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I "SURVIVALS" DEI POPOLI MARGINALI DELL'AMERICA MERIDIONALE

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Fra le genti viventi alle "ultime frontiere della vita", per dirla con antiche espressioni, si trovano i Feugini che comprendono gli Ona e gli Yamana.
Questi ultimi nei loro racconti precisano che non sanno "donde e come siano venuti" e che i loro dei abitano "al di là delle stelle" o "sopra le nuvole".
Esiste in loro una evidente nostalgia dell’Oriente dove credono che solo la morte li potrà ricondurre (4). E tale nostalgia appare anche legata ad un grande cataclisma diluviale che interessò il nostro pianeta e che determinò enormi trasformazioni nella biosfera terrestre.
Inoltre è particolare la distinzione che gli Yamana fanno di due periodi durante i quali inizialmente "il sole era molto più vicino che ai nostri giorni", tanto da provocare vastissimi incendi che ridussero i monti "spogli e brulli". Ed era quello ancora il tempo del Matriarcato. Poi l’astro "si allontanò nella volta celeste, perse il suo antico splendore ed ogni sera se ne andò per recarsi in un altro mondo, tornando la mattina successiva ed aiutando così la gente di qua e di là".
Analogamente nelle narrazioni di altri popoli si fa protagonista e vi si precisa che si salvò soltanto chi con le canoe riuscì a rifugiarsi "sugli alti picchi emergenti". E sarebbe stato dopo il cataclisma che i sopravvissuti avrebbero stabilito la fine del Matriarcato. Nelle loro fantasie essi ricordano l’arrivo dall’Oriente di un "uomo di pietra" che fu da essi giudicato "invulnerabile ed invincibile", data la loro impotenza contro di lui (5).
Gli Ona rammentano addirittura più di un diluvio, come se la Terra ne avesse subiti più di uno e inoltre hanno una vaga cognizione della così detta "età prima", quando il loro cielo era "crepuscolare" e non vi erano fenomeni meteorologici. Poi "il vecchio sole se ne andò - dicono - sostituito da quello giovane". E allora la durata del giorno e della notte avrebbe subito cambiamenti. Tali eventi fanno supporre un probabile rinnovarsi della nostra stella con conseguenti spostamenti del nostro pianeta nella sua orbita e con variazioni notevoli delle condizioni climatiche che avrebbero necessariamente potuto indurre le popolazioni alla ricerca di terre più consone alla vita. Per gli Ona fu il demiurgo Kenos, primo degli antenati e "venuto dal cielo in quelle terre australi", a creare la loro progenie (6) "introducendo la differenziazione sessuale", dopo di che sarebbe risalito al cielo restando visibile nel firmamento "sotto forma di stella" (7). E, dopo il diluvio sarebbero apparse nelle loro terre "nuove civiltà" (8).

Note:
4. Tacchi Venturi Pietro, "Storia delle religioni", Utet, Torino 1959 (Vol. IV, "Yamana", pgg. 456-482)
5. Pettazzoni Raffaele, "Miti e leggende", Utet, Torino 1970 (Vol. I, pgg. 439-459)
6. Ibidem, pgg. 482-490
7. Krasinski Cyrill Korvin, "Microcosmo e macrocosmo", Rusconi, Milano 1973 (pgg. 173-174)
8. Taylor-Hansen L., in "Amazing Stories", apparso su "Scientific Mysteries", Dic. 1948, pg. 154
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