dell’insolito e del paranormale, tendono a sostenere la stessa possibilità.
Un veggente americano vissuto nella prima metà del XX secolo, Edgar Cayce, affermò in stato di trance di essere la reincarnazione di un uomo vissuto ai tempi di Atlantide e di essere a conoscenza di grandi segreti relativi a quella civiltà.
Cayce sostenne che la civiltà egizia era discendente di quella atlantidea e che le prove scritte di tale connessione erano custodite in una camera segreta situata sotto la Sfinge.
tutt’oggi una simile struttura cava non è stata trovata ma è ben noto che esplorazioni effettuate sotto le piramidi hanno evidenziato un complesso sistema di cunicoli e caverne poste al di sotto della piana di Giza. Molte di queste cavità si sono riempite d’acqua; e in una di esse è stato trovato un sarcofago semisommerso che viene da taluni identificato come la tomba di Cheope, se non addirittura di Osiride, il mitico Dio protostorico degli antichi Egizi.
Inoltre, così come le tre piramidi sembrano ricalcare la proiezione al suolo delle stelle della cintura della costellazione di Orione, anche la Sfinge potrebbe avere un suo corrispettivo nel cielo stellato.
Un indizio interessante in proposito ci viene da un graffito raffigurante il dio falco Horus con la madre Iside.
Vi troviamo le tre stelle della cintura di Orione e di lato un’altra stella che in proiezione grafica si trova esattamente nella posizione della Sfinge rispetto alle tre piramidi. La stella centrale della cintura, corrispondente alla piramide di Chefren, presenta una particolarità: tre strutture ellissoidali e simili a gocce che la circondano.
Sappiamo che il sistema solare ha i pianeti che ruotano su orbite ellittiche; la Terra è il terzo pianeta in senso centrifugo. La stella raffigurata nell’immagine egizia potrebbe allora anche rappresentare un luogo dove esiste un pianeta simile alla Terra e tale similitudine verrebbe simboleggiata proprio mettendone in parallelo la posizione sulla terza orbita rispetto all’astro centrale.
Attualmente tale "quarta stella", ipoteticamente corrispondente alla Sfinge, non è stata ancora identificata, mentre invece l’astro centrale della cintura corrisponde astronomicamente a Zeta Orionis.
Nel 1995 l’osservatorio NASA della Rice University registrò una particolare emissione di raggi X simili a quelli solari proprio dalla nebulosa di Orione. L’analisi dell’emissione portò quindi alla conclusione ipotetica che in quel settore potessero trovarsi corpi planetari orbitanti, caratterizzati anche dalla presenza di acqua. Sarebbe infatti stata proprio la presenza di quest’ultima a fornire la peculiare particolarità di tale spettro di emissione radioattiva.
Orbene, adesso consideriamo l’abbinamento Piramide di Chefren-Sfinge.
Come abbiamo già detto, il Faraone si sarebbe fatto raffigurare nella Sfinge e contemporaneamente avrebbe altresì dedicato a se stesso la piramide corrispondente alla stella Zeta Orionis. Le tre ellissi-gocce avrebbero potuto simboleggiare allora la presenza di un pianeta simile alla Terra intorno a quella stella, sia da un punto di vista di distanza orbitale, sia da un punto di vista simbolico, concettualmente legato alla presenza di acqua, culla della vita.
Tre gocce infatti potrebbero voler significare "molta acqua". Ricordiamo che i primi metodi di numerazione consideravano il singolo (UNO), poi la coppia (DUE) e successivamente il concetto di moltitudine. Non a caso in lingua francese l’espressione "tres", assai simile al numero 3 (trois), vuol dire "molto".
Indubbiamente i simbolismi abbondano in quest’abbinamento fra la Sfinge e la piramide di Chefren. Da un lato abbiamo una statua che guarda il sole che sorge, una statua che raffigura un faraone possente quanto un animale, leone o toro che sia.
Il sole nell’antico Egitto rappresenta la divinità, la fonte di vita, che accoppiata alla Terra ed all’acqua, crea l’habitat dei viventi.
Dall’altro lato abbiamo la piramide dello stesso Chefren, allineata con una stella intorno alla quale potrebbe orbitare un possibile gemello della Terra ed anche qui ricorre la triade Astro-Terra-Acqua.
Tre elementi base, tre ellissi, tre gocce, tre stelle, tre piramidi, tre simboli divini.
L’astro corrisponde al sommo padre Atum-Ra; la Terra corrisponde al principio divino "Geb", l’Acqua al principio femminile "Tefnut". E il tutto è inscritto nel contesto di un altro importante principio femminile: quello astronomico-celeste di "Nut".
In questo complesso la Sfinge sembra essere una struttura volutamente decentrata, forse perché è l’unica a non rappresentare un principio divino ma un essere vivente.
Leone, toro o Faraone che volesse essere, la grande statua è comunque notevolmente piccola rispetto alle piramidi, le quali dovrebbero rappresentare l’anello di congiunzione fra il Sole (Ra) e la Terra (Geb).
La Sfinge è il vivente mortale, l’essere che abita un mondo creato dalla divinità, che si fa forte della sua potenza fisica ma che al tempo stesso si proietta verso il divino guardando Ra al suo sorgere e tenendo alle sue spalle i simboli rassicuranti del rapporto fra Ra stesso e la Terra. Anche in questi ultimi però ricorre il parallelismo con un altro mondo, forse orbitante intorno ad una stella lontana: e qui il cerchio si chiude, inscrivendo al suo interno l’Uomo.
Se i rilievi effettuati dalla NASA sono esatti, è dunque probabile che gli Egizi non avessero realizzato casualmente quel bassorilievo. In questo caso però dobbiamo chiederci da quali fonti essi attingessero mai dati astronomici a cui oggi la nostra tecnologia non è ancora arrivata del tutto.
Chi furono gli informatori di questo popolo vissuto fra l’età del rame e quella del bronzo?
Ci troviamo nuovamente di fronte all’ipotesi che civiltà fiorite nei millenni pre-cristiani abbiano avuto la possibilità di attingere informazioni di alto livello scientifico e culturale da fonti appartenenti ad un’antecedente civiltà tecnologicamente evoluta e poi probabilmente decaduta per cause tuttora ignote.
Questa civiltà sarebbe mitologicamente identificata con l’Atlantide di Platone o con Mu, il suo corrispettivo nell’area del Pacifico. E quali che siano stati i fattori che portarono Atlantide alla sua fine, comunque essa dovette lasciare numerosi reperti, anche residui tecnologici, esattamente come l’Impero Romano ci ha lasciato opere architettoniche tuttora valide. È possibile quindi che gli Egizi abbiano attinto a tali fonti, magari senza nemmeno essere ben consapevoli dell’aspetto scientifico delle stesse e considerandole piuttosto come opere divine.
Quello che non siamo in grado di stabilire è se vi sia stata o meno una partecipazione attiva da parte di gruppi di élite discendenti dall’antica civiltà o comunque da altri gruppi tecnologicamente avanzati di origine ignota, coesistenti con gli Egizi ed i loro contemporanei.

vai alla visualizzazione stampabile
invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home aggiungi Edicolaweb a Preferiti

Copyright © 2003 Archeomisteri - Diritti riservati agli Autori. Riproduzione vietata.

|
|
![[Edicola home]](homeedic.gif) ![[Archeomisteri home]](homestar.gif) ![[inizio pagina]](top.gif) ![[articolo seguente]](avanti.gif) Tutti gli articoli di
ARCHEOMISTERI
|
![[Edicola home]](homeedi2.gif) ![[Archeomisteri home]](homearc2.gif) ![[inizio pagina]](to2.gif) ![[articolo seguente]](avant1.gif) ![[articolo precedente]](indietr1.gif)
|
|
|
|