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CANTIERI EDILI TELECINETICI

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![[Architettura "ciclopica" - 41K .jpg]](am05f38p.jpg)

Le sorprese non sono finite.
Secondo la leggenda incaica i Viracochas erano capaci di trasportare i massi facendoli spostare "al suono delle trombe".
Ci troviamo di fronte ad una specie di telecinesi indotta da segnali acustici.
Volendo astenerci da considerazioni di ordine magico-paranormale, potremmo azzardare l’ipotesi che si trattasse di un sistema basato sulla modificazione dell’assetto magnetico degli oggetti i quali venivano dotati di cariche ora attrattive, ora repulsive, proprio attraverso segnali a distanza che comunque potevano essere percepiti dall’orecchio umano e scambiati per squilli di tromba.
Oggi sappiamo che segnali radio intensi si accompagnano a rumori vari come sibili più o meno acuti; gli indios del passato non potevano certamente essere a conoscenza di ciò. Con questo bizzarro metodo sarebbero state edificate sia il Sacsahuaman che Tiahuanaco. La città include una serie di strutture monumentali, fra cui un tempio sotterraneo, il Kalasasaya, la piramide Accapana e la mitica Porta del Sole.
Il tempio sotterraneo contiene una scultura ricavata in una lastra di roccia raffigurante Viracocha ai cui lati troviamo immagini scolpite di strani animali preistorici. Alle spalle del monolito ve ne sono altri due raffiguranti due compagni del dio, forse i suoi fedelissimi.
Il Kalasasaya è una spianata in cui torreggiano sculture monolitiche; il suo significato è stato chiarito in seguito alle ricerche di numerosi studiosi, negli anni fra il 1927 ed il 1930. Da queste indagini, condotte peraltro anche da esperti della Specola Vaticana, l’organo della Santa Sede deputato alla ricerca astronomica, è emerso che il Kalasasaya aveva gli angoli perfettamente orientati con i punti di levata eliaca nei solstizi e gli equinozi del periodo relativo al 15.000 a.C. Una sorta di osservatorio astronomico orientato secondo le coordinate astrali di 17.000 anni fa. Quanto alle strutture monolitiche ne troviamo una raffigurante un androgino molto alto, con il corpo ricoperto dalle squame di un pesce. Si tratta inequivocabilmente di una simbologia acquatica poiché ogni squama è formata da piccole teste di pesce.
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