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I "SURVIVALS" DELLA NUOVA GUINEA DELL'OCEANIA

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La testimonianza di correnti migratorie oceaniche è molto evidente nella Nuova Guinea e negli arcipelaghi limitrofi. Una di esse, assai significativa, è quella dei "due fratelli, uno di pelle scura e l’altro chiara", che simbolicamente ricordano "due ondate culturali differenti in quanto alla loro origine etnica" (18).
Come gli egizi, gli indigeni locali sostenevano in passato che il sole nel suo viaggio occidentale visitava il paese dei morti e i Papua melanesiani chiamavano Adìri questa terra posta ad ovest (19). Ma interessa di più un "substrato etnomitologico più arcaico": quello di un giorno (luce) e di una notte (oscurità), appartenenti ad un’"unica forza cosmica", opinione che rivela frammenti di una perduta conoscenza di una potenza energetica universale (20).
Nelle isole melanesiane un motivo ricorrente è quello del "serpente primordiale creatore" e di un’origine serpentiforme degli uomini che vivevano sotto terra, confermando un’epoca in cui la vita si svolgeva sotterranea, alla quale si abbina una omogeneità mitica, culturale e complessa, che si amplifica fino a supporre una primitiva esistenza anfibia umana (per una comparazione si ricordino gli Oannes, le Sirene pisciformi, e i Naga indiani) (21).
In molta parte degli arcipelaghi della Polinesia sussistono narrazioni sull’origine degli esseri umani dovute a genti reiteratamente provenienti da un altrove sconosciuto a riprova di nuovo di antichissime migrazioni interinsulari nel Pacifico e pertanto dell’esistenza di un "doppio strato di popolazioni", migratorie e autoctone. E altresì assai curioso il sistema clanico e totemico, diffuso non soltanto in queste isole ma anche altrove, di un palo o di un albero ovvero di una fune o di una scala che unisce dei ed umani. Esiste poi la convinzione dell’esistenza di un "paese esteso" all’estremità polare immensamente grande (la Terra Australe) (22). E vi è pure la memoria di una "terra-base" sotterranea (Mu?), da cui un tempo si sollevarono tutte le isole del Pacifico (23). Anche la mitologia micronesiana rivela tradizioni migratorie di popoli con componenti etniche eterogenee (24).
Infine il mito più apprezzabile originario delle Marianne, è quello delle cosiddette "pietre degli uomini primordiali", con le quali si rammentano antichissimi esseri umani pietrificati e che riconducono alla mente la nota vicenda biblica della pietrificazione della moglie di Lot durante la distruzione di Sodoma e Gomorra.

Note:
18. Ibidem, pg. 157
19. Ibidem, pgg. 182-184
20. Ibidem, pg. 198
21. Ibidem, pgg. 242, 362, 363, 418, 422, 499
22. Ibidem, pgg. 394 e 405
23. Ibidem, pgg. 410 e 453
24. Ibidem, pg. 507
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