
LE "GUERRE DEGLI DEI": DUE GLI SCHIERAMENTI DEGLI "EVOLUTI"?

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DAL MISTERO DEGLI ATLANTI DI TULA AL MITO DI ATLANTIDE »
DAL "SERPENTE PIUMATO" ALL'AVVENTO DEL "SANGUINARIO" »
UNA MEMORIA SBIADITA DI MICIDIALI ARMI TECNOLOGICHE? »
UN MONDO PROTOSTORICO DIVISO FRA "EVOLUTI" E NON »

![[Il "Tempio della Stella del Mattino" - 49K .jpg]](am04f66p.jpg)

La tesi di una reale e semplice intenzionalità colonialistica trova poco credito.
Una civiltà tecnologicamente avanzata non avrebbe avuto motivi di creare una colonia in Messico se non per sfruttarne le risorse ambientali, ed in questo caso non vi sarebbe neanche stato motivo di mettere in scena la storia di un avvento divino per poter avere mano libera su di un territorio la cui popolazione era oggettivamente impossibilitata ad opporre concreta resistenza.
Si fa strada quindi una possibilità assai più suggestiva, e cioè che il "plagio" subito dagli amerindi come pure da molte altre popolazioni antiche nascesse dall’esigenza, da parte dei loro "Dei", di reclutare fedeli comunque in posizione subalterna ed al tempo stesso di creare vaste aree controllate di territorio.
Da ciò risulta intuibile che l’ipotetica élite tecnologicamente progredita, assimilata a Divinità, fosse divisa in almeno due blocchi contrapposti in conflitto che si confrontavano in una sorta di "Guerra Fredda": Quetzalcoatl e Tezcatlipoca sarebbero stati cioè esponenti-leader delle due fazioni, che andavano in giro per il mondo a cercare di guadagnare territori su cui avrebbero poi esercitato, pur ispirato ciascuno a principi differenti, un "mandato di governo".
In effetti abbiamo già assistito nel corso della Guerra Fredda di oggi a questo confronto indiretto fra superpotenze, che si sono combattute tra loro - e forse non è ancora finita - servendosi di popolazioni minori, depresse, indigenti, motivate da piccole mire imperialistiche su scala ridotta.
Non sarebbe dunque poi tanto strano che ciò fosse già accaduto in epoche ben più remote.
Dalla Mesopotamia all’Egitto, fino all’America Latina, passando altresì per la mitica Atlantide, vi è una indiscutibile fioritura di eventi mitici la cui interpretazione va oggi radicalmente mutando spostandosi dal piano della fantasia a quello di una maggiore concretezza storica e tecnica.
Uomini di alta statura definiti "giganti" divini, dai tratti maestosi ma gentili, maggiormente dotati sul piano fisico e psichico e di ignota provenienza, hanno dominato ovunque, con grande sapere e sovrumani poteri, masse ancora ipoevolute alle quali ora imponevano vessazioni, ora trasmettevano princìpi di alto valore etico.
La nostra stessa "cultura avanzata" odierna si esprime sia con missionari che con mercenari professionisti, d’altronde.
Se davvero questi esseri mitici, ma non troppo, erano reali siamo evidentemente già in grado di stabilire quale fazione ci fosse amica e quale invece rappresentasse un pericolo per la nostra specie.
Individui che impongono sacrifici umani ed usano la minaccia e la violenza come mezzo di persuasione, non possono certo essere considerati "amichevoli".
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