
UN RETAGGIO PROTOSTORICO COMUNE

Le Leggende hanno un fondamento storico? Ancestrali tradizioni migratorie fra mito e realtà.


di Solas Boncompagni

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Una cinquantina di anni or sono per essere ammessi alla Facoltà di Magistero fu chiesto di svolgere un tema avente il titolo "Le leggende hanno un fondamento storico?", che i candidati giudicarono all’epoca difficile.
Ebbene, il quesito è valido ancora e merita accurate ricerche.
Oggi gli eventi globali ai quali assistiamo, il ritmo sempre più veloce del susseguirsi delle scoperte tecnico-scientifiche, le constatazioni delle affermazioni einsteniane che "il tempo non è affatto ciò che sembra, perché non scorre in una sola direzione ed il futuro esiste contemporaneamente al passato" (il che del resto era già stato intuito da Sant’Agostino), ci fanno comprendere che se un giorno si potesse davvero monitorare il passato, così come i sensitivi riescono a visionarlo attraverso la psicometria ambientale, saremmo già padroni della manipolazione del tempo. In attesa che ciò possa accadere, agli ermeneuti non rimane che ricercare in documenti antichi e nelle numerose leggende di popoli senza scrittura le verità nascoste che riguardano soprattutto quelle popolazioni antidiluviane scomparse, le quali - come scrisse il Panzini - "vivevano un tempo nel sole, sulla superficie del mondo, e sono adesso nell’ombra".
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