
UNA MEMORIA SBIADITA DI MICIDIALI ARMI TECNOLOGICHE?

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Le braccia degli Atlanti, appena abbozzate in bassorilievo, scendono infatti a piombo lungo fianchi rettilinei, terminando con mani verosimilmente ma stranamente guantate. La destra stringe un oggetto romboidale appuntito, sotto il quale si nota chiaramente una struttura del tutto simile ad una moderna fondina da arma da fuoco. La sinistra impugna invece uno strumento non ben definibile che somiglia ad un contenitore.
Le leggende precolombiane raccontano che gli "Dei" si servivano nei loro scontri di micidiali armi celesti chiamate "XIUHCOATL" (letteralmente "serpenti di fuoco"). Queste avevano il potere di uccidere gli avversari emettendo lingue infuocate che passavano da parte a parte, bruciavano e incenerivano i nemici colpiti. L’analogia concettuale con una qualche "arma elettrica" o addirittura con i moderni "raggi laser", a questo punto, non può certo non saltare agli occhi.
Solo fantasie? Può anche darsi. Dal canto suo, forse un po’ troppo riduttivamente, l’archeologia ufficiale sostiene comunque che gli Atlanti di Tula tenessero degli archi nella mano destra e dei sacchetti d’incenso nella sinistra. In fin dei conti si tratta dell’unica possibilità accettabile, volendo escludere che i "Giganti" di Tula possedessero armi e tecnologie ben differenti da quelle ufficialmente conosciute in epoca precolombiana. Tutto però ci fa pensare peraltro che le cose potrebbero anche non stare proprio come il sapere ufficiale tende a farci credere.
Molti indizi convergono in realtà nel delineare sempre di più l’ipotesi che le classi elitarie dei popoli Maya fossero a conoscenza, seppur indirettamente, di conoscenze e tecnologie superiori, cronologicamente accostabili a quelle dei nostri giorni, se non addirittura per certi aspetti più evolute.
La storia non ci da peraltro notizia di popolazioni che in epoche antecedenti alla scoperta dell’America si servissero di manufatti tecnologici.
Anche limitandosi ad ammettere che il mitico Quetzalcoatl fosse un navigatore vichingo fortunosamente arrivato in America diffondendovi un credo basato sulla fratellanza - tutt’altro che coerente, peraltro, con lo spirito guerriero e piratesco norreno - ciò non spiega il motivo per cui, se gli Atlanti lo rappresentano, come gli archeologi ipotizzano, egli e i suoi seguaci dovessero indossare armature o tute corazzate e usare sovrumane armi "termiche" folgoratici ovvero inceneritrici per sconfiggere estranei che tutt’al più avrebbero usato contro di loro semplici armi bianche. Ciò lo si giustificherebbe solo in rapporto ad altri personaggi dei medesimi livello ed origine, evidentemente. Provenienti da dove?
Il periodo in cui il divino "Serpente Piumato" approdò nello Yucatan non ci è chiaro, ma la ricorrenza del suffisso "Atl", evocante il concetto di "acqua" o "mare", richiama insistentemente il nome del mitico continente di Atlantide - che si ritrova altresì in quello della patria perduta degli antichi Aztechi, "Aztlan" - il quale, stando a quanto tramandatoci da Platone, si inabissò nell’oceano intorno al 9000 a.C.
Nell’enorme lasso di tempo intercorrente fra questa data ed i secoli appena precedenti la scoperta dell’America, il mito legato ad eventi di portata tanto colossale potrebbe essere passato attraverso una illimitata serie di distorsioni successive.
Ciò nonostante la inspiegabilità della "tecnologia" apparentemente ostentata dai misteriosi monoliti di Tula permane.
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